Opel Astra 2026, com'è cambiata con il restyling?

Novità
23 gennaio 2026, 19.40
Opel Astra 2026 frontale tre quarti cosa cambia
Lanciata nel 2022, la Opel Astra L è stata ristilizzata per il più classico dei restyling di metà carriera. Dopo la presentazione ufficiale a fine 2025 e averla conosciuta in anteprima mondiale al Salone di Bruxelles di gennaio 2026, ho avuto la possibilità di conoscerla da vicino alla presentazione statica avvenuta all'interno del Centro Stile Stellantis di Mirafiori.
Non un luogo qualunque, quindi, per la rinnovata Opel Astra, che punta tanto sulla sua natura teutonica: il brand del Blitz, infatti, ci tiene a specificare che la vettura sia ingegnerizzata, sviluppata e costruita in Germania, con l'assemblaggio che avviene nella storica sede Opel di Russelsheim. Dopo il timido successo della Astra L, la sesta generazione della compatta tedesca si rifà il trucco a livello estetico, con pochi ma curati ritocchi nel frontale e nelle colorazioni.
All'interno, invece, si riconferma l'ottima qualità costruttiva e un'attenzione in più all'ergonomia, con un'utilizzo maggiore di comandi fisici rispetto alle vetture del Gruppo Stellantis realizzate sulla stessa piattaforma. Scopriamo insieme cosa è cambiato con il restyling della Opel Astra 2026 a livello estetico, interno e meccanico.

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Nuovo logo illuminato e piccoli accorgimenti

Opel Astra 2026 Opel Astra 2026
Opel Astra 2022 Opel Astra 2022
Iniziamo subito dalla principale differenza con la precedente Astra, il frontale. Qui è stato infatti rivisto e reinterpretato l'Opel Vizor, l'ormai nota mascherina anteriore nera lucida che corre per l'intero frontale e ospita, oltre al logo della Casa tedesca, anche i fari anteriori. Invariata la finitura nera lucida e la presenza delle prese d'aria per il raffreddamento della meccanica, mentre i fari ora sono Full LED su tutta la gamma.
Le versioni più ricche come la GS di questo primo contatto, però, possono contare sui rinnovati fari Matrix LED Intelli-Lux, che ospitano un totale di 50.000 punti luce (poco più di 25.000 per faro), permettendo alla vettura di creare dei coni d'ombra anche attorno ai cartelli stradali, evitando il fastidioso effetto abbagliante che i cartelli cararifrangenti restituiscono.
La principale novità, come si vede nella comparativa qui sopra, è la presenza di un logo Opel illuminato, di serie su tutte le versioni. A portare ancora di più l'attenzione sul Blitz retroilluminato è, poi, anche la presenza di una bussola luminosa formata da due bande a LED che centrano il logo all'interno del frontale.
Sono leggere, invece, le differenze per quanto riguarda il paraurti anteriore, leggermente ridisegnato sulla versione GS e incattivito da inserti in nero lucido rivisti e da una mascherina più grande nella parte bassa. Lateralmente, spiccano dei nuovi cerchi da 18 pollici con un nuovo disegno e, in quelli anteriori, il nome "Astra" stampato sulle protezioni aerodinamiche, mentre il colore dell'esemplare che ho conosciuto è esclusivo della versione Sports Tourer.
Opel Astra 2026 confronto posteriore 1
Lo stile posteriore della Opel Astra L Sports Tourer pre-facelift: essendo la versione GS, i loghi erano già neri
Opel Astra 2026 confronto posteriore 2
Con il restyling, la Astra Sports Tourer 2026 guadagna un nuovo colore, cerchi da 18 pollici inediti e piccoli ritocchi alla firma luminosa
Il nuovo verde "Klover Green" dona molto alla familiare media tedesca, più lunga di poco meno di 30 cm rispetto alla 5 Porte (4,64 contro 4,37 metri). Lo stile della Station Wagon è, come abbiamo visto sulla cugina Peugeot 308 SW, aggraziato e proporzionato, anche grazie al passo allungato (2,64 metri) rispetto alla due volumi, che dalla sua parte ha come colore esclusivo il classico giallo con cui ha debuttato la Astra L.
In coda, le differenze sono minime: i fari a LED sono stati leggermente rivisti nella firma luminosa, mentre i loghi e il nome Astra a tutta larghezza sul portellone sono, sulla versione GS, verniciati in nero. Dietro al portellone posteriore, troviamo un bagagliaio da 598 litri, che diventano quasi 1.700 abbattendo il divano.

