Nonostante il successo commerciale trainato da Sandero e Duster, il marchio del Gruppo Renault avverte: le normative europee renderanno insostenibile il gas di petrolio liquefatto tra meno di cinque anni.
Il GPL, soprattutto in Italia, è un carburante alternativo di grande successo. Grazie alle sue emissioni più basse della benzina, alla disponibilità di distributori, ad un'ottima offerta di modelli e, soprattutto, ad un prezzo molto più basso rispetto a benzina e Diesel, il Gas di Petrolio Liquefatto è una delle alimentazioni più amate in Italia, e in ascesa anche in Europa.
Tra le Case più forti in questo segmento c'è Dacia, e in generale l'intero Gruppo Renault: i modelli della Losanga alimentati a GPL sono leader di mercato in tutta Europa, e anche in Italia hanno una quota di mercato dominante. Nonostante il successo di questa soluzione e i continui investimenti di Renault, che ha appena lanciato nuovi motori e il suo primo powertrain Mild Hybrid e a gas, il Direttore Marketing di Dacia, Frank Marotte, ha annunciato come i piani di Dacia per il GPL abbiano i giorni contati. "È una tecnologia che non andrà oltre il 2030", ha annunciato ai microfoni dei colleghi di Automotive News Europe. Scopriamo i dettagli e perché questo potrebbe essere un duro colpo per gli automobilisti italiani.
Addio al GPL dal 2030? Marotte, Dacia: "Non vedo la possibilità di continuare in futuro"
Nonostante il gas sia stato promosso nell'ultimo decennio come una valida alternativa a Diesel e benzina, le normative comunitarie stanno stringendo la morsa. Se il metano è sostanzialmente scomparso dal mercato del nuovo, il GPL resiste con forza, ma il suo orizzonte temporale è limitato.
A chiarire la situazione è stato Frank Marotte, Direttore Vendite e Marketing di Dacia, con una dichiarazione che lascia poco spazio a interpretazioni: "Non sarà un'offerta che potrà estendersi oltre il 2030. Siamo in un periodo di transizione e il GPL è senza dubbio una delle soluzioni adeguate, ma solo per ora.".
La causa di questo addio programmato non è un calo della domanda, bensì l'inasprimento delle leggi UE sulle emissioni di CO2 previste dal 2030 in poi. Queste nuove regole renderanno la commercializzazione di motori termici a gas economicamente non sostenibile per i costruttori, costringendo i costruttori ad abbandonare questa motorizzazione su modelli che oggi sono best-seller.
Il successo di Renault-Dacia nelle auto a gas: quota dell'89% in Europa, con l'Italia in testa
La notizia arriva in un momento in cui il Gruppo Renault detiene una posizione di monopolio quasi totale. I dati parlano chiaro: Renault e Dacia hanno ottenuto l'89% del segmento GPL in Europa nel 2025, e la Dacia Sandero (l'auto più venduta in Europa nel 2025) copre oltre la metà delle vendite GPL del marchio, seguita dai SUV Duster e dal nuovo Bigster. Quest'ultimo, del resto, è anche il primo modello del Gruppo ad aver portato sul mercato l'unione tra il motore 1.2 Mild Hybrid da 140 CV e il sistema benzina-GPL.
Anche sul brand della Losanga, poi, sono arrivati i nuovi motori 1.2 TCe da 120 CV con impianto a gas sulla Captur e sulla rinnovata Clio, con la Casa francese che ha puntato con forza su questa soluzione per la transizione verso una gamma più sostenibile. Per i costruttori, infatti, il GPL è ancora uno strumento prezioso: permette di abbattere le emissioni medie della flotta di circa 10 g/km di CO2 (fino a 20 g/km sui nuovi ibridi Mild Hybrid di Dacia). Appare paradossale, quindi, che Renault debba abbandonare un mercato in cui è leader indiscussa sull'altare delle sanzioni dell'UE.
Per i clienti, in realtà, il vantaggio è prettamente economico: con il prezzo del carburante che si aggira intorno agli 0,60 euro al litro (dato aggiornato al 23 gennaio 2026) e autonomie che sfiorano i 1.500 km, il GPL resta imbattibile sul fronte del costo chilometrico.
Mentre l'Europa si prepara all'addio, i numeri del 2025 mostrano un mercato ancora affamato di questa tecnologia. Le immatricolazioni di auto a GPL nel continente hanno raggiunto le 347.717 unità, segnando una crescita del 9,8% rispetto all'anno precedente.
L'Italia si conferma il mercato principale, assorbendo da sola il 41% di tutte le auto a GPL vendute in Europa. Anche la Spagna mostra tassi di crescita impressionanti (+77%), ma è nel Bel Paese che il gas è diventato parte integrante della cultura della mobilità. Dietro al gigante Dacia-Renault, cercano di farsi spazio altri player come l'italo-cinese DR (seconda in classifica) e il gruppo Hyundai-KIA, in assenza del colosso FIAT, che per anni è stato leader nella vendita di auto a GPL ma che, dal 2022, ha abbandonato questa alimentazione per concentrarsi su ibrido ed elettrico.
Cosa significa per i consumatori?
Per chi sta valutando l'acquisto di un'auto nuova, il messaggio è duplice:
- A breve termine, acquistare un'auto a GPL (come le Dacia Duster o Sandero) resta una delle scelte più intelligenti per risparmiare sui costi di gestione.
- Bisogna essere consapevoli che questa tecnologia non verrà ulteriormente sviluppata dopo il 2030. I prossimi 4-5 anni rappresenteranno il "canto del cigno" per il GPL (almeno per Dacia), prima che l'elettrificazione diventi l'unica strada percorribile per i marchi generalisti.
Dacia continuerà a spingere sul gas (in tutti i sensi) finché le norme lo permetteranno, ma la clessidra è già stata girata.