Dietro i numeri e il rilancio globale di
FIAT si
nasconde un retroscena industriale finora rimasto nell'ombra, fatto di
decisioni drastiche, progetti cancellati e una vera e propria scommessa sul
futuro. A rivelarlo senza filtri è lo stesso Olivier François, CEO del marchio
torinese, ai microfoni di
Autocar che ha confessato un dettaglio che farà discutere gli appassionati: è
stato proprio lui a bloccare il ritorno di uno dei modelli più amati e attesi
dagli italiani, la
FIAT Punto.
Una scelta dolorosa ma strategica, che si ricollega
direttamente alla nascita di Stellantis e al rapporto con l'Amministratore
Delegato Carlos Tavares, definito da François una vera e propria
"benedizione" per la sopravvivenza dell'azienda.
Il "no" alla Punto: perché il ritorno fu cancellato
Per anni, dopo l'uscita di scena dell'ultima generazione di
Punto, i clienti e la rete di vendita hanno chiesto a gran voce un'erede nel
cruciale Segmento B. I piani per realizzarla esistevano, ma François ha svelato
il motivo per cui decise di seppellire definitivamente il progetto durante gli
ultimi anni dell'era FCA (FIAT Chrysler Automobiles):
"Ho bocciato io la nuova Punto. Il motivo? Non avevamo
la piattaforma giusta per renderla redditizia. Progettarla da soli, senza
sinergie, sarebbe stato un suicidio finanziario. Avremmo dovuto vendere un'auto
a un prezzo troppo alto per il mercato, oppure accettare di perdere denaro per
ogni singola vettura prodotta."
Senza una tecnologia condivisa in grado di abbattere i
costi, FIAT rischiava di rimanere intrappolata in un vicolo cieco, costretta a
rinunciare a un segmento di mercato che storicamente le apparteneva.
"Sia benedetto Tavares": la metamorfosi con Stellantis
La svolta è arrivata con la fusione tra FCA e PSA, che ha
dato vita al colosso Stellantis. Un matrimonio industriale che, secondo
François, ha letteralmente salvato il destino del marchio italiano. Il CEO di FIAT
non ha usato giri di parole per esprimere la sua gratitudine verso la gestione
di Carlos Tavares:
- L'accesso
alle piattaforme: Grazie alla fusione, FIAT ha potuto finalmente
attingere all'architettura modulare CMP (utilizzata già da Peugeot e
Citroën), risolvendo il problema della redditività.
- Investimenti
sbloccati: Sotto la guida di Tavares, i progetti che prima erano
giudicati economicamente insostenibili hanno ricevuto il via libera in
tempi record.
- Autonomia
strategica: Pur condividendo la meccanica con gli altri brand del
gruppo, FIAT ha mantenuto la libertà di definire lo stile e lo spirito pop
delle sue vetture.
"Oggi dico: sia benedetto Tavares", ha ammesso
François, sottolineando come la logica delle sinergie abbia trasformato FIAT
nel brand numero uno per volumi dell'intero gruppo automobilistico.
Dalla Punto alla Grande Panda: la nuova strategