Maxi richiamo per la Xiaomi SU7: il problema è più grave di quello che pensi

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di Simone Bocca
02 marzo 2026, 16.21
Nell'immagine si vede la Xiaomi SU7 blu in strada su uno sfondo di montagna
Un grave incidente avvenuto lo scorso 13 ottobre in Cina potrebbe trasformarsi in un caso industriale di proporzioni enormi. Protagonista una Xiaomi SU7, la prima berlina elettrica del colosso tecnologico cinese, che dopo aver perso il controllo ed essersi schiantata contro le barriere laterali ha preso rapidamente fuoco.
Nell'immagine (divisa in tre) si vede quello che rimane di una Xiaomi SU7 dopo un grave incidente. Sulla sinistra si vedono i resti carbonizzati della macchina, mentre a destra il momento in cui la macchina è in fiamme
L’impatto, di per sé già serio, non è però il punto più controverso della vicenda. Secondo le ricostruzioni circolate sui media locali, il conducente sarebbe rimasto bloccato all’interno dell’abitacolo. Nel tentativo di soccorrerlo, i presenti non sarebbero riusciti ad aprire le portiere: le maniglie a scomparsa elettroniche non avrebbero risposto ai comandi, impedendo l’accesso dall’esterno. Anche dall’interno, pare che il guidatore non sia riuscito a sbloccare la porta anteriore sinistra.
Un dettaglio che ha riacceso il dibattito sulla sicurezza delle maniglie “flush”, sempre più diffuse sulle auto elettriche e sui modelli di ultima generazione per ragioni aerodinamiche ed estetiche.

La stretta normativa in arrivo

L’episodio si inserisce in un contesto già delicato. Le autorità cinesi starebbero infatti lavorando a una normativa che dal 2027 vieterà le maniglie a scomparsa prive di sistemi meccanici facilmente azionabili in caso di emergenza. L’obiettivo è garantire sempre un accesso immediato all’abitacolo, anche in presenza di guasti elettronici o blackout del sistema.
Se la normativa dovesse essere applicata senza deroghe, Xiaomi potrebbe trovarsi davanti a un richiamo di proporzioni enormi: circa 370.000 SU7 già vendute dovrebbero essere adeguate prima dell’entrata in vigore definitiva delle nuove regole, fissata – secondo le indiscrezioni – al 31 dicembre di quest’anno per gli interventi di conformità.
Nel frattempo, la produzione sarebbe stata temporaneamente sospesa per valutare eventuali modifiche tecniche.

Un rischio reputazionale enorme

Per Xiaomi, entrata ufficialmente nel settore automotive solo di recente, la posta in gioco è altissima. La SU7 rappresenta il primo passo concreto del gruppo verso la mobilità elettrica globale, con ambizioni che guardano anche all’Europa nei prossimi anni.
Un richiamo su larga scala – soprattutto se legato a un tema sensibile come la sicurezza in caso di incendio – potrebbe avere ripercussioni significative sull’immagine del marchio. Nel settore auto, dove la fiducia è tutto, un episodio del genere rischia di pesare molto più che nel mondo dell’elettronica di consumo.

Design contro sicurezza?

Le maniglie a scomparsa sono diventate un elemento distintivo delle auto moderne, in particolare delle BEV. Migliorano l’aerodinamica, contribuiscono a ridurre i consumi e offrono un’estetica pulita e futuristica. Tuttavia, casi come questo sollevano interrogativi concreti: cosa succede quando l’elettronica non risponde?
Molti costruttori prevedono sistemi meccanici di emergenza nascosti o comandi manuali alternativi. La questione, ora, è capire se tali sistemi fossero presenti e funzionanti sulla SU7 coinvolta nell’incidente, e se eventuali aggiornamenti software o modifiche hardware possano risolvere definitivamente il problema.

Il futuro europeo di Xiaomi è a rischio?

La sfida per Xiaomi non è solo tecnica ma strategica. L’azienda ha investito miliardi per entrare nel mercato automotive, con l’obiettivo dichiarato di competere con i grandi nomi dell’elettrico. Un’eventuale campagna di richiamo su centinaia di migliaia di veicoli comporterebbe costi elevatissimi, oltre a un potenziale rallentamento dell’espansione internazionale.
Molto dipenderà dalle decisioni delle autorità cinesi nei prossimi mesi e dalla capacità del marchio di intervenire rapidamente sugli esemplari già in circolazione.
Per un brand giovane, la gestione di questa crisi potrebbe segnare la differenza tra un semplice incidente di percorso e un duro colpo alla credibilità globale.
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