Auto elettriche, addio privilegi: nel Regno Unito arriva la tassa a consumo "pay-per-mile"

Notizie
11 marzo 2026, 12.22
Auto elettrica in viaggio su una strada del Regno Unito, con grafica digitale sull'asfalto che conteggia le miglia e i costi in sterline, a illustrare il funzionamento della nuova tassa pay-per-mile
L'era della circolazione esentasse per le auto elettriche si avvia verso la conclusione nel Regno Unito. Il governo britannico si prepara infatti a introdurre l'EVED (Electric Vehicle Excise Duty), un nuovo sistema di tassazione basato sul principio del "pay-per-mile" (paga per miglio), destinato a riequilibrare i costi di gestione tra i veicoli a batteria e quelli termici. L'obiettivo primario è quello di recuperare fondi vitali per la manutenzione della rete stradale, finora garantiti principalmente dalle accise sui carburanti tradizionali che i proprietari di auto elettriche, inevitabilmente, non pagano.

I costi: quanto si pagherà realmente?

Stando ai dettagli emersi, la nuova imposta si attesterà intorno ai 3 pence per miglio percorso. Per un automobilista medio che copre circa 10.000 miglia all'anno (poco più di 16.000 km), l'esborso annuale ammonterà a 300 sterline. Il governo sottolinea che questa cifra rappresenta circa la metà rispetto ai costi sostenuti dai proprietari di auto a benzina o diesel, che versano in media 6 pence per miglio in accise sul carburante.
Il meccanismo di riscossione non si baserà su un conteggio chilometrico in tempo reale. All'inizio di ogni anno, i conducenti dovranno stimare e dichiarare il proprio chilometraggio previsto – una procedura del tutto simile a quella già in uso per la stipula delle assicurazioni auto. L'importo dovuto potrà essere saldato in anticipo in un'unica soluzione o rateizzato mensilmente.

Privacy garantita: nessun tracciamento GPS

Uno degli aspetti più dibattuti quando si parla di tassazione chilometrica è il potenziale rischio per la privacy dei cittadini. Su questo fronte, l'approccio britannico mira a rassicurare: l'EVED non comporterà l'installazione di scatole nere o localizzatori GPS sui veicoli.
Le autorità non avranno alcun modo di tracciare dove, quando o a che velocità si stia guidando. Il sistema si baserà esclusivamente sulla lettura del contachilometri annuale (il cosiddetto MOT, la revisione britannica), distinguendosi nettamente dai più complessi sistemi di pedaggio stradale dinamico. Nessun occhio elettronico statale, dunque, spierà le abitudini di guida dei cittadini.

I nodi ancora da sciogliere: ibride plug-in e viaggi all'estero

Nonostante l'impianto della norma sia ormai delineato, restano alcune importanti zone d'ombra. Le vetture ibride plug-in (PHEV) rappresentano l'ostacolo tecnico maggiore: potendo marciare sia ad energia elettrica sia a carburante (già tassato alla pompa), quantificare un'equa quota di EVED senza incorrere in una doppia imposizione fiscale risulta particolarmente complesso.
Un altro interrogativo aperto riguarda i viaggi internazionali. Come verrà gestito il chilometraggio di un automobilista che, dopo aver pagato in anticipo per l'anno solare, trascorre l'estate guidando nell'Europa continentale? Attualmente non è chiaro se sarà possibile richiedere un rimborso per i chilometri percorsi fuori dai confini del Regno Unito.
Il piano definitivo per l'EVED non è ancora "blindato". Il governo britannico ha ammesso di dover ancora definire i dettagli operativi e ha avviato una fase di consultazione, invitando i cittadini a esprimere la propria opinione per perfezionare la manovra prima dell'entrata in vigore ufficiale.
loading

Loading