Mentre gli automobilisti italiani guardano con attenzione
alle decisioni del Consiglio dei Ministri, il dibattito sul taglio delle accise
sui carburanti entra nel vivo. Ma quanto incide realmente una riduzione di
pochi centesimi sul bilancio mensile di una famiglia? A fare i conti in tasca
agli italiani è Assoutenti, che ha elaborato precise stime sugli effetti
diretti e indiretti delle misure attualmente al vaglio del Governo.
L'impatto, infatti, non si ferma al solo momento del
rifornimento. Poiché in Italia la stragrande maggioranza delle merci viaggia su
gomma, il prezzo del gasolio e della benzina si riversa a cascata sui listini
dei beni di prima necessità, a partire proprio dai supermercati.
L'impatto diretto al distributore: tre scenari a confronto
L'associazione dei consumatori ha simulato tre diverse
ipotesi di intervento governativo, calcolando il risparmio su un pieno standard
da 50 litri e su base annua. I calcoli includono anche la conseguente flessione
dell'IVA (che in Italia viene calcolata anche sulle accise):
- L'ipotesi
"Maxi" (-10 centesimi al litro): Si tratta dell'intervento
più ambizioso. Garantirebbe un risparmio di 6,1 euro a pieno,
alleggerendo le spese annue di ogni automobilista di 146 euro.
- L'ipotesi
"Media" (-5 centesimi al litro): Con una riduzione
intermedia, il beneficio alla pompa si attesterebbe sui 3 euro per
ogni pieno, portando a un risparmio di 73,2 euro in dodici mesi.
- L'ipotesi
"Mini" (-2,5 centesimi al litro): L'intervento più lieve si
tradurrebbe in un risparmio di poco superiore a 1,5 euro per
rifornimento, ovvero 36,6 euro all'anno.
Il vero risparmio è nascosto tra gli scaffali
Se il beneficio immediato al distributore può sembrare
circoscritto, è allargando lo sguardo all'intera filiera logistica che la
misura mostra il suo peso reale. Assoutenti evidenzia infatti l'importanza
degli "effetti indiretti" sui listini al dettaglio, in particolare
per i prodotti trasportati su strada.
Secondo l'associazione, se il taglio delle accise riuscisse
a contenere l'inflazione sui generi alimentari anche di un modesto 0,5%,
le famiglie italiane eviterebbero una stangata complessiva stimata in ben 830
milioni di euro all'anno. Un "tesoretto" fondamentale per
difendere la spesa quotidiana.
L'appello: "Servono scelte coraggiose"
Alla luce di questi dati, la richiesta rivolta all'Esecutivo
è chiara. Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti, chiede di non
puntare al ribasso:
"Il governo deve fare scelte coraggiose nella
consapevolezza che più sarà pesante l’intervento sulle accise, più saranno
elevati i benefici non solo per consumatori e imprese, ma anche per l’economia
nazionale. Un rialzo generalizzato dei listini al dettaglio, oltre ad incidere
sul potere d’acquisto dei cittadini, determinerebbe effetti depressivi sui
consumi."