Per anni, il motore 1.2 Puretech è stato il cuore pulsante
di milioni di vetture del Gruppo
Stellantis, ma anche al centro di una delle
vicende tecniche più spinose e dibattute del panorama automobilistico recente.
I noti problemi legati alla cinghia di distribuzione a bagno d'olio e
all'anomalo consumo di lubrificante hanno spinto il colosso automobilistico a
voltare pagina. Nasce così il
Turbo 100, un propulsore di terza
generazione che manda in pensione l'architettura del passato. Per riconquistare
la fiducia degli automobilisti, Stellantis non punta solo sulla meccanica, ma
mette sul piatto una strategia di tutele e garanzie senza precedenti.
La svolta di Stellantis: arriva la maxi garanzia su due livelli
Gli ingegneri Stellantis si dicono sicuri del lavoro svolto
sulla robustezza del nuovo propulsore. Tuttavia, il Gruppo è consapevole
dell'impatto che il "caso Puretech" ha avuto sulla percezione
dell'affidabilità da parte della clientela. Per fugare ogni dubbio e far
dormire sonni tranquilli agli utenti, Stellantis ha ideato una maxi garanzia
strutturata per coprire sia il presente sia il passato:
- Per
i nuovi modelli (incluso il Turbo 100): Il Gruppo offre una copertura
estesa che arriva a 8 anni o 100.000 km, a dimostrazione della
fiducia riposta nella nuova catena di distribuzione e nella meccanica
riprogettata.
- Per
i Puretech con cinghia a bagno d'olio ancora in circolazione: Per
tutelare i proprietari delle vetture di precedente generazione e mitigare
i disagi legati ai difetti progettuali, la garanzia è stata estesa fino a 10
anni o 180.000 km, andando a coprire in modo specifico le anomalie
derivanti dal deterioramento della cinghia.
La rivoluzione meccanica del Turbo 100: cosa cambia davvero
Sebbene il Turbo 100 mantenga la stessa cilindrata (1.199
cm³) e la configurazione a 3 cilindri del suo predecessore per ragioni di
ingombri e modularità, Stellantis dichiara che oltre il 70% dei componenti è
stato completamente riprogettato. L'unità è stata sottoposta a oltre 30.000
ore di test al banco e ha percorso 3 milioni di chilometri su strada prima del
debutto.
Le principali novità tecniche includono:
- Catena
di distribuzione: Il cambiamento più atteso. Addio alla problematica
cinghia a bagno d'olio, sostituita da una ben più robusta catena in
acciaio, progettata per azzerare i rischi di usura precoce e intasamento
del circuito di lubrificazione.
- Turbocompressore
a geometria variabile (VGT): Una primizia per i motori a benzina di
questa fascia del Gruppo, capace di garantire una risposta del motore più
pronta e fluida, minimizzando il ritardo del turbo (turbolag).
- Ciclo
Miller e iniezione diretta: L'adozione del Ciclo Miller, unita a un
sistema di iniezione diretta ad altissima pressione (350 bar), ottimizza
il rendimento termico abbattendo consumi ed emissioni.
Prestazioni ed efficienza per l'uso quotidiano
Il nuovo Turbo 100, che sta gradualmente debuttando su
modelli strategici di segmento B e SUV compatti (come Peugeot 208, Lancia
Ypsilon e Fiat Grande Panda) abbinato al cambio manuale, eroga 101 CV di
potenza.
Il dato più interessante per l'uso stradale è la coppia
motrice: ben 205 Nm disponibili già a 1.750 giri/min. Questo valore,
unito all'efficienza del nuovo turbocompressore, promette una marcia fluida,
ripartenze scattanti nel traffico urbano e un'elasticità ottimale anche nei
percorsi extraurbani, mantenendo i costi di gestione contenuti grazie a
intervalli di manutenzione previsti ogni 25.000 km o 2 anni.