FIAT Grande Panda: c'è un paese dove non monta il Puretech (e cambia anche nome)

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22 gennaio 2026, 11.26
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Mentre l'Europa accoglie la nuova B-SUV torinese con il powertrain di origine francese, dall'altra parte dell'oceano Fiat gioca una carta diversa. In Brasile la vettura cambia identità e, soprattutto, cuore: addio 1.2 PureTech, bentornato FireFly.
Se pensavate che la nuova Fiat Grande Panda fosse un progetto monolitico uguale in tutto il mondo, vi sbagliavate. La strategia globale di Stellantis si scontra con le necessità locali e, nel mercato più importante per il marchio torinese — il Brasile — la nuova nata si prepara a una trasformazione radicale. Non solo cambierà nome, sfruttando un brand fortissimo in Sudamerica, ma abbandonerà le motorizzazioni "europee" per affidarsi a propulsori ben più noti (e amati) a quelle latitudini.

Operazione Nostalgia? No, continuità: ecco la nuova "Argo"

La prima grande novità riguarda il passaporto. Se nel Vecchio Continente il nome "Panda" evoca praticità e storia, in Brasile è il nome Argo a dominare le classifiche di vendita. Il CEO di Fiat, Olivier Francois, ha rotto gli indugi confermando che la vettura non porterà il nome del simpatico mammifero, ma erediterà l'identità della best-seller sudamericana. Una scelta pragmatica: in un momento in cui — come ammesso dallo stesso Francois — i prezzi delle auto stanno diventando una sfida critica, puntare su un nome già consolidato e sinonimo di affidabilità ("leader di vendite nel continente") è una mossa di marketing tesa a minimizzare i rischi e massimizzare i volumi fin dal day one.

Sotto il cofano: la rivincita del FireFly

La notizia che farà più discutere gli appassionati di tecnica, però, riguarda la meccanica. La piattaforma STLA Smart permette una flessibilità notevole, e Fiat ha deciso di sfruttarla appieno per differenziare l'offerta.
Mentre la Grande Panda europea è spinta dal chiacchierato 1.2 PureTech (benzina o mild hybrid), la gemella brasiliana dice no al motore di origine francese. Dallo storico stabilimento di Betim, dove l'auto sarà prodotta, usciranno vetture equipaggiate con la famiglia di motori FireFly:
  1. L'entry level aspirato: La versione d'attacco monterà un 1.0 litri tre cilindri aspirato da 75 cavalli. Si tratta di un propulsore semplice e robusto, abbinato a un cambio manuale. Un dettaglio interessante è il confronto con l'Europa: questo motore offre 10 cavalli in più rispetto al 1.0 da 65cv che equipaggia la nostra Fiat 500 Hybrid, garantendo un brio maggiore su strade spesso impegnative come quelle sudamericane.
  2. Il top di gamma Turbo: Per chi cerca prestazioni, la "Argo/Grande Panda" offrirà il 1.0 Turbo 200. Qui i numeri si fanno interessanti: 130 cavalli di potenza, supportati da un sistema mild hybrid a 12V.

Un ibrido "diverso"

Anche la trasmissione riserva sorprese. La versione Turbo da 130 cv sarà abbinata a un cambio automatico a 7 marce. Una configurazione che ricalca la comodità delle versioni europee, ma che si sposa con un sistema ibrido leggero (12V contro i 48V spesso visti in Europa su queste potenze), pensato per contenere i costi senza rinunciare allo scatto.

Un ponte verso Africa e Medio Oriente

Questa "Grande Panda brasiliana" non resterà confinata al carnevale di Rio. La produzione di Betim ha un obiettivo strategico molto più ampio: il modello, con queste specifiche tecniche (motori FireFly e nome Argo), sarà esportato anche in Africa e in Medio Oriente. Fiat conferma così la sua vocazione di marchio globale capace di adattarsi: se in Europa la sfida è sulle emissioni e l'elettrificazione spinta, nel resto del mondo la partita si gioca su affidabilità, costi di gestione e motori che la gente conosce e di cui si fida. E se per farlo bisogna rinunciare al nome Panda e al motore PureTech, a Torino (e a Betim) nessuno sembra farsi troppi problemi.
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