L'Unione Nazionale Consumatori contesta la linea di
totale incertezza del Ministero dell'Economia a ridosso della scadenza del 6
giugno. Con i prezzi della benzina già balzati del 6,9% a maggio, un ulteriore
taglio rischia di pesare gravemente sulle famiglie.
A soli due giorni dalla scadenza ufficiale dello sconto
sulle accise dei carburanti, fissata per il prossimo 6 giugno, si accende lo
scontro sulle politiche energetiche dell'esecutivo. L'Unione Nazionale
Consumatori (UNC) ha espresso forte preoccupazione per l'atteggiamento
giudicato vago del Ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, in merito alle
reali intenzioni del Governo circa il rinnovo delle tutele alla pompa.
Il fatto che il Consiglio dei ministri non si sia occupato
del dossier carburanti viene letto come un segnale negativo dalle associazioni,
nonostante il titolare del Tesoro abbia preannunciato un futuro intervento
correttivo tramite un apposito decreto ministeriale. Secondo il presidente
dell'UNC, Massimiliano Dona, la mancanza di trasparenza sui termini della
proroga a quarantotto ore dal termine crea una situazione di grave incertezza.
Il rischio del terzo taglio consecutivo
Il timore espresso dai rappresentanti dei consumatori è che
il provvedimento in arrivo possa tradursi in una nuova riduzione del bonus,
seguendo una tendenza al ribasso già avviata nel corso della primavera:
- Il
primo taglio sulla benzina: Con il decreto-legge n. 63 del 30 aprile
2026, l'agevolazione sulla benzina è stata drasticamente ridotta da 20 a 5
centesimi al litro.
- La
riduzione sul gasolio: Con il successivo decreto-legge n. 89 del 22
maggio 2026, lo sconto sul gasolio è stato a sua volta dimezzato, passando
da 20 a 10 centesimi al litro.
- L'ipotesi
delle "famiglie vulnerabili": Tra gli scenari peggiori
paventati dall'associazione vi è la possibilità che lo sconto non sia più
universale, ma venga riservato esclusivamente a una ristretta platea di
nuclei familiari considerati vulnerabili.
L'impatto dei beni energetici sull'inflazione
A rendere lo scenario particolarmente delicato per le tasche
degli automobilisti sono i dati macroeconomici più recenti forniti dall'Istat.
I monitoraggi relativi al mese di maggio hanno infatti confermato che il
comparto dei carburanti ha esercitato una forte spinta al rialzo
sull'inflazione nazionale.
Secondo i dati ufficiali dell'istituto di statistica,
l'accelerazione dei prezzi risente essenzialmente delle forti tensioni
registrate sui "Beni energetici non regolamentati". In questo paniere
rientra proprio la benzina, il cui costo è decollato del 6,9% nel giro di un
solo mese.
Per l'Unione Nazionale Consumatori, l'introduzione di un
terzo taglio agli sconti o l'azzeramento definitivo delle misure di
contenimento configurerebbero una politica economica fallimentare, incapace di
tutelare il potere d'acquisto dei cittadini di fronte ai rincari della
componente energetica.