L'accordo per un cessate il fuoco di due settimane tra
Stati Uniti, Israele e Iran fa respirare i mercati internazionali di gas e
petrolio, ma gli automobilisti italiani continuano a fare i conti con rincari
record alla pompa.
I mercati energetici globali registrano un'inversione di
rotta significativa a seguito dell'annuncio di una tregua di due settimane in
Medio Oriente, dopo quasi un mese e mezzo di ostilità tra Stati Uniti, Israele
e Iran. L'accordo, che prevede la riapertura del cruciale Stretto di Hormuz, ha
innescato un'immediata flessione delle quotazioni, con il gas naturale europeo
in calo del 20% e il greggio in deprezzamento del 18%. Tuttavia, questo
sollievo sui mercati all'ingrosso si scontra con una complessa realtà domestica
in Italia, dove i prezzi dei carburanti al dettaglio continuano inesorabilmente
a salire.
Il mercato del gas: crollo al TTF e cauto ottimismo
Sul mercato olandese TTF, il principale hub di riferimento
europeo, il contratto del gas front-month ha inizialmente toccato i 42,50
€/MWh, il livello più basso dallo scorso 2 marzo, per poi assestarsi
attorno ai 43,46 €/MWh.
La reazione dei mercati è strettamente legata alla
potenziale ripresa del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. Prima dello
scoppio del conflitto, il 28 febbraio, questo snodo strategico gestiva circa un
quinto del passaggio mondiale di gas naturale liquefatto (GNL) e petrolio. Il
blocco prolungato, aggravato dall'attacco iraniano del 18 marzo contro l'hub
qatariota di Ras Laffan (che ha compromesso circa il 17% della capacità di
esportazione dell'impianto), ha tenuto i mercati sotto forte pressione.
Gli analisti mantengono comunque un approccio cauto sulle
tempistiche di ripresa:
- Henning
Gloystein (Managing Director per Energia e Risorse presso Eurasia
Group): "Il primo elemento da verificare è se le navi possano
transitare in sicurezza. In caso positivo, il Qatar potrebbe avviare le
riparazioni a Ras Laffan, ma è improbabile che la produzione possa essere
ripristinata a pieno regime entro la finestra di due settimane della
tregua".
- Yahdian
Falah (Senior Portfolio Manager di Trianel): Definisce
l'accordo "un forte sollievo e un possibile punto di svolta per il
riequilibrio del mercato globale", sottolineando come l'eliminazione
del premio di rischio sia però vincolata a prove concrete di un aumento
del traffico nello Stretto.
- ANZ
Bank: In una recente nota, gli analisti della banca avvertono che i
volumi qatarioti mancanti non potranno essere sostituiti rapidamente. Il
mercato dovrà quindi trovare un equilibrio attraverso prezzi più alti per
il lungo termine, la riduzione delle scorte e il razionamento della
domanda.
Il paradosso italiano: petrolio giù, gasolio su
Se il panorama internazionale mostra i primi segnali di
distensione, la situazione sulle strade italiane evidenzia la ben nota
"doppia velocità" del mercato dei carburanti. Secondo i dati
rielaborati dal Codacons sulla base delle rilevazioni regionali del
Mimit, l'impatto del crollo del petrolio (-18% nelle ultime ore) non è arrivato
ai distributori. Al contrario, la media nazionale del gasolio viaggia verso
l'allarmante soglia dei 2,2 euro al litro.
L'associazione per i diritti dei consumatori ha evidenziato
come i prezzi alla pompa continuino a subire rincari ingiustificati rispetto
alle attuali dinamiche internazionali.
I prezzi medi rilevati nelle ultime 24 ore
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Categoria / Rete
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Prezzo Medio al Litro
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Variazione rispetto al giorno precedente
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Gasolio (Rete Autostradale)
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2,191 €
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In aumento (da 2,158 €)
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Benzina (Rete Autostradale)
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1,825 €
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In aumento
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Sulla rete ordinaria extra-urbana e urbana, le disparità
regionali sono marcate e in molte aree la soglia psicologica è già stata
superata. Bolzano guida la classifica del caro-pieno con un prezzo medio
del diesel pari a 2,205 €/l. Seguono a ruota altre regioni con medie ben
al di sopra dei due euro:
- Calabria:
2,198 €/l
- Lombardia:
2,195 €/l
- Valle
d’Aosta: 2,194 €/l
- Sicilia:
2,190 €/l
Il Codacons lancia un forte allarme per le prossime
settimane: il rischio imminente è che, nonostante la discesa delle quotazioni
internazionali innescata dalla tregua tra Stati Uniti e Iran, i prezzi di
benzina e gasolio ai distributori italiani subiranno adeguamenti al ribasso
estremamente lenti. Questa asimmetria strutturale rischia di penalizzare
pesantemente gli automobilisti e il settore dei trasporti, assorbendo
completamente i potenziali benefici del cessate il fuoco.