Il sorriso contagioso a cui ci aveva abituati ha lasciato il posto a una maschera di pura frustrazione.
Lando Norris, con il numero 1 di campione del mondo in carica stampato sul musetto della sua
McLaren, ha deciso di non usare più mezzi termini. Quello che a inizio stagione, durante i test in Bahrain, sembrava solo un teatrino di punzecchiature all'indirizzo del rivale
Max Verstappen, si è trasformato nell'
Albert Park in una vera e propria bocciatura del nuovo corso della Formula 1.
Dopo una qualifica deludente che lo vedrà scattare solo sesto (in terza fila accanto al compagno Oscar Piastri), l'inglese ha lanciato un pesantissimo atto d'accusa contro i nuovi regolamenti tecnici, mentre all'orizzonte si profila già una netta, e per lui frustrante, supremazia della Mercedes.
Il tracollo dell'era d'oro: "Dalle migliori alle peggiori monoposto"
L'analisi del pilota britannico è spietata e non risparmia la genesi delle nuove vetture. "Siamo passati dalle migliori auto mai costruite in Formula 1, e le più belle da guidare, a quelle che probabilmente sono le peggiori di sempre" ha tuonato Norris ai microfoni. La sintesi del campione è brutale: "Fa schifo".
Il dito è puntato dritto verso la controversa scelta della FIA sul nuovo bilanciamento dei motori. "Dobbiamo conviverci, ma tutti sanno quali sono i problemi," ha spiegato il campione della McLaren. "Il fatto è che il motore è diviso al 50% tra energia termica ed energia elettrica, e semplicemente è una formula che non funziona".
Piloti o ragionieri? L'incubo del pacco batterie
Il nuovo regolamento, nato per enfatizzare l'efficienza energetica, sembra aver snaturato l'essenza stessa del pilotaggio. Non si tratta più di spingere al limite, ma di gestire un complesso sistema matematico in tempo reale.
Norris ha descritto uno scenario desolante dall'abitacolo:
- Decelerazioni forzate: i piloti sono costretti ad alzare il piede dall'acceleratore molto prima delle curve (lift and coast) per ricaricare le batterie.
- Margine d'errore nullo: bisogna calcolare ossessivamente che il pacco batterie sia al livello ottimale. Se l'energia accumulata è troppa o troppo poca, la guidabilità della vettura viene compromessa irrimediabilmente.
- La frecciata alla concorrenza: "non è piacevole da pilota," ha ammesso Norris con un sorriso amaro, "ma sono sicuro che George [Russell] in questo momento sta sorridendo. È difficile, ma è quello che abbiamo".
Il paradosso della sicurezza: l'incidente con Antonelli
C'è però un aspetto che va oltre le mere prestazioni e tocca un nervo scoperto: la sicurezza. La complessità dei sistemi costringe i piloti a una distrazione costante, trasformando l'abitacolo in una sala comandi in cui guardare la pista diventa quasi secondario.
La prova evidente si è avuta proprio quando Norris ha centrato in pieno un detrito (uno dei soffiatori delle pance) perso dalla monoposto di Kimi Antonelli appena uscito dai box durante il weekend. L'incidente non è stato causato da un errore di traiettoria, ma da un calo di attenzione obbligato.
"Stavo guardando il mio volante ed è per questo che non ho visto i detriti," ha confessato Norris, svelando un retroscena preoccupante. "Devo costantemente monitorare la velocità che raggiungerò alla fine del rettilineo per sapere se, in base alla mappa del motore, dovrò frenare 30 metri prima o 10 metri dopo. E questo è un altro, enorme problema".
Una denuncia forte e chiara, quella del numero 1 del mondo. La Formula 1 voleva auto del futuro, ma a giudicare dalle parole di chi deve domarle a 300 all'ora, il presente ha il sapore di un clamoroso passo indietro.
Russell risponde per le rime...
Vincitore del Gran Premio d'Australia e già favorito per il mondiale, visto lo stato di forma della Mercedes che guida (sul traguardo è stata doppietta, con Kimi Antonelli arrivato secondo sul traguardo), il classe 1998 ha chiosato: "Se avesse vinto, non direbbe così"