L'era della circolazione esentasse per le auto elettriche si
avvia verso la conclusione nel Regno Unito. Il governo britannico si prepara
infatti a introdurre l'EVED (Electric Vehicle Excise Duty), un nuovo
sistema di tassazione basato sul principio del "pay-per-mile" (paga
per miglio), destinato a riequilibrare i costi di gestione tra i veicoli a
batteria e quelli termici. L'obiettivo primario è quello di recuperare fondi
vitali per la manutenzione della rete stradale, finora garantiti principalmente
dalle accise sui carburanti tradizionali che i proprietari di auto elettriche,
inevitabilmente, non pagano.
I costi: quanto si pagherà realmente?
Stando ai dettagli emersi, la nuova imposta si attesterà
intorno ai 3 pence per miglio percorso. Per un automobilista medio che copre
circa 10.000 miglia all'anno (poco più di 16.000 km), l'esborso annuale
ammonterà a 300 sterline. Il governo sottolinea che questa cifra rappresenta
circa la metà rispetto ai costi sostenuti dai proprietari di auto a benzina o
diesel, che versano in media 6 pence per miglio in accise sul carburante.
Il meccanismo di riscossione non si baserà su un conteggio
chilometrico in tempo reale. All'inizio di ogni anno, i conducenti dovranno
stimare e dichiarare il proprio chilometraggio previsto – una procedura del
tutto simile a quella già in uso per la stipula delle assicurazioni auto.
L'importo dovuto potrà essere saldato in anticipo in un'unica soluzione o
rateizzato mensilmente.
Privacy garantita: nessun tracciamento GPS
Uno degli aspetti più dibattuti quando si parla di
tassazione chilometrica è il potenziale rischio per la privacy dei cittadini.
Su questo fronte, l'approccio britannico mira a rassicurare: l'EVED non
comporterà l'installazione di scatole nere o localizzatori GPS sui veicoli.
Le autorità non avranno alcun modo di tracciare dove, quando
o a che velocità si stia guidando. Il sistema si baserà esclusivamente sulla
lettura del contachilometri annuale (il cosiddetto MOT, la revisione
britannica), distinguendosi nettamente dai più complessi sistemi di pedaggio
stradale dinamico. Nessun occhio elettronico statale, dunque, spierà le
abitudini di guida dei cittadini.
I nodi ancora da sciogliere: ibride plug-in e viaggi all'estero
Nonostante l'impianto della norma sia ormai delineato,
restano alcune importanti zone d'ombra. Le vetture ibride plug-in (PHEV)
rappresentano l'ostacolo tecnico maggiore: potendo marciare sia ad energia
elettrica sia a carburante (già tassato alla pompa), quantificare un'equa quota
di EVED senza incorrere in una doppia imposizione fiscale risulta
particolarmente complesso.
Un altro interrogativo aperto riguarda i viaggi
internazionali. Come verrà gestito il chilometraggio di un automobilista che,
dopo aver pagato in anticipo per l'anno solare, trascorre l'estate guidando
nell'Europa continentale? Attualmente non è chiaro se sarà possibile richiedere
un rimborso per i chilometri percorsi fuori dai confini del Regno Unito.
Il piano definitivo per l'EVED non è ancora
"blindato". Il governo britannico ha ammesso di dover ancora definire
i dettagli operativi e ha avviato una fase di consultazione, invitando i
cittadini a esprimere la propria opinione per perfezionare la manovra prima
dell'entrata in vigore ufficiale.