Mentre l'Europa accoglie la nuova B-SUV torinese con il
powertrain di origine francese, dall'altra parte dell'oceano Fiat gioca una
carta diversa. In Brasile la vettura cambia identità e, soprattutto, cuore:
addio 1.2 PureTech, bentornato FireFly. Se pensavate che la nuova
Fiat Grande Panda fosse un
progetto monolitico uguale in tutto il mondo, vi sbagliavate. La strategia
globale di Stellantis si scontra con le necessità locali e, nel mercato più
importante per il marchio torinese — il Brasile — la nuova nata si prepara a
una trasformazione radicale. Non solo cambierà nome, sfruttando un brand
fortissimo in Sudamerica, ma abbandonerà le motorizzazioni "europee"
per affidarsi a propulsori ben più noti (e amati) a quelle latitudini.
Operazione Nostalgia? No, continuità: ecco la nuova "Argo"
La prima grande novità riguarda il passaporto. Se nel
Vecchio Continente il nome "Panda" evoca praticità e storia, in
Brasile è il nome Argo a dominare le classifiche di vendita. Il CEO di
Fiat, Olivier Francois, ha rotto gli indugi confermando che la vettura
non porterà il nome del simpatico mammifero, ma erediterà l'identità della
best-seller sudamericana. Una scelta pragmatica: in un momento in cui — come
ammesso dallo stesso Francois — i prezzi delle auto stanno diventando una sfida
critica, puntare su un nome già consolidato e sinonimo di affidabilità
("leader di vendite nel continente") è una mossa di marketing tesa a
minimizzare i rischi e massimizzare i volumi fin dal day one.
Sotto il cofano: la rivincita del FireFly
La notizia che farà più discutere gli appassionati di
tecnica, però, riguarda la meccanica. La piattaforma
STLA Smart permette
una flessibilità notevole, e
Fiat ha deciso di sfruttarla appieno per
differenziare l'offerta.
Mentre la Grande Panda europea è spinta dal chiacchierato 1.2
PureTech (benzina o mild hybrid), la gemella brasiliana dice no al motore
di origine francese. Dallo storico stabilimento di Betim, dove l'auto
sarà prodotta, usciranno vetture equipaggiate con la famiglia di motori FireFly:
- L'entry
level aspirato: La versione d'attacco monterà un 1.0 litri tre
cilindri aspirato da 75 cavalli. Si tratta di un propulsore semplice e
robusto, abbinato a un cambio manuale. Un dettaglio interessante è il
confronto con l'Europa: questo motore offre 10 cavalli in più rispetto al
1.0 da 65cv che equipaggia la nostra Fiat 500 Hybrid, garantendo un brio
maggiore su strade spesso impegnative come quelle sudamericane.
- Il
top di gamma Turbo: Per chi cerca prestazioni, la "Argo/Grande
Panda" offrirà il 1.0 Turbo 200. Qui i numeri si fanno
interessanti: 130 cavalli di potenza, supportati da un sistema mild
hybrid a 12V.
Un ibrido "diverso"
Anche la trasmissione riserva sorprese. La versione Turbo da
130 cv sarà abbinata a un cambio automatico a 7 marce. Una
configurazione che ricalca la comodità delle versioni europee, ma che si sposa
con un sistema ibrido leggero (12V contro i 48V spesso visti in Europa su
queste potenze), pensato per contenere i costi senza rinunciare allo scatto.
Un ponte verso Africa e Medio Oriente
Questa "Grande Panda brasiliana" non resterà
confinata al carnevale di Rio. La produzione di Betim ha un obiettivo
strategico molto più ampio: il modello, con queste specifiche tecniche (motori
FireFly e nome Argo), sarà esportato anche in
Africa e in
Medio
Oriente.
Fiat conferma così la sua vocazione di marchio globale capace di
adattarsi: se in Europa la sfida è sulle emissioni e l'elettrificazione spinta,
nel resto del mondo la partita si gioca su affidabilità, costi di gestione e
motori che la gente conosce e di cui si fida. E se per farlo bisogna rinunciare
al nome Panda e al motore PureTech, a Torino (e a Betim) nessuno sembra farsi
troppi problemi.