Nel dibattito sull’auto del futuro c’è una certezza:
l’elettrico divide come poche altre cose. C’è chi lo considera l’unica strada
percorribile e chi, invece, lo guarda con forte scetticismo.
A riaccendere la
discussione ci ha pensato Adrià Gonzalez, secondo classificato tra i migliori
meccanici di Spagna nel 2024, che in una recente intervista ha espresso un
giudizio decisamente netto: secondo lui, oggi la peggior auto acquistabile è
quella elettrica al 100%.
Un’affermazione forte, soprattutto perché arriva da un
addetto ai lavori e non da un semplice opinionista. Gonzalez non usa mezzi
termini e chiarisce subito la sua posizione: l’auto elettrica può avere un
senso solo in contesti molto specifici.
"È una soluzione valida a breve o medio
termine se si vive in città, in zone pianeggianti, e se si ha una colonnina di
ricarica vicina o a casa", spiega.
Ma, sempre secondo il meccanico spagnolo,
non si tratta di una tecnologia sostenibile nel lungo periodo.
Il nodo infrastrutture
Uno dei punti più critici riguarda la rete di ricarica,
ritenuta ancora insufficiente. In Spagna, come in molti Paesi europei, la
distribuzione delle colonnine è tutt’altro che omogenea. Anche in Italia il
discorso è simile: è vero che il Nord registra un forte incremento delle
infrastrutture, ma la situazione resta a macchia di leopardo. Nonostante i
numeri siano in crescita e il bilancio complessivo possa considerarsi positivo,
per molti automobilisti la ricarica resta un fattore di stress più che di comodità.
Altro tema caldo è quello dell’autonomia, soprattutto nei
mesi più freddi. "Con le basse temperature le batterie lavorano male",
sottolinea Gonzalez. Un problema noto, che colpisce in misura diversa tutti i
veicoli ma che sugli elettrici ha un impatto particolarmente evidente. Alcuni
modelli entry-level, come dimostrato da test recenti, vedono ridursi
drasticamente i chilometri percorribili in inverno.
Il meccanico spagnolo critica poi i dati dichiarati dalle
case automobilistiche: "Le autonomie pubblicizzate non sono realistiche. Ti
promettono 500 km e nella realtà ne percorri poco più di 300". Un divario che,
secondo lui, diventa ancora più marcato con il passare degli anni.
Il vero tallone d’Achille dell’auto elettrica, per Gonzalez,
resta la batteria. Con l’uso e soprattutto con la ricarica rapida, la capacità
tende a diminuire progressivamente. Il meccanico parla di una perdita annuale
compresa tra il 5% e il 10%, variabile in base al chilometraggio e alle
modalità di utilizzo.
Questo porta a una conclusione piuttosto drastica: la vita
utile di un’auto elettrica sarebbe nettamente inferiore rispetto a quella di un Diesel.
"Con la durata di un’auto tradizionale, finisci per dover comprare due
elettriche", afferma. E quando la batteria arriva a fine vita, la sostituzione
è economicamente insostenibile: oltre 20.000 euro, una cifra che rende spesso
la riparazione antieconomica.
Un’opinione che fa discutere
Il giudizio di Adrià Gonzalez è senza dubbio tranchant e non
mancano le obiezioni. I costruttori ribattono parlando di batterie sempre più
longeve, garanzie estese e costi in progressiva diminuzione. Inoltre, per molti
utenti l’elettrico resta una scelta ideale per l’uso quotidiano urbano.
Come spesso accade, la verità sta probabilmente nel mezzo:
l’auto elettrica non è né il male assoluto né la soluzione universale. Molto
dipende dalle esigenze personali, dal contesto e dalle aspettative. Ma una cosa
è certa: quando a parlare è un professionista del settore, anche le opinioni
più scomode meritano almeno di essere ascoltate.