Mentre gran parte dell’industria automobilistica sta
rallentando la corsa verso l’elettrico puro per reintrodurre motorizzazioni
ibride e plug-in,
Polestar sceglie la strada opposta. Nessun passo indietro,
nessuna soluzione intermedia: il
marchio svedese controllato dal gruppo Geely
punta esclusivamente su veicoli 100% elettrici.
A ribadirlo senza giri di parole è il CEO Michael
Lohscheller in un’intervista ad Autocar:
“Crediamo nella scienza. Il cambiamento climatico è reale,
ed è per questo che continuiamo a concentrarci su di esso. I nostri clienti
vogliono auto elettriche.”
Una presa di posizione netta, soprattutto in un momento in
cui molti costruttori europei stanno rivedendo le proprie strategie di
elettrificazione dopo aver annunciato, solo pochi anni fa, gamme completamente
elettriche entro il 2035, in linea con il bando UE ai motori termici.
Dal plug-in alla svolta radicale
Curiosamente, la storia di Polestar è iniziata proprio con
un’ibrida. Quando nel 2017 il brand si separò da Volvo diventando marchio
indipendente, il primo modello lanciato nel 2019 fu la Polestar 1, una coupé
plug-in ad alte prestazioni. Produzione limitata e fine carriera dopo appena
due anni.
Da allora la trasformazione è stata totale. Oggi la gamma è
composta esclusivamente da modelli elettrici puri come la Polestar 2, la Polestar
3 e la più recente Polestar 4. E il futuro non prevede deroghe.
Quattro nuovi modelli entro il 2028
Il piano industriale più recente parla chiaro: quattro nuovi
modelli entro il 2028, tutti a batteria. Tra le novità attese ci saranno:
- una
Polestar 4 con una seconda variante di carrozzeria (si parla di una
possibile Shooting Brake);
- un
aggiornamento profondo della Polestar 2;
- un’inedita
Polestar 7, SUV compatto che condividerà parte della tecnologia con la Volvo
XC40, ma con identità stilistica e posizionamento distinti.
In un contesto in cui altri marchi stanno reintroducendo
mild hybrid e plug-in per sostenere le vendite, Polestar ritiene che aggiungere
motori a combustione significherebbe aumentare la complessità industriale e
snaturare il progetto.
“Gli ibridi sono tecnologia del passato”
Lohscheller è stato ancora più diretto:
“La mobilità del futuro deve essere a zero emissioni e
l’elettrificazione è la soluzione migliore. Le soluzioni ibride aggiungerebbero
inutili complessità.”
Secondo il CEO, il cliente tipo Polestar, età media 45 anni, è sensibile alle tematiche ambientali e cerca un marchio coerente con questa
visione. I motori a combustione vengono definiti un vincolo legato a
“tecnologie obsolete”, mentre l’auto elettrica rappresenta “la tecnologia del
futuro”.
Un posizionamento che punta sulla differenziazione:
“Non vogliamo essere ordinari. Questa è la migliore
differenziazione che possiamo ottenere.”
Una strategia rischiosa, ma calcolata
La scelta di restare fedeli all’elettrico puro è certamente
più semplice per un marchio relativamente giovane, con una gamma limitata e una
struttura industriale supportata da Geely, colosso che controlla diversi brand
con strategie differenti.
In un mercato europeo dove la domanda di elettrico sta
crescendo ma a ritmi meno esplosivi rispetto alle previsioni iniziali, Polestar
decide comunque di non fare passi indietro. Nessuna via di mezzo, nessuna “rete
di sicurezza” ibrida. Se il resto del settore frena e si affida alle soluzioni
intermedie, Polestar sceglie di accelerare. E nel panorama attuale, forse, è
proprio questa la sua carta più forte.
Fonte: Autocar