Chiunque abbia mai guidato un'auto con cambio manuale ha
familiarità con i classici numeri incisi sul pomello — dall'1 fino al 5, al 6 o
persino al 7 nei modelli più sportivi — e, naturalmente, con la lettera
"R" per la retromarcia. Eppure, scavando nel passato dell'industria
automobilistica, emerge una lettera che lascia ancora oggi perplessi molti
guidatori: la "E".
Sul web e sui social media le teorie si sprecano. C'è chi,
scherzando, ipotizza si tratti di un "Ejection seat" (sedile
eiettabile) in puro stile Aston Martin di James Bond, e chi pensa stia per
"Elettrico", in riferimento a improbabili veicoli ibridi ante
litteram. La realtà, tuttavia, è squisitamente meccanica, per nulla
drammatica, e affonda le sue radici in un'epoca automobilistica ben precisa.
Il vero significato della lettera "E"
La lettera "E" sta semplicemente per "Economy"
(o "Économie", per le vetture francesi). È un retaggio degli
anni Ottanta, particolarmente diffuso sulle automobili di produzione tedesca e
transalpina. Un esempio iconico che sfoggiava questo dettaglio è la Volkswagen
Golf del 1988, ma era una soluzione adottata anche da marchi come Peugeot e
Citroën.
Se vi capita di salire a bordo di una vettura d'epoca con
questa dicitura impressa sulla leva del cambio, sappiate che state
letteralmente toccando con mano un pezzo di storia dell'ingegneria volta al
risparmio energetico.
Come funziona la marcia "Economy"?
Lungi dall'essere un semplice vezzo estetico, la marcia
"E" era un accorgimento tecnico molto ingegnoso. Il suo scopo
principale era dare la priorità all'efficienza e al risparmio di carburante
durante la marcia.
Dal punto di vista prettamente meccanico, si comportava in
modo simile a una marcia di overdrive (un rapporto di trasmissione
particolarmente lungo, solitamente alternativo o successivo alla marcia più
alta). Inserendo la "E", il comportamento della trasmissione e la
gestione del motore cambiavano radicalmente:
- Marcia
di riposo: Il motore veniva mantenuto a bassi giri a velocità di
crociera, abbattendo drasticamente i consumi.
- Disattivazione
cilindri: In alcuni modelli particolarmente avanzati per l'epoca,
l'inserimento di questa specifica marcia poteva persino
"spegnere" l'alimentazione di alcuni cilindri del motore per
massimizzare l'economia di marcia.
Perché oggi è scomparsa?
Oggi la lettera "E" sui cambi manuali è sparita.
Con il passare dei decenni, la tecnologia motoristica ha fatto passi da
gigante: le centraline elettroniche e i sistemi di iniezione moderni hanno reso
i motori naturalmente più efficienti e parsimoniosi in ogni condizione di
utilizzo, rendendo superflua la presenza di una marcia specificamente
"tarata" per consumare meno.
Inoltre, lo stesso cambio manuale sta progressivamente
cedendo il passo alle trasmissioni automatiche.
Breve cronistoria del cambio manuale
Per comprendere l'evoluzione che ha portato alla nascita e
alla successiva scomparsa della marcia "E", è utile ripercorrere le
tappe fondamentali della trasmissione manuale:
- 1894
– La nascita: Panhard e Levassor inventano la trasmissione a
ingranaggi scorrevoli a tre marce, gettando le basi per i cambi moderni.
- 1928
– L'innovazione Synchromesh: Cadillac introduce i sincronizzatori,
capaci di equiparare le velocità degli ingranaggi prima dell'innesto. È la
fine delle proverbiali "grattate" e della necessità di fare la
"doppietta" (double-clutching).
- Anni
'50 e '60 – Lo standard globale: Il cambio manuale domina l'industria
automobilistica, operando principalmente con leve a 3 marce posizionate
sul piantone dello sterzo o a 4 marce sul pavimento.
- Anni
'70 – L'ascesa delle 5 marce: Per combattere la crisi petrolifera
globale, le case automobilistiche introducono cambi a 5 marce con un
quinto rapporto "overdrive" nato per risparmiare carburante (è
in questo decennio che germoglia il concetto della marcia "E").
- Anni
'90 – L'era delle 6 marce: Debuttano i cambi a sei rapporti sulle auto
sportive ad alte prestazioni, diventando progressivamente lo standard
moderno anche per le utilitarie.
- 2012
– La spinta verso la settima: Porsche introduce il primo manuale a 7
marce al mondo sulla 911 Carrera, allo scopo di massimizzare l'efficienza
durante i trasferimenti autostradali.
- Oggi
– Una nicchia per appassionati: Sebbene ampiamente soppiantato dagli
automatici, il cambio manuale sopravvive e resiste come caratteristica
altamente ricercata dai puristi della guida.