La nuova Astra dentro: ergonomica e fatta bene 

Salendo a bordo, gli interni della rinnovata Astra sembrano visivamente identici al passato. A livello estetico, infatti, le differenze sono concentrate solamente nei due display da 10 pollici di quadro strumenti digitale e infotainment. Entrambi hanno pannelli di qualità migliore, una grafica rivista e modernizzata e, per quanto riguarda il sistema di infotelematica, ora alla base c'è un più moderno e potente processore Snapdragon che riduce i rallentamenti e i lag del sistema.
Gli interni della Opel Astra L 2022 in versione GS, con dettagli in rosso e display dell'infotainment con Android auto
Gli interni della Opel Astra L pre-restyling
Gli interni della rinnovata Opel Astra 2026, con il nuovo logo Opel sul volante, materiali riciclati e pelle di origine vegetale.
Gli interni della rinnovata Opel Astra 2026
Vengono confermati, inoltre, i comodi tasti fisici a pianoforte incastonati nella consolle centrale dedicati alla gestione del climatizzatore automatico bizona, comodi e immediati da usare. Alla base dell'infotainment, invece, ci sono altri tasti rapidi per richiamare alcune funzioni ricorrenti del sistema, e per un'attenzione maggiore rispetto alle rivali all'ergonomia e alla qualità della vita a bordo.
Anche in questa Astra è confermata la collaborazione con l'ente indipendente tedesco AGR, che da decenni si occupa di testare e giudicare sedili automobilistici (e non solo) approvando i più comodi e i meno dannosi per la salute della schiena e, in generale, del corpo umano. Se su tutta la gamma sono di serie i sedili migliorati Intelli-Seat, sulla GS sono di serie i sedili approvati da AGR, con ben 18 regolazioni e un particolare incavo in posizione del coccige per evitare l'affaticamento di una parte del corpo spesso poco considerata.
La qualità costruttiva resta di ottimo livello, grazie a plastiche morbide sulla plancia e a buoni assemblaggi. Da ricordare anche l'attenzione alla sostenibilità dei materiali utilizzati all'interno della nuova Astra 2026. I sedili AGR, infatti, sono realizzati utilizzando un tessuto scamosciato riciclato e riciclabile al 100%, mentre tutti i rivestimenti in pelle sono in realtà realizzati con materiali di origine vegetale, la cosiddetta "pelle vegana". Nuovo, infine, il logo Opel sul volante, ora non più cromato, mentre sul montante A dal lato del guidatore ci sono la telecamera e i sensori per il monitoraggio del conducente.
Per scoprire come è fatta dentro la nuova Astra, non perderti il nostro video POV ASMR sul canale YouTube di Autoappassionati:

Nuovo Plug-In, nuova elettrica e resta il Diesel: come cambia sotto il cofano

Le ultime differenze della nuova Astra rispetto alla versione lanciata nel 2022 si trovano sotto la carrozzeria. Questa sesta generazione della compatta tedesca è la prima ad abbandonare la meccanica di origine General Motors per adottare il pianale EMP2 del Gruppo ex-PSA, oggi Stellantis. A livello telaistico, quindi, non ci sono novità, con la conferma del pianale EMP2 in versione V3, lo stesso della cugina Peugeot 308 e della DS N°4.
Sulla rinnovata Astra 2026 troviamo quattro alimentazioni, con due motorizzazioni rinnovate e due conferme. Alla base dell'offerta c'è il 1.2 Hybrid, il tre cilindri PureTech (qui con catena di distribuzione) da 136 CV, affiancato dal motore elettrico da 28 CV contenuto nel cambio automatico doppia frizione a 6 marce per una potenza del sistema Mild Hybrid di 145 CV. Rinnovato, invece, il powertrain ibrido Plug-In, che ora ha una batteria più grande e più potenza.
Vista laterale della Opel Astra 2026 Sports Tourer di colore verde con tetto nero e cerchi da 18 pollici dedicati all'allestimento GS
Il motore termico resta il 1.6 quattro cilindri turbo, che ora ha 150 CV, ed è accompagnato da un motore elettrico più grande da 125 CV, alloggiato anch'esso nel nuovo cambio doppia frizione a 7 rapporti. La potenza di sistema è di 196 CV, mentre la nuova batteria da 18,2 kWh le consente, in versione 5 porte, un'autonomia a zero emissioni di 83 km (WLTP). In Germania è stata già annunciata la variante GSe, con potenza di sistema portata a 225 CV ma invariata nelle componenti.
L'ultima proposta termica è quella del 1.5 Diesel, che non abbandona la gamma come sulla cugina DS. Si tratta del classico 1.5 quattro cilindri turbodiesel della famiglia BlueHDi, capace di 130 CV e 300 Nm di coppia, scaricati sulle ruote anteriori dal classico cambio automatico a 8 marce con convertitore di coppia.
Rivista, infine, anche la versione elettrica, che adotta una nuova batteria, più grande, da 58 kWh, che alimenta il confermato motore elettrico da 156 CV e 270 Nm di coppia. Sulla 5 porte, questa nuova batteria le regala un'autonomia di 454 km nel ciclo misto omologativo WLTP, 34 km in più rispetto alla precedente.
Non sono ancora stati annunciati i prezzi, ma ci possiamo aspettare un listino d'attacco del tutto simile all'Astra uscente. La compatta Opel dovrebbe quindi partire da 33.000 euro in versione 1.2 Hybrid 5 porte, con la Sports Tourer che dovrebbe costare 1.000 euro in più a parità di allestimento, per un attacco fissato a 34.000 euro.
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