Renault Group archivia il capitolo "Renaulution" e
preme sull'acceleratore con un nuovo, ambizioso piano strategico denominato
“futuREady”.
L'obiettivo dichiarato dall'azienda è chiaro: trasformare il successo del
precedente piano in un ecosistema sostenibile a livello globale, posizionandosi
come il costruttore automobilistico europeo di riferimento.
Sotto la guida del CEO François Provost, in carica dallo
scorso luglio, il Gruppo ha delineato una roadmap al 2030 che punta su una
massiccia offensiva di prodotto, l'integrazione pervasiva dell'Intelligenza
Artificiale e una rigorosa disciplina finanziaria.
Dal punto di vista economico, Renault punta a risultati
strutturali nel medio termine: un margine operativo compreso tra il 5% e il 7%
del fatturato e un free cash-flow per il comparto auto di almeno 1,5
miliardi di euro annui.
I quattro pilastri della strategia futuREady
Il nuovo piano si sviluppa attorno a quattro direttrici
fondamentali — Growth-ready, Tech-ready, Excellence-ready
e Trust-ready — progettate per garantire competitività in un mercato
globale sempre più volatile.
1. L'offensiva di prodotto ("Growth-ready")
Il prodotto torna a essere il cuore pulsante del Gruppo.
Entro il 2030, Renault prevede il lancio di 36 nuovi modelli, di cui 22
destinati all'Europa (16 puramente elettrici) e 14 ai mercati internazionali.
Le strategie per i singoli marchi sono così delineate:
- Renault:
Lancerà 12 nuovi prodotti in Europa, puntando al 100% di vendite
elettrificate nel Vecchio Continente entro il 2030, mantenendo però
l'ibrido oltre questa data. L'obiettivo globale è superare i 2 milioni di
veicoli venduti all'anno.
- Dacia:
Accelererà sull'elettrificazione (con 4 veicoli EV in gamma e il 66% delle
vendite elettriche entro il 2030), mantenendo la sua forte competitività
sul prezzo ed espandendosi nel segmento C.
- Alpine:
Continuerà il suo percorso premium introducendo la nuova generazione della
A110 (basata su piattaforma APP), affiancata dai modelli A290 e A390, con
un forte focus su serie limitate esclusive.
2. Piattaforme avanzate ed Elettrificazione ("Tech-ready")
Per competere con l'agguerrita concorrenza asiatica, Renault
spingerà sull'innovazione tecnologica. Il fulcro di questa trasformazione sarà
la nuova piattaforma elettrica RGEV Medium 2.0.
Questa architettura porterà innovazioni radicali:
- Prestazioni
e Ricarica: Architettura a 800 Volt per ricariche ultrarapide (fino a
10 minuti).
- Autonomia:
Fino a 750 km nel ciclo WLTP (versione EV) e fino a 1.400 km per le
versioni Range Extender.
- Architettura
Software: Transizione verso il modello SDV (Software Defined
Vehicle), con il 90% delle funzionalità aggiornabili via etere (FOTA)
in tempi dimezzati, per poi evolvere verso l'AIDV (Artificial
Intelligence Defined Vehicle).
- Motori
ed Efficienza: Sviluppo di una terza generazione di motori elettrici
(EESM) senza terre rare, con un'efficienza autostradale del 93% e una
riduzione dei costi stimata al 40% rispetto alle attuali generazioni.
3. Intelligenza Artificiale e Resilienza Operativa
("Excellence-ready")
Per affrontare la velocità del mercato, Renault ha ridotto
il ciclo di sviluppo dei nuovi veicoli a soli 2 anni.
A livello industriale, il Gruppo farà un uso intensivo
dell'Intelligenza Artificiale e della robotica avanzata. L'integrazione di un
"metaverso industriale" e di 350 robot umanoidi per le
mansioni più gravose punta a dimezzare i tempi di fermo negli stabilimenti e a
ridurre del 20% i costi globali di produzione. Parallelamente, l'uso dell'IA
nel controllo qualità (su oltre 1.000 parametri) mira a dimezzare i difetti nel
primo anno di utilizzo delle vetture.
4. Il ruolo delle partnership ("Trust-ready")
Renault non agirà da sola. Oltre a investire sulla
formazione dei propri dipendenti e sulla digitalizzazione della rete di
vendita, il Gruppo si propone sempre più come hub produttivo per terzi.
Forte della storica Alleanza con Nissan e Mitsubishi,
l'azienda produrrà veicoli in Europa e nel mondo anche per marchi come Volvo
Group (Renault Trucks), Ford e Geely. L'obiettivo è assemblare oltre 300.000
veicoli all'anno per altri costruttori entro il 2030, sfruttando hub
strategici in India, Corea del Sud e Sud America.