Un’inchiesta della Santa Sede sulla diocesi di
Alessandria accende i riflettori sulla mobilità del clero. Al centro delle
polemiche la Tesla personale di Monsignor Gallese. Lusso ostentato o scelta
razionale per chi macina chilometri?
Può un’auto elettrica diventare oggetto di un’indagine
ecclesiastica? A quanto pare sì, se sul cofano c’è il marchio di Elon Musk e
alla guida siede un vescovo. Da circa dieci giorni la diocesi di Alessandria è
sotto osservazione da parte del cardinale Giuseppe Bertello, inviato
direttamente da Roma per verificare i bilanci e l'operato del vescovo Guido
Gallese. Ma tra le carte contabili e le questioni immobiliari, a fare rumore
nel mondo dei motori (e tra i fedeli) è lei: la Tesla che il prelato
utilizza per i suoi spostamenti quotidiani.
La vicenda solleva un dibattito che va oltre la cronaca
locale.
Il "Caso" Automotive: lusso o strumento di lavoro?
Monsignor Gallese, 64 anni e una laurea in matematica, non
ha mai nascosto la sua vettura, utilizzandola anche per eventi pubblici come il
pranzo di Natale con i poveri. Una scelta che ha fatto storcere il naso a
molti, abituati a vedere le gerarchie ecclesiastiche su utilitarie sobrie o
vecchie berline diesel.
Tuttavia, la difesa della Diocesi è puramente tecnica e si
basa sul TCO (Total Cost of Ownership), un parametro ben noto ai fleet
manager. "Il vescovo percorre migliaia di chilometri ogni anno e
scegliere un’auto elettrica è un investimento consapevole per la sostenibilità
e l'ambiente", ha dichiarato il portavoce Enzo Governale, precisando
che il veicolo è personale e non acquistato con fondi della Chiesa.
Analisi: i conti danno ragione al Vescovo?
Proviamo a fare i "conti in tasca" alla mobilità
episcopale con un approccio analitico. Se è vero che il prezzo di listino di
una Tesla (Model 3 o Model Y che sia) supera quello di una media generalista,
per un utente che percorre "migliaia di chilometri"
l'equazione cambia drasticamente.
- Costi
di gestione: Con un costo dell'energia domestica o agevolata
nettamente inferiore ai carburanti tradizionali, il risparmio sul
"pieno" può arrivare al 60-70% rispetto a un diesel.
- Manutenzione:
L'assenza di cambi olio, filtri complessi, cinghie e la ridotta usura dei
freni (grazie alla frenata rigenerativa) abbattono i costi di officina.
Paradossalmente, per un vescovo "commuter" che
viaggia molto, una Tesla potrebbe risultare, bilanci alla mano, più austera di
una vecchia ammiraglia a benzina che consuma 10 km/l. La matematica di Gallese,
dunque, potrebbe non essere un peccato di vanità, ma un calcolo di efficienza.
Il cortocircuito della "Laudato Si'"
L'aspetto più ironico della vicenda risiede nel contesto
dottrinale. Il Vaticano stesso, spinto dall'enciclica Laudato si' di
Papa Francesco sulla cura del creato, ha avviato un piano per convertire la
propria flotta interna all'elettrico entro il 2030, installando colonnine di
ricarica nelle proprie mura. Il vescovo di Alessandria si trova quindi in una
curiosa posizione: sotto indagine per aver anticipato nei fatti quella
transizione ecologica che la Chiesa predica a parole.