C'è una notizia che gli appassionati di auto sportive
giapponesi aspettavano da anni: la Subaru WRX STI non è morta. Durante un
evento di racing Super Taiku, Subaru ha svelato un teaser che mostra tre
nuovi modelli ad alte prestazioni con motore termico e cambio manuale,
tutti previsti entro il 2027. Una svolta netta rispetto alla direzione
degli ultimi anni, che aveva progressivamente abbandonato il segmento sportivo
a favore di modelli più familiari orientati al mercato americano.
Dietro a questo cambio di rotta c'è una ragione precisa, e
paradossalmente la dobbiamo ai veicoli elettrici. Le crescenti vendite di BEV e
ibridi come la Solterra e la nuova Uncharted hanno migliorato le
medie CAFE (Corporate Average Fuel Economy) del gruppo, aprendo
la strada alla produzione di un numero limitato di modelli termici ad alte
prestazioni senza incorrere in sanzioni per il superamento degli standard
emissivi. L'elettrico, insomma, ha reso possibile il ritorno della
STI.
Tre modelli, un nuovo reparto
I tre modelli sono stati sviluppati da una nuova divisione
interna denominata Sports Vehicle Planning Office, con un mandato
esplicito: riportare lo spirito sportivo nel DNA di Subaru. Le vetture
nel teaser sono coperte da teli, ma i dettagli visibili dicono già molto.
Il primo è una berlina WRX con il classico cofano a
presa d'aria presente sulle Subaru ad alte prestazioni dagli anni Ottanta per
via della posizione dell'intercooler sul motore boxer turbo. Il muso più
aggressivo, i passaruota allargati e una linea laterale decisa suggeriscono un
look quasi retrò, volutamente vicino alle generazioni più amate del passato.
L'assenza di un alettone posteriore alto potrebbe indicare che si tratta della
versione WRX base, non della STI vera e propria, ma potrebbe anche essere un
dettaglio volutamente omesso per tenere alta la suspense.
Il secondo è un hatchback o station wagon WRX con una
carrozzeria più alta e squadrata, con una propria interpretazione stilistica
rispetto alla berlina. La posizione di guida più rialzata e le forme più
muscolose suggeriscono qualcosa di più affine allo spirito delle Forester ad
alte prestazioni che all'Impreza hatchback originale. Tetsuro Fujinuki,
direttore della Tecnologia di Subaru, lo ha descritto come un "veicolo
base accessibile", una piattaforma pensata per essere sviluppata da
ingegneri con mentalità sportiva.
Il terzo è una nuova versione della BRZ, sviluppata
ancora in collaborazione con Toyota. Il progetto del nuovo GR86 si è
avvicinato maggiormente alla gamma GR sportiva di Toyota, il che potrebbe
significare che la variante Subaru abbandoni il suo caratteristico motore boxer
flat-four per adottare una soluzione diversa. I valori fondanti della BRZ
rimangono però invariati: peso contenuto, trazione posteriore e un telaio
equilibrato per un'esperienza di guida coinvolgente.
Il cambio: torna la leggendaria TY85
Il dettaglio tecnico più atteso riguarda la trasmissione.
Subaru non recupererà il cambio TY75 del WRX attuale, ma riporterà in
produzione la TY85 a sei rapporti, il cambio manuale che equipaggiava
la generazione precedente della WRX STI, famoso per la sua robustezza e per
essere uno dei più gettonati nei preparativi ad alta potenza della comunità
Subaru. Un'unità che può sopportare potenze ben superiori a quelle di serie, e
che era stata abbandonata proprio perché considerata eccessiva per i livelli di
potenza dei modelli recenti.
Sul fronte motore, il boxer turbo 2.4 litri FA24 dell'attuale
generazione WRX dovrebbe essere mantenuto come base, ma con una revisione
sostanziale: intercooler più grande, turbocompressore rivisto, intake e scarico
ottimizzati e nuova mappatura ECU, con l'obiettivo di superare i 300 CV e
portare la coppia oltre i 400 Nm. Configurazioni più spinte potrebbero
avvicinarsi ai 350 CV nelle versioni STI.
L'Europa: un discorso aperto
La rilevanza di questi modelli per il mercato europeo è
ancora da definire, data la severità delle normative sulle emissioni nel
Vecchio Continente. Subaru però non sembra voler lasciare l'Europa da parte.
David Dello Stritto, general manager di Subaru per l'Europa, ha dichiarato ad
Auto Express: "Stiamo spingendo il più forte possibile per averlo prima
possibile, ed è sicuramente sulla mappa. Non posso dire quando, ma globalmente
stiamo valutando le priorità. I clienti lo vogliono. Non sono solo io. Ed è per
questo che non voglio che questo rimanga un pio desiderio. Stiamo parlando con
il Giappone. Ci sono cose in cantiere."
Parole che non confermano nulla, ma che lasciano aperta una
porta. E per chi aspettava da anni il ritorno della STI, è già abbastanza per
sperare.
Perché conta
La WRX STI è stata in produzione ininterrottamente dal 1994
al 2021, dominando il WRC con nomi come Richard Burns, Petter Solberg
e il compianto Colin McRae. Il suo abbandono aveva lasciato un vuoto nel
segmento delle berline sportive a trazione integrale che nessuno aveva davvero
colmato. Le hot hatch europee avevano recuperato terreno, e in alcuni casi
superato la STI nelle prestazioni pure, ma nessuna di esse replicava
quell'irripetibile combinazione di turbo boxer, AWD simmetrico e differenziale
centrale controllabile.
Se Subaru riuscirà a consegnare nei tempi promessi, il
2027 potrebbe essere un anno memorabile per chi ama guidare davvero.