Per oltre quattro decenni è stato il simbolo della famiglia
moderna su quattro ruote, un’auto capace di cambiare il modo di viaggiare e di
concepire lo spazio a bordo. Ora, però, la storia della
Renault Espace sembra
davvero arrivata al capolinea.
Dopo una carriera lunga più di 45 anni e sei
generazioni, il modello che ha inventato il concetto di monovolume europeo si
prepara a uscire di scena senza un vero successore diretto. Non per mancanza di
rispetto verso una delle icone del marchio, ma per una semplice realtà: il
mercato è cambiato, e con lui anche le priorità dei costruttori.
Il re dei monovolume, nel frattempo, si è trasformato
lentamente in un SUV. E proprio questo passaggio, insieme alle nuove esigenze
tecniche e alla domanda dei clienti, ha finito per decretarne la fine.
Una questione tecnica: la nuova piattaforma non prevede sette posti
Dietro l’addio alla Espace non c’è soltanto una scelta
commerciale, ma anche una decisione tecnica molto precisa. Con il piano
industriale FutuReady, il gruppo Renault ha introdotto una nuova
architettura chiamata RGEV Medium 2.0, destinata a diventare la base
delle future generazioni elettriche di modelli come Austral e Rafale.
Si tratta di una piattaforma molto avanzata:
- sistema
elettrico a 800 volt per ridurre i tempi di ricarica
- autonomia
fino a 750 km
- batterie
più economiche rispetto alle attuali
- possibilità
di integrare uno o due motori elettrici, con potenze fino a 500 CV
- tecnologie
evolute come le ruote posteriori sterzanti
C’è però un limite importante: questa piattaforma non è
stata progettata per ospitare sette passeggeri. Ed era proprio questo
l’ultimo vero elemento distintivo della Espace. Anche perché, nella pratica,
l’ultima generazione si avvicinava già molto a un Austral allungato, più
che a un monovolume tradizionale.
Il mercato ha scelto i SUV, non i monovolume
Se la tecnica ha dato il colpo finale, è stata soprattutto
la domanda del mercato a cambiare le regole del gioco. I numeri parlano chiaro:
oggi i clienti preferiscono i SUV, anche quando cercano spazio e versatilità
per la famiglia.
Nel 2025, il modello più venduto della gamma Renault
è stato ancora una volta la Clio, con oltre 100 mila unità
consegnate. Tra i modelli più recenti, il SUV Austral continua a
rappresentare un pilastro della gamma, mentre l’elettrica Scénic, dopo
un inizio incerto, ha trovato il proprio equilibrio commerciale. Anche il più
recente Rafale, con la sua tecnologia ibrida plug-in da 300 CV, sta
guadagnando terreno.
In questo scenario, la sesta generazione della Espace,
lanciata nel 2023 e aggiornata nel 2025, ha faticato a
ritagliarsi uno spazio chiaro. Le vendite sono rimaste discrete, ma senza il
vero effetto novità che il marchio si aspettava. Un segnale evidente di come il
segmento dei monovolume sia ormai diventato marginale rispetto ai SUV.
Una storia iniziata nel 1984 che ha cambiato l’automobile europea
Quando debuttò nel 1984, la Espace era qualcosa di
completamente diverso da qualsiasi altra auto sul mercato. Linee moderne,
pavimento piatto, abitacolo modulabile e una filosofia progettuale che metteva
al centro il comfort dei passeggeri: era, in pratica, un salotto su ruote.
Negli anni Novanta il modello crebbe e si evolse,
introducendo motori più potenti e nuove soluzioni tecniche. Tra gli episodi più
iconici resta la versione Espace F1, un prototipo estremo con un motore
V10 da oltre 800 CV, diventato uno dei simboli più spettacolari della
storia del marchio.
Con il passare del tempo, però, il mercato ha iniziato a
cambiare. L’arrivo dei SUV premium ha messo in discussione il ruolo dei
monovolume, e anche un modello storico come la Espace ha dovuto adattarsi.
Da monovolume a SUV: una trasformazione inevitabile
Nel 2015, con la quinta generazione, la Espace ha
compiuto il primo vero passo verso il mondo dei crossover. Una scelta che
sembrava necessaria per restare competitivi, ma che non ha convinto del tutto i
clienti, complici anche alcuni problemi di qualità percepita e affidabilità.
L’ultima generazione, arrivata nel 2023, ha portato
avanti questa trasformazione fino in fondo. Tanto che qualcuno ha iniziato a
chiedersi se il nome Espace fosse ancora davvero coerente con il
prodotto.
La dirigenza guidata da Luca de Meo ha deciso
comunque di mantenerlo, puntando sul valore simbolico di una denominazione
storica. In alternativa, il modello avrebbe potuto chiamarsi semplicemente Austral
Long o Austral XL.
La fine di un’era, più che di un modello
L’uscita di scena della Espace non è solo la fine di
un’auto, ma la conclusione di un’intera epoca dell’automobile europea. Quella
in cui le famiglie cercavano spazio e praticità in un monovolume, prima che i
SUV diventassero il nuovo standard.
Oggi le esigenze sono diverse, le tecnologie sono cambiate e
le piattaforme elettriche impongono nuove scelte progettuali.
E così, dopo oltre quarant’anni di storia, la Renault
Espace si prepara a lasciare il posto a una nuova generazione di veicoli
pensati per un mercato completamente diverso.
Non con un successore diretto, ma con un’eredità difficile
da dimenticare.