Il CEO di questo marchio afferma che il motore termico è tecnologia antiquata

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di Simone Bocca
02 marzo 2026, 15.27
Nell'immagine si vede la Polestar 5 grigia che percorre una strada e sullo sfondo si vede una collina
Mentre gran parte dell’industria automobilistica sta rallentando la corsa verso l’elettrico puro per reintrodurre motorizzazioni ibride e plug-in, Polestar sceglie la strada opposta. Nessun passo indietro, nessuna soluzione intermedia: il marchio svedese controllato dal gruppo Geely punta esclusivamente su veicoli 100% elettrici.
A ribadirlo senza giri di parole è il CEO Michael Lohscheller in un’intervista ad Autocar:
Crediamo nella scienza. Il cambiamento climatico è reale, ed è per questo che continuiamo a concentrarci su di esso. I nostri clienti vogliono auto elettriche.”
Una presa di posizione netta, soprattutto in un momento in cui molti costruttori europei stanno rivedendo le proprie strategie di elettrificazione dopo aver annunciato, solo pochi anni fa, gamme completamente elettriche entro il 2035, in linea con il bando UE ai motori termici.

Dal plug-in alla svolta radicale

Curiosamente, la storia di Polestar è iniziata proprio con un’ibrida. Quando nel 2017 il brand si separò da Volvo diventando marchio indipendente, il primo modello lanciato nel 2019 fu la Polestar 1, una coupé plug-in ad alte prestazioni. Produzione limitata e fine carriera dopo appena due anni.
Da allora la trasformazione è stata totale. Oggi la gamma è composta esclusivamente da modelli elettrici puri come la Polestar 2, la Polestar 3 e la più recente Polestar 4. E il futuro non prevede deroghe.

Quattro nuovi modelli entro il 2028

Il piano industriale più recente parla chiaro: quattro nuovi modelli entro il 2028, tutti a batteria. Tra le novità attese ci saranno:
  • una Polestar 4 con una seconda variante di carrozzeria (si parla di una possibile Shooting Brake);
  • un aggiornamento profondo della Polestar 2;
  • un’inedita Polestar 7, SUV compatto che condividerà parte della tecnologia con la Volvo XC40, ma con identità stilistica e posizionamento distinti.
In un contesto in cui altri marchi stanno reintroducendo mild hybrid e plug-in per sostenere le vendite, Polestar ritiene che aggiungere motori a combustione significherebbe aumentare la complessità industriale e snaturare il progetto.

“Gli ibridi sono tecnologia del passato”

Lohscheller è stato ancora più diretto:
La mobilità del futuro deve essere a zero emissioni e l’elettrificazione è la soluzione migliore. Le soluzioni ibride aggiungerebbero inutili complessità.
Secondo il CEO, il cliente tipo Polestar, età media 45 anni, è sensibile alle tematiche ambientali e cerca un marchio coerente con questa visione. I motori a combustione vengono definiti un vincolo legato a “tecnologie obsolete”, mentre l’auto elettrica rappresenta “la tecnologia del futuro”.
Un posizionamento che punta sulla differenziazione:
Non vogliamo essere ordinari. Questa è la migliore differenziazione che possiamo ottenere.”

Una strategia rischiosa, ma calcolata

La scelta di restare fedeli all’elettrico puro è certamente più semplice per un marchio relativamente giovane, con una gamma limitata e una struttura industriale supportata da Geely, colosso che controlla diversi brand con strategie differenti.
In un mercato europeo dove la domanda di elettrico sta crescendo ma a ritmi meno esplosivi rispetto alle previsioni iniziali, Polestar decide comunque di non fare passi indietro. Nessuna via di mezzo, nessuna “rete di sicurezza” ibrida. Se il resto del settore frena e si affida alle soluzioni intermedie, Polestar sceglie di accelerare. E nel panorama attuale, forse, è proprio questa la sua carta più forte.
Fonte: Autocar
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