Dopo l’inedita
ID.Polo, prima elettrica del nuovo corso
Volkswagen a riproporre stilemi e nomi che hanno fatto grande la Casa di Wolfsburg, vede la luce un’auto che sicuramente farà discutere: la
Volkswagen ID.Polo GTI. Il nuovo corso delle elettriche Volkswagen prosegue, ed è già in rampa di lancio. Dalla
ID.3 Neo, più matura nello stile e capace di smussare tutti quegli angoli che il pubblico aveva riscontrato, dagli interni fin troppo tecnologici alla qualità costruttiva, fino alla ID.Polo, compatta inconfondibilmente Volkswagen per stile, versatilità e razionalità ma in versione 100% elettrica,
VW ha dimostrato qual è la sua nuova linea per le vetture elettriche.
Le nuove Volkswagen a batterie non cercano di essere qualcos’altro, provando a riprendere ciò che funziona (o meglio, che apparentemente funziona) su altri brand, ma anzi si concentrano di nuovo su cosa voglia dire davvero “essere una VW”, trasponendo poi l’essenza di una vera VAG sui nuovi modelli elettrici.
Questo processo non poteva che riguardare, prima o poi, l’anima più sportiva della Casa tedesca, che con le sue GTI ha fatto innamorare il mondo fin dagli anni ’70. Dopo il lancio di un brand dedicato, GTX, che non ha mai convinto fino in fondo, ecco il grande e inatteso ritorno: ora il marchio GTI trova posto anche sulle elettriche. Il debutto è affidato proprio alla ID.Polo, che passerà alla storia come la prima GTI elettrica della storia del marchio. Dotata della stessa piattaforma MEB+ a trazione anteriore della ID.Polo, è leggermente più lunga, più aggressiva e più potente, con 226 CV e differenziale anteriore a controllo elettronico per prestazioni in linea con la GTI termica uscente. Ho avuto la possibilità di vederla in anteprima ad Amburgo insieme a tutto il nuovo corso elettrico di VW, e ora scopriamo insieme tutto quello che c’è da sapere sulla nuova Volkswagen ID.Polo GTI.
Più aggressiva, più giocosa: come cambia la ID.Polo GTI
Dopo esattamente 50 anni di storia del marchio GTI, questa ID.Polo è la prima Volkswagen di sempre a trazione elettrica a vestire l’iconico logo, nato con la Golf e diventato un vero e proprio sub-brand della Casa tedesca. A livello estetico, questa GTI non stravolge le linee della nuova ID.Polo, com’è giusto che sia per una vera GTI, ma le evolve, incattivendo il frontale, aggiungendo dettagli sportivi e anche divertenti per una presenza su strada discreta, ma allo stesso tempo evidente. Il frontale, ad esempio, è caratterizzato da un nuovo paraurti anteriore, più aggressivo e scolpito, con dei dettagli sporgenti di colore rosso acceso che si ispirano ai ganci traino delle vetture sportive e da corsa.
Anche la firma luminosa è stata rivista, affiancando alla barra a LED a tutta larghezza un listello rosso decisamente appariscente, con dettagli rossi che sfociano nei fari Matrix LED IQ.Light, di serie su questa versione, e il logo GTI tridimensionale che trova posto, come da tradizione, nel frontale (seppur carenato) di questa ID.Polo GTI. Rispetto alle versioni normali, poi, spicca la presenza di due strisce a LED verticali, una a destra e l’altra a sinistra, che distinguono anche di notte la versione sportiva dalle altre Polo. Non manca una classica presa d’aria con griglia a nido d’ape, mentre per via della maggiore sporgenza dei paraurti anteriore e, come vedremo, anche posteriore, la lunghezza di questa GTI è maggiore di 5 cm rispetto alla Polo “standard”, passando da 4,05 a 4,10 metri.
