Incredibile, ma vero: Subaru riporta in vita i suoi modelli più iconici (termici) e deve dire grazie all'elettrico

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di Simone Bocca
28 luglio 2026, 9.31
Nell'immagine si vedono tre auto coperte di Subaru
C'è una notizia che gli appassionati di auto sportive giapponesi aspettavano da anni: la Subaru WRX STI non è morta. Durante un evento di racing Super Taiku, Subaru ha svelato un teaser che mostra tre nuovi modelli ad alte prestazioni con motore termico e cambio manuale, tutti previsti entro il 2027. Una svolta netta rispetto alla direzione degli ultimi anni, che aveva progressivamente abbandonato il segmento sportivo a favore di modelli più familiari orientati al mercato americano.
Dietro a questo cambio di rotta c'è una ragione precisa, e paradossalmente la dobbiamo ai veicoli elettrici. Le crescenti vendite di BEV e ibridi come la Solterra e la nuova Uncharted hanno migliorato le medie CAFE (Corporate Average Fuel Economy) del gruppo, aprendo la strada alla produzione di un numero limitato di modelli termici ad alte prestazioni senza incorrere in sanzioni per il superamento degli standard emissivi. L'elettrico, insomma, ha reso possibile il ritorno della STI.

Tre modelli, un nuovo reparto

I tre modelli sono stati sviluppati da una nuova divisione interna denominata Sports Vehicle Planning Office, con un mandato esplicito: riportare lo spirito sportivo nel DNA di Subaru. Le vetture nel teaser sono coperte da teli, ma i dettagli visibili dicono già molto.
Il primo è una berlina WRX con il classico cofano a presa d'aria presente sulle Subaru ad alte prestazioni dagli anni Ottanta per via della posizione dell'intercooler sul motore boxer turbo. Il muso più aggressivo, i passaruota allargati e una linea laterale decisa suggeriscono un look quasi retrò, volutamente vicino alle generazioni più amate del passato. L'assenza di un alettone posteriore alto potrebbe indicare che si tratta della versione WRX base, non della STI vera e propria, ma potrebbe anche essere un dettaglio volutamente omesso per tenere alta la suspense.
Il secondo è un hatchback o station wagon WRX con una carrozzeria più alta e squadrata, con una propria interpretazione stilistica rispetto alla berlina. La posizione di guida più rialzata e le forme più muscolose suggeriscono qualcosa di più affine allo spirito delle Forester ad alte prestazioni che all'Impreza hatchback originale. Tetsuro Fujinuki, direttore della Tecnologia di Subaru, lo ha descritto come un "veicolo base accessibile", una piattaforma pensata per essere sviluppata da ingegneri con mentalità sportiva.
Il terzo è una nuova versione della BRZ, sviluppata ancora in collaborazione con Toyota. Il progetto del nuovo GR86 si è avvicinato maggiormente alla gamma GR sportiva di Toyota, il che potrebbe significare che la variante Subaru abbandoni il suo caratteristico motore boxer flat-four per adottare una soluzione diversa. I valori fondanti della BRZ rimangono però invariati: peso contenuto, trazione posteriore e un telaio equilibrato per un'esperienza di guida coinvolgente.

Il cambio: torna la leggendaria TY85

Il dettaglio tecnico più atteso riguarda la trasmissione. Subaru non recupererà il cambio TY75 del WRX attuale, ma riporterà in produzione la TY85 a sei rapporti, il cambio manuale che equipaggiava la generazione precedente della WRX STI, famoso per la sua robustezza e per essere uno dei più gettonati nei preparativi ad alta potenza della comunità Subaru. Un'unità che può sopportare potenze ben superiori a quelle di serie, e che era stata abbandonata proprio perché considerata eccessiva per i livelli di potenza dei modelli recenti.
Sul fronte motore, il boxer turbo 2.4 litri FA24 dell'attuale generazione WRX dovrebbe essere mantenuto come base, ma con una revisione sostanziale: intercooler più grande, turbocompressore rivisto, intake e scarico ottimizzati e nuova mappatura ECU, con l'obiettivo di superare i 300 CV e portare la coppia oltre i 400 Nm. Configurazioni più spinte potrebbero avvicinarsi ai 350 CV nelle versioni STI.

L'Europa: un discorso aperto

La rilevanza di questi modelli per il mercato europeo è ancora da definire, data la severità delle normative sulle emissioni nel Vecchio Continente. Subaru però non sembra voler lasciare l'Europa da parte. David Dello Stritto, general manager di Subaru per l'Europa, ha dichiarato ad Auto Express: "Stiamo spingendo il più forte possibile per averlo prima possibile, ed è sicuramente sulla mappa. Non posso dire quando, ma globalmente stiamo valutando le priorità. I clienti lo vogliono. Non sono solo io. Ed è per questo che non voglio che questo rimanga un pio desiderio. Stiamo parlando con il Giappone. Ci sono cose in cantiere."
Parole che non confermano nulla, ma che lasciano aperta una porta. E per chi aspettava da anni il ritorno della STI, è già abbastanza per sperare.

Perché conta

La WRX STI è stata in produzione ininterrottamente dal 1994 al 2021, dominando il WRC con nomi come Richard Burns, Petter Solberg e il compianto Colin McRae. Il suo abbandono aveva lasciato un vuoto nel segmento delle berline sportive a trazione integrale che nessuno aveva davvero colmato. Le hot hatch europee avevano recuperato terreno, e in alcuni casi superato la STI nelle prestazioni pure, ma nessuna di esse replicava quell'irripetibile combinazione di turbo boxer, AWD simmetrico e differenziale centrale controllabile.
Se Subaru riuscirà a consegnare nei tempi promessi, il 2027 potrebbe essere un anno memorabile per chi ama guidare davvero.
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