Il Vescovo con la Tesla finisce sotto la lente del Vaticano: aperta l’indagine

Notizie
22 gennaio 2026, 11.10
tesla model 3 restyling
Un’inchiesta della Santa Sede sulla diocesi di Alessandria accende i riflettori sulla mobilità del clero. Al centro delle polemiche la Tesla personale di Monsignor Gallese. Lusso ostentato o scelta razionale per chi macina chilometri?
Può un’auto elettrica diventare oggetto di un’indagine ecclesiastica? A quanto pare sì, se sul cofano c’è il marchio di Elon Musk e alla guida siede un vescovo. Da circa dieci giorni la diocesi di Alessandria è sotto osservazione da parte del cardinale Giuseppe Bertello, inviato direttamente da Roma per verificare i bilanci e l'operato del vescovo Guido Gallese. Ma tra le carte contabili e le questioni immobiliari, a fare rumore nel mondo dei motori (e tra i fedeli) è lei: la Tesla che il prelato utilizza per i suoi spostamenti quotidiani.
La vicenda solleva un dibattito che va oltre la cronaca locale.

Il "Caso" Automotive: lusso o strumento di lavoro?

Monsignor Gallese, 64 anni e una laurea in matematica, non ha mai nascosto la sua vettura, utilizzandola anche per eventi pubblici come il pranzo di Natale con i poveri. Una scelta che ha fatto storcere il naso a molti, abituati a vedere le gerarchie ecclesiastiche su utilitarie sobrie o vecchie berline diesel.
Tuttavia, la difesa della Diocesi è puramente tecnica e si basa sul TCO (Total Cost of Ownership), un parametro ben noto ai fleet manager. "Il vescovo percorre migliaia di chilometri ogni anno e scegliere un’auto elettrica è un investimento consapevole per la sostenibilità e l'ambiente", ha dichiarato il portavoce Enzo Governale, precisando che il veicolo è personale e non acquistato con fondi della Chiesa.

Analisi: i conti danno ragione al Vescovo?

Proviamo a fare i "conti in tasca" alla mobilità episcopale con un approccio analitico. Se è vero che il prezzo di listino di una Tesla (Model 3 o Model Y che sia) supera quello di una media generalista, per un utente che percorre "migliaia di chilometri" l'equazione cambia drasticamente.
  • Costi di gestione: Con un costo dell'energia domestica o agevolata nettamente inferiore ai carburanti tradizionali, il risparmio sul "pieno" può arrivare al 60-70% rispetto a un diesel.
  • Manutenzione: L'assenza di cambi olio, filtri complessi, cinghie e la ridotta usura dei freni (grazie alla frenata rigenerativa) abbattono i costi di officina.
Paradossalmente, per un vescovo "commuter" che viaggia molto, una Tesla potrebbe risultare, bilanci alla mano, più austera di una vecchia ammiraglia a benzina che consuma 10 km/l. La matematica di Gallese, dunque, potrebbe non essere un peccato di vanità, ma un calcolo di efficienza.

Il cortocircuito della "Laudato Si'"

L'aspetto più ironico della vicenda risiede nel contesto dottrinale. Il Vaticano stesso, spinto dall'enciclica Laudato si' di Papa Francesco sulla cura del creato, ha avviato un piano per convertire la propria flotta interna all'elettrico entro il 2030, installando colonnine di ricarica nelle proprie mura. Il vescovo di Alessandria si trova quindi in una curiosa posizione: sotto indagine per aver anticipato nei fatti quella transizione ecologica che la Chiesa predica a parole.
loading

Loading