Lateralmente, non mancano le classiche minigonne ribassate, mentre la silhouette della ID.Polo, con il suo cofano corto e il montante C con forma a L ispirato da tutte le grandi Volkswagen del passato la identifica immediatamente come “figlia” di Wolfsburg. A farsi notare ci pensano i cerchi in lega da ben 19 pollici, disponibili in due disegni: il primo, Cape Town, reinterpreta i mitici cerchi Denver della Golf V GTI, mentre quelli dell’esemplare in prova sono i Worthersee, dedicati al lago austriaco dove, ogni anno, va in scena il Raduno GTI. Ispirati ai cerchi Pirelli della prima Golf GTI, hanno al centro un coprimozzo con motivo a pallina da golf: non essendoci più la leva del cambio, Volkswagen ha lavorato di fantasia per conservare la mitica pallina da golf presente su tutte le GTI.
In coda, infine, troviamo il raffinato gruppo ottico IQ.Light con quattro elementi rettangolari tridimensionali, e nella GTI sono illuminati di rosso anche la banda che unisce i fari e il logo Volkswagen. Il paraurti posteriore ha un diffusore composto in due parti, e sebbene manchi, ovviamente, un terminale di scarico, l’aggressività traspare anche grazie al grande spoiler posteriore. Tra i diversi colori di lancio, poi, c’è spazio anche per il Tornadorot, questo rosso acceso che rappresenta uno dei colori più amati sulle VW GTI.
Gli interni: sedili sportivi, tasto GTI dedicato e lo stesso spazio
Salendo a bordo, invece, l’ambiente della ID.Polo viene incattivito e reso più incisivo, senza cambiare l’impostazione generale dell’abitacolo della sorella “tranquilla”. Restano al loro posto, infatti, il display dell’infotainment da 10,25 pollici e l’infotainment a sbalzo da 12,9 pollici, con grafiche chiare e leggermente personalizzate, soprattutto nelle modalità di guida più sportive. Scegliendo infatti, la modalità GTI, il quadro strumenti adotta una visuale più concentrata, con la velocità al centro, colori rossi accesi e un layout estetico più dinamico anche nell’infotainment.
Viene confermata anche sulla GTI la presenza dei Display Retro, ma senza una caratterizzazione sportiva: sia quadro strumenti che infotelematica restano quindi quelli ispirati alla Golf I, ma non in versione sportiva. Per il resto, la caratterizzazione sportiva arriva da un volante a due razze con marcatura rossa che indica le ore 12, il centro del volante, impunture rosse e una corona tagliata nella parte bassa.
I dettagli rossi si trovano anche sulla plancia, con una striscia scarlatta che corre per tutta la larghezza della plancia, arrivando fino ai pannelli porta. Qui troviamo un tessuto specifico e delle cuciture rosse a contrasto con il logo GTI, riprendendo il nuovo tessuto utilizzato anche per i sedili. Sia davanti che dietro, infatti, c‘è un tessuto grigio bello da vedere, con un motivo a croce che riprende il leggendario tartan scozzese delle GTI più iconiche. Mi piacciono molto i sedili anteriori, profilati e molto aggressivi, che danno subito carattere alla piccola sportiva elettrica di Wolfsburg.
Lo spazio è lo stesso delle altre versioni della ID.Polo, che le permette di essere una delle compatte con la maggior volumetria interna sul mercato. Il bagagliaio, per esempio, è invariato a 441 litri, che può aumentare a 1.243 litri abbattendo il divano posteriore. Lo spazio è generoso sia davanti che dietro, mentre a caratterizzare la GTI ci pensano le palette al volante, che si occupano di gestire il livello di rigenerazione del sistema propulsivo, e il tasto GTI dedicato sul volante. Quello che sembra un “semplice” logo, infatti, è in realtà il tasto rapido per richiamare la modalità più spinta del powertrain, che eroga la maggior potenza.
La meccanica: 226 CV, differenziale a controllo elettronico e prestazioni da GTI
A livello meccanico, infatti, la Volkswagen ID.Polo GTI è la più potente della storia del modello (escludendo la Polo R WRC, che erogava 230 CV, ma non era appunto dotata della mitica sigla Gran Turismo Iniezione). La storia delle Polo sportive è iniziata nel 1978 con la Polo GT, versione sportiva che non poteva avere la I in quanto il motore era un 1.3 a carburatori, quindi privo di iniezione, da soli 60 CV, più sportiva nello stile e più potente delle altre Polo, ma molto tranquilla.
La sigla GTI debutterà sulla Polo solamente nel 1999, con la terza generazione restyling dotata di un 1.6 aspirato da 125 CV, per poi seguire con la quarta serie, dotata del 1.8 T 20V da 150 CV, la discussa quinta generazione con il 1.4 TSI TwinCharged con compressore volumetrico e turbo da 180 CV (sostituito nel 2014 da un più affidabile 1.8 TFSI da 192 CV) e arrivare alla sesta serie, l’utlima termica, dotata del 2.0 TFSI da 200 CV (diventati 207 nel 2021). Quella potenza oggi è “roba” del passato, in quanto questa ID.Polo GTI arriva a quota 226 CV e 290 Nm di coppia.
Sotto il cofano, infatti, si nasconde il motore APP290, sviluppato specificatamente per l’utilizzo con elettriche a trazione anteriore di Volkswagen. Questo propulsore scarica la sua potenza a terra sulle due ruote anteriori attraverso un differenziale anteriore a frizioni. Non c'è quindi non un vero e proprio autobloccante meccanico, ma una soluzione più raffinata di un LSD a controllo esclusivamente elettronico. Ad alimentare il tutto ci pensa una batteria agli ioni di litio con tecnologica NMC da 52 kWh, che secondo Volkswagen è sufficiente per percorrere nel ciclo misto WLTP 424 km con una sola ricarica. A proposito, la ricarica è la stessa delle altre ID.Polo con la batteria da 52 kWh, con potenza che arriva a 105 kW in corrente continua, mentre le prestazioni sono in linea con la Polo GTI termica uscente.
Complice un peso non bassissimo, pari a 1.540 kg a vuoto, la ID.Polo GTI scatta da 0 a 100 km/h in 6,8 secondi, per arrivare fino ai 175 km/h di velocità massima autolimitata. Le prestazioni, quindi, sono sulla carta leggermente inferiori (la Polo GTI con il 2.0 da 207 CV e cambio DSG completa lo 0-100 km/h in 6,2 secondi), ma decisamente buone nel segmento nascente delle Hot Hatch elettriche. In attesa di provarla, in Volkswagen spiegano di aver lavorato duramente per rendere questa GTI divertente e coinvolgente da guidare.
Oltre all’adozione del già citato differenziale anteriore bloccabile a frizioni, infatti, la ID.Polo GTI è disponibile con l’ottimo sistema di ammortizzatori a controllo elettronico DCC, mentre rispetto alla ID.Polo c’è una taratura specifica delle sospensioni anteriori McPherson. Dietro, invece, c’è uno schema a bracci multipli, derivato da un futuro modello che vedremo in futuro nella gamma Volkswagen.
Debutto entro l’anno, e prezzi sotto i 40.000 euro
Contrariamente a quanto succede con la VW ID.Polo “normale”, che verrà affiancata dalla Polo termica su base MQB, la Volkswagen ID.Polo GTI andrà a sostituire la versione a benzina, che andrà fuori produzione entro il 2026 dal suo stabilimento sudafricano. La commercializzazione della ID.Polo GTI è prevista entro la fine dell’anno, con un prezzo non ancora ufficializzato. Secondo le indiscrezioni che ho raccolto durante la presentazione ad Amburgo, la prima GTI termica della storia Volkswagen verrà commercializzata ad un prezzo compreso tra i 35.000 e i 40.000 euro. Si tratta di un prezzo in linea con la versione termica uscente, che partiva da poco più di 34.000 euro e, con una dotazione in linea con quella della ID.Polo GTI, arriva proprio a questa “forbice”.
La dotazione di serie, infatti, è molto ricca: di serie sulla GTI ci sono quadro strumenti digitale da 10,25 pollici, infotainment da 12,9 pollici con navigatore proprietario, sistema Hi-Fi Harman Kardon da 425 watt, fari Matrix LED anteriori e a LED specifici posteriori, sedili sportivi, sistemi per la guida autonoma di Livello 2 Travel Assist, cerchi in lega da 19 pollici, clima automatico bizona e retrocamera posteriore con sensori di parcheggio anteriori e posteriori.