120 Anni di ACI: al MAUTO Annullo e Francobollo celebrativo

Novità
23 gennaio 2026, 10.05
Cerimonia per i 120 anni ACI: autorità e dirigenti effettuano simbolicamente l'annullo del francobollo celebrativo su un tavolo allestito con i prodotti filatelici dell'evento. Presente il presidente ACI Geronimo La Russa
Se c’è un luogo dove il cuore pulsante dell’automobilismo italiano risuona più forte che altrove, quello è il MAUTO, il Museo dell'Automobile di Torino. Ed è proprio qui, tra le lamiere che hanno fatto la storia e i capolavori di ingegneria che il mondo ci invidia, che si è chiuso idealmente il cerchio dei festeggiamenti per il 120° Anniversario dell'Automobile Club d'Italia.
Non è stata una semplice cerimonia istituzionale, ma un vero e proprio viaggio nel tempo. Un percorso che parte dai pionieri della guida per arrivare alle sfide della mobilità di domani.

Dal "Secolo Breve" alla Mobilità del Futuro

Per capire la portata di questo anniversario, basta guardare i numeri. Quando l'ACI muoveva i suoi primi passi nel lontano 1905, l'automobile era un oggetto misterioso, un privilegio per pochi audaci: in tutta Italia circolavano appena 2.000 vetture.
Oggi, quella scommessa sulla libertà di movimento si è trasformata in una realtà imponente:
  • Oltre 41 milioni di auto in circolazione.
  • Un parco veicolare complessivo di 55,5 milioni di mezzi.
L'ACI non è stato solo uno spettatore di questa crescita vertiginosa, ma il regista che ha accompagnato gli italiani dalla prima patente alla transizione ecologica.
Il Presidente eletto dell'ACI, Geronimo La Russa (a sinistra), insieme ad altri rappresentanti istituzionali durante la presentazione al MAUTO. Sullo sfondo è visibile il banner giallo che indica la postazione dedicata all'annullo filatelico

Un Francobollo per la Storia

A suggellare l'evento, in una cornice che trasuda storia come il MAUTO, è arrivato l'annullo filatelico di un francobollo celebrativo emesso da Poste Italiane. Inserito nella serie tematica "le Eccellenze del sistema produttivo e del Made in Italy", questo piccolo pezzo di carta dentellata racchiude un secolo e venti anni di strade, curve, vittorie sportive e servizio pubblico. Un vero must-have per i collezionisti e per chi ama la storia del nostro Paese.

Le Voci dei Protagonisti

L'evento ha visto l'alternarsi di figure chiave che hanno tracciato la rotta dell'Ente.
Il Gen. Tullio Del Sette, Commissario Straordinario dell'ACI, ha posto l'accento sulla componente umana di questa avventura:
«I primi 120 anni dell'Automobile Club d'Italia raccontano una grande storia... quella delle donne e degli uomini che hanno creduto, e continuano a credere, nell'automobile come strumento di progresso. [...] Oggi celebriamo questo percorso confermando l'impegno dell'ACI per un futuro sempre più innovativo, sicuro e sostenibile».
Per gli appassionati di auto d'epoca, le parole dell'On. Giovanni Tombolato, Presidente di ACI Storico, hanno risuonato particolarmente forti. Circondato dai gioielli del museo, ha ricordato come l'auto sia:
«Sintesi sublime del genio italiano... L'ACI, da ben centoventi anni, accompagna la vita degli automobilisti, favorendo la tutela del patrimonio motoristico e la diffusione di una cultura della mobilità».
Infine, lo sguardo rivolto al domani è arrivato dal Presidente eletto, Avv. Antonino Geronimo La Russa, che ha delineato la missione per i prossimi anni: non solo celebrazione, ma azione concreta.
«ACI ha costruito conoscenze, responsabilità e una solida esperienza che oggi mettiamo al servizio di una sfida decisiva: governare il cambiamento, garantendo sicurezza, sostenibilità e diritti di mobilità per tutti».

La Strada Davanti a Noi

Chiudere le celebrazioni al MAUTO non è un punto di arrivo, ma una ripartenza. L'ACI conferma il suo ruolo di "copilota" per gli italiani: dalle competizioni sportive che ci tengono incollati alla pista, alla tutela delle auto storiche, fino alla gestione delle nuove tecnologie infrastrutturali.
Centoventi anni dopo, la passione è rimasta intatta, ma la responsabilità è cresciuta. L'automobile cambia, si evolve, diventa silenziosa e connessa, ma al centro resta sempre la libertà di muoversi. E l'ACI è pronta per i prossimi 120 anni.
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