Ridendo e scherzando, sono quasi due anni che non c'è nessuna nuova auto V10 in vendita

Notizie
16 giugno 2026, 14.59
lamborghini huracan sto 05
Dal definitivo addio all'Audi R8 e alla Lamborghini Huracán avvenuto nel corso del 2024, il mercato automobilistico globale ha perso una delle architetture motoristiche più emozionanti ed esclusive. Un'analisi della transizione verso l'ibrido e del vuoto incolmabile lasciato da un propulsore leggendario.
Sembra passato un decennio, eppure sono trascorsi appena due anni da quando l'industria automobilistica ha salutato per sempre il motore V10. Una transizione silenziosa, oscurata dal clamore mediatico dell'elettrificazione e dei nuovi powertrain ibridi, ma che ha segnato la fine di un'era per i puristi della guida. Oggi, a metà del 2026, i listini del nuovo parlano chiaro: non esiste più alcuna vettura in produzione dotata di un propulsore a dieci cilindri.

La fine di un'era: il congedo del 5.2 FSI aspirato

L'ultimo baluardo di questa nobile architettura è stato il leggendario 5.2 litri aspirato, sviluppato originariamente dal Gruppo Volkswagen. Questo propulsore ha animato per oltre un decennio due delle supercar più iconiche e apprezzate del mercato: l'Audi R8 e la Lamborghini Huracán.
La casa dei quattro anelli ha interrotto la produzione della R8 nello stabilimento di Böllinger Höfe nella primavera del 2024, chiudendo il sipario con una suggestiva edizione in tinta Vegas Yellow. Pochi mesi dopo, anche Lamborghini ha mandato in pensione la gloriosa Huracán, sostituendola con la nuova generazione di supercar elettrificate (capitanate dalla Temerario) spinte da più compatti e potenti V8 biturbo abbinati a moduli ibridi plug-in.
Con l'uscita di scena di questi due modelli, il V10 è ufficialmente scomparso dai cataloghi delle auto nuove, chiudendo un capitolo ingegneristico che affondava le sue radici nell'epoca d'oro dei motori termici.

Le ragioni di una scomparsa inevitabile

L'estinzione del V10 non è stata dettata da una mancanza di domanda da parte degli appassionati, bensì da un quadro normativo sempre più stringente e dalle intrinseche difficoltà tecniche di sviluppo. Le normative europee e internazionali sulle emissioni (come i protocolli Euro 6e ed Euro 7) hanno imposto limiti di CO2 e inquinanti praticamente impossibili da rispettare per un propulsore aspirato di così grossa cilindrata e frazionamento.
Per mantenere il V10 sul mercato, i costruttori avrebbero dovuto implementare complessi sistemi di sovralimentazione e moduli ibridi pesanti. Di fronte a queste sfide ingegneristiche, l'industria ha optato per il "downsizing": l'adozione di architetture V8 o V6, che grazie all'ausilio di turbocompressori e motori elettrici riescono a garantire potenze persino superiori, abbattendo drasticamente le emissioni nei cicli di omologazione.
Tutto questo in parte è una giustificazione, ma allo stesso tempo se i V10 sono scomparsi, lo stesso non si può dire dei nobilissimi V12 che per fortuna si mantengono nei listini

Una gloriosa eredità ingegneristica

Se oggi piangiamo la scomparsa del V10 nel mercato del nuovo, è doveroso ricordare l'eredità che questa architettura lascia nella storia dell'automobile. Il dieci cilindri ha rappresentato per anni il compromesso perfetto: più compatto ed equilibrato di un V12, ma capace di regimi di rotazione e di un sound inarrivabili per un tradizionale V8.
La storia ci ha regalato capolavori assoluti:
  • Porsche Carrera GT: spinta da un V10 da 5.7 litri derivato da un progetto originariamente destinato alla Formula 1 e a Le Mans.
  • Lexus LFA: il cui V10 da 4.8 litri, sviluppato in collaborazione con Yamaha, è universalmente riconosciuto per possedere una delle tonalità di scarico più belle mai prodotte.
  • BMW M5 (E60): un'audace berlina che nascose sotto il cofano un brutale V10 da 5.0 litri (S85) capace di superare gli 8.000 giri/min.
  • Dodge Viper: l'incarnazione americana del V10, che ha puntato su cilindrate mostruose (fino a 8.4 litri) e una coppia debordante, lontana dalle raffinatezze europee ma altrettanto iconica.

Il futuro è nei garage dei collezionisti

A quasi due anni dall'uscita di scena dell'ultima auto a dieci cilindri nuova, il mercato dell'usato e del collezionismo sta reagendo di conseguenza. Le quotazioni delle supercar V10 sono in costante e inesorabile ascesa. I collezionisti hanno compreso che queste vetture rappresentano l'apice di una tecnologia analogica e acustica che non verrà mai più replicata.
Ridendo e scherzando, il V10 se n'è andato. Ha lasciato il passo all'efficienza, ai kilowatt e ai sibili elettrici, consegnando alla storia un sound inconfondibile che, da oggi in poi, potremo ascoltare solamente sfogliando le pagine del passato.
loading

Le Più Lette

Loading