Siamo a marzo 2026 e lo scenario energetico globale è in
fiamme. Con le recenti tensioni e la guerra che ha coinvolto Iran, USA e
Israele, i mercati del petrolio sono impazziti, spingendo i prezzi di benzina e
gasolio verso soglie psicologiche allarmanti, ben oltre i 2 euro al litro. In
questo clima di emergenza continua, l'automobilista che è passato all'auto
elettrica si sentiva al sicuro, convinto di essersi finalmente sottratto al
giogo delle pompe di carburante e delle crisi geopolitiche.
Eppure, un'attenta inchiesta sulle tariffe pubbliche di
ricarica svela una realtà ben diversa e molto più amara: la speculazione e i
rincari dell'energia non hanno affatto risparmiato le auto a batteria. Anzi, la
ricarica fuori casa si sta trasformando in un vero e proprio salasso.
Ecco i numeri reali e aggiornati di quella che si profila
come la nuova grande stangata per gli automobilisti italiani.
L'inchiesta: sfondato il muro di 1 euro al kWh
Spulciando i listini ufficiali dei principali gestori (CPO)
aggiornati a questo primo trimestre del 2026 e i dati dell'ultimo Osservatorio
Prezzi, emerge un quadro di aumenti generalizzati e spietati, in cui la
ricarica veloce sta diventando un lusso.
- Il
listino di Enel X: Stando alle tariffe "Pay Per Use Basic"
in vigore a marzo 2026, una ricarica in corrente alternata (AC) in fascia
diurna costa ben 0,67 €/kWh (scende leggermente a 0,58 €/kWh solo
di notte). Ma se siete in viaggio e avete bisogno di una colonnina Ultra
Fast (HPC, oltre i 100 kW), preparatevi: la tariffa schizza a 0,86
€/kWh.
- Plenitude
On The Road / Be Charge: La situazione non è migliore con l'altro
colosso italiano. Il prezzo per una ricarica ad alta potenza in corrente
continua (maggiore o uguale a 75 kW) è attualmente fissato a 0,90 €/kWh.
Anche la ricarica lenta cittadina (AC fino a 22 kW) si fa pagare cara,
attestandosi a 0,65 €/kWh.
- Picchi
oltre l'euro e roaming salatissimo: Come confermato dagli osservatori
di settore e dalle associazioni dei consumatori, in situazioni di roaming
(quando si usa l'app di un fornitore su una colonnina di un altro) o con
operatori terzi come Neogy o On Charge sulle ricariche Ultra Fast, il
tetto massimo ha sfondato il limite psicologico, arrivando a toccare 1,00
- 1,01 €/kWh.
Il paradosso del 2026: il "pieno" elettrico in autostrada costa
più del Diesel
Per capire la gravità di questi aumenti, non c'è niente di
meglio della matematica. Immaginiamo di affrontare un viaggio autostradale
guidando un veicolo elettrico medio e di dover ricaricare a una stazione
Fast/HPC a 0,90 €/kWh.
Considerando che un'auto elettrica in autostrada consuma
mediamente 18 kWh ogni 100 chilometri, il costo per coprire quella distanza si
attesta intorno ai 16,20 euro.
Facciamo ora il paragone con un'auto diesel moderna, capace
di percorrere 18 km con un litro di carburante. Anche considerando lo scenario
bellico attuale che ha fatto schizzare il gasolio a 2,20 €/litro, il costo per
percorrere 100 km sarebbe di 12,20 euro. Il paradosso è servito:
affidandosi esclusivamente alle colonnine pubbliche veloci, viaggiare in
elettrico oggi costa matematicamente più che viaggiare a carburante termico.
L'unica scialuppa di salvataggio: il box auto
A salvare (per ora) il bilancio di chi ha sposato la
mobilità a zero emissioni è esclusivamente la ricarica domestica. Le tariffe
della luce di casa (specie per chi ha contratti bloccati o è tornato nel
mercato tutelato delle tutele graduali) si attestano a marzo 2026 in una
forbice compresa tra 0,25 e 0,35 €/kWh. Chi ha la fortuna di possedere
un garage con una wallbox — e magari un impianto fotovoltaico — continua
a godere di un risparmio enorme, spendendo circa 4,50-6,00 euro per percorrere
100 km urbani.