Il 2028 segnerà il debutto della nuova generazione
(Progetto 953). Abbandonata la classica forma a tre volumi per una silhouette
più aerodinamica e sportiva. Sotto la pelle la piattaforma STLA Large (Giorgio EVO?) promette
prestazioni record, mentre resta aperto il dibattito sulle motorizzazioni.
È forse l'auto più attesa del prossimo triennio per
l'industria automobilistica italiana. La nuova
Alfa Romeo Giulia, attesa per il
2028, non sarà un semplice aggiornamento del modello attuale, ma un cambio di
paradigma totale. Dalle discussioni tra insider e analisti del settore,
emergono i contorni definitivi di quella che internamente è nota come
progetto
953 (o A5S). La sfida è duplice: proiettare il DNA del marchio nell'era
elettrica senza tradire la dinamica di guida che ha reso la piattaforma Giorgio
un punto di riferimento globale. Tra forum e voci di corridoio che circolano nel web, bisogna distinguere tra quelle fondate e infondate. Proviamo a fare chiarezza su dove ci troviamo oggi.
Design: addio tre volumi, benvenuta "Coda Tronca"
Il primo elemento di rottura sarà estetico. Secondo le
ricostruzioni più accreditate, la nuova Giulia abbandonerà la classica
configurazione a tre volumi netti (sedan) per abbracciare una linea più fluida
e aerodinamica, definita "fastback" o "berlina-coupé". Non
si tratterà di un semplice esercizio di stile, ma di una necessità dettata
dall'efficienza aerodinamica, cruciale per l'autonomia delle vetture
elettriche.
Le indiscrezioni parlano di una vettura esteticamente
"emozionale", disegnata dal team di Alejandro Mesonero-Romanos. I
tratti distintivi dovrebbero includere:
- Il
frontale: Un'evoluzione del "Trilobo" e dello Scudetto, con
una firma luminosa "3+3" reinterpretata in chiave tecnologica,
simile a quanto visto su Tonale e sulla recente 33 Stradale.
- Il
posteriore: È qui che si concentrano le maggiori novità. Si parla con
insistenza di una "coda tronca" (Kamm tail), un richiamo
storico alle leggendarie Giulia TZ, che unisce vantaggi aerodinamici a un
look aggressivo e distintivo, allontanandosi dalle forme più morbide della
concorrenza tedesca.
- Le
proporzioni: La vettura dovrebbe mantenere sbalzi ridotti e un passo
lungo, valorizzando la postura sportiva tipica del marchio.
La base tecnica: STLA Large per Alfa è la nuova "Giorgio" 2.0 o la Giorgio EVO?
Se la Giulia attuale è nata sulla piattaforma Giorgio, la
nuova generazione sarà il fiore all'occhiello dell'architettura STLA Large, ma in realtà non come la conosciamo adesso, ma più come un'evoluzione della Giorgio vista sulle Maserati, la EVO.
Sebbene siano entrambe piattaforme multi-energia del gruppo Stellantis, i tecnici Alfa
Romeo hanno l'obiettivo di mantenere l'eccellenza dinamica e la seconda strada farebbe più al caso della Casa di Arese. Non si tratterebbe comunque di un
semplice "rebranding", ma di un lavoro mirato.
Le specifiche tecniche attese sono di prim'ordine:
- Architettura
a 800 Volt: Garantirà tempi di ricarica rapidissimi (dal 20% all'80%
in meno di 20 minuti).
- Batterie:
Pacchi batteria che varieranno dagli 85 ai 118 kWh, per autonomie che,
nelle versioni "Long Range", potrebbero sfiorare o superare i
700-800 km.
- Non solo elettrica: ormai abbandonata l'idea che l'elettrico sia la formula predominante.
Il nodo motori: quali sono le speranze per il termico?
Questo è il tema più dibattuto. Le comunicazioni ufficiali di
Alfa Romeo inizialmente parlavano di una gamma esclusivamente elettrica (BEV e range extender) per
la nuova Giulia. Tuttavia, il rallentamento della domanda globale di auto a
batteria e la flessibilità della piattaforma STLA Large/Giorgio EVO (che ospita motori
termici sulla "cugina" Dodge Charger Daytona negli USA o i vari benzina mild e V6 sportivi sulle Maserati) alimentano le
speculazioni.
La piattaforma nello specifico è, infatti, tecnicamente in grado di ospitare il motore
3.0 sei cilindri in linea "Hurricane" biturbo, soluzione che convince fino a un certo punto, soluzioni
ibride e, invece, idea più attraente, il V6 Nettuno per le Quadrifoglio. Sapremo di più nei prossimi mesi su varianti 4 cilindri e PHEV, ma possiamo dare per assodata la scomparsa del Diesel.
Gli interni: "Cannocchiale" digitale
L'abitacolo segnerà un salto in avanti in termini di
infotelematica, adottando la nuova architettura
STLA SmartCockpit e
STLA
Brain. Tuttavia,
Alfa Romeo ha promesso di non trasformare l'interno in un
semplice "salotto con iPad". La strumentazione manterrà il design a
"cannocchiale", e l'ergonomia sarà focalizzata sul guidatore
(driver-centric), limitando le distrazioni e mantenendo un feeling sportivo, in
netta contrapposizione agli schermi a tutta larghezza visti altrove.
In sostanza
La Giulia del futuro avrà il difficile compito di traghettare
i valori dell'
Alfa Romeo nel futuro. Se il design promette di essere
all'altezza della tradizione e le nuove idee di motorizzazioni sembrano promettenti sulla carta, la vera scommessa sarà convincere gli
Alfisti che dopo la Giulia 1.0 ci sarà una seconda generazione 10 anni dopo che non farà rimpiangere la prima.
Cassino
si prepara, sarà ancora lei la sede delle nuove ammiraglie Alfa.