Il marchio piemontese compie un salto epocale passando
dal restomod alla produzione di una vettura concepita ex novo. Sotto una veste
aerodinamica ispirata ai prototipi degli anni '80, pulsa un V8 biturbo
sviluppato su misura dalla casa svedese.
Il 15 maggio 2026 segna uno spartiacque decisivo per Kimera
Automobili. Nella prestigiosa e raffinata cornice del Concorso d'Eleganza Villa
d'Este, sulle sponde del Lago di Como , l'azienda piemontese ha presentato
ufficialmente la K-39. L'evento sancisce il passaggio del marchio da
specialista delle reinterpretazioni storiche (i celebri restomod EVO37 ed
EVO38) a vero e proprio costruttore indipendente: la K-39 è infatti la prima
hypercar stradale interamente concepita e sviluppata in autonomia dal brand.
Il cuore svedese: 1.000 cavalli firmati Koenigsegg
La novità tecnica di maggior rilievo è la partnership
siglata con Koenigsegg. La K-39 è equipaggiata con un propulsore V8 biturbo
fornito e sviluppato appositamente dalla factory svedese per assecondare le
specifiche richieste prestazionali del progetto italiano.
I numeri testimoniano un salto di categoria assoluto: il
motore eroga 1.000 CV a 7.350 giri/minuto e sprigiona una coppia massima di
1.200 Nm a 5.500 giri/minuto, spingendosi fino a un regime massimo di 8.250
giri/minuto. Per adattarsi alla missione specifica della vettura, il sistema di
sovralimentazione è stato riprogettato e alleggerito rispetto alle
configurazioni solitamente utilizzate sulle hypercar Koenigsegg, ottimizzandone
la risposta e la guidabilità. Inoltre, la vettura dispone di un’architettura
elettronica all’avanguardia: il motore è monitorato costantemente tramite il
Koenigsegg Cloud, supporta aggiornamenti software over-the-air ed è calibrato
per rispettare le normative internazionali sulle emissioni.
Design: l'omaggio all'endurance degli anni '80
Dal punto di vista estetico e aerodinamico, la K-39 attinge
all'immaginario del motorsport degli anni Ottanta, ispirandosi in modo
particolare alle silhouette da competizione che animavano il Campionato del
Mondo sportprototipi (allora noto come Mondiale marche).
Pur preservando il "family feeling" con la EVO37 e
la EVO38 nel trattamento della sezione anteriore e posteriore , l'auto
introduce soluzioni aerodinamiche sofisticate. Il frontale è caratterizzato da
un sistema S-duct integrato per massimizzare l'efficienza dei flussi, mentre il
retrotreno, definito dalla casa come una "scultura tecnica", è
dominato da superfici estrattive complesse e da un vistoso alettone dal forte
sapore racing. A questo risultato ha contribuito anche un costante dialogo
culturale e tecnico tra Kimera e Dallara, un legame fondato sull'amicizia e
sulla condivisione dei valori dell'ingegneria d'eccellenza italiana.
L'assalto alla Pikes Peak e le versioni speciali
L'ambizione sportiva di Kimera non si esaurisce
nell'estetica. La casa ha infatti confermato la volontà di portare la K-39 a
gareggiare nella celebre cronoscalata Pikes Peak (la "Race to the
Clouds").
A tal proposito, all'interno della produzione in serie
limitata della vettura , è stata prevista una speciale configurazione
denominata proprio "Pikes Peak". Questo allestimento, riservato in
via esclusiva ai primi dieci clienti che hanno creduto nel progetto, include un
pacchetto aerodinamico specifico e appendici modulabili pensate per l'utilizzo
estremo in pista, pur mantenendo l'omologazione per la circolazione stradale.
Il successo commerciale e il tour globale
Il mercato sembra aver già premiato il coraggio del marchio
piemontese: prima ancora della presentazione ufficiale lariana, risultano già
assegnate oltre venti vetture.
L'esposizione al Concorso d'Eleganza e presso gli spazi
dedicati di Villa Flori (ribattezzata per l'occasione "Villa
Kimera"), rappresenta solo il debutto in società per l'hypercar. Seguirà
un fitto roadshow internazionale che vedrà la K-39 protagonista in appuntamenti
di altissimo profilo, tra cui Spa-Francorchamps, la Le Mans Classic, il
Goodwood Festival of Speed e l'iconica Monterey Car Week in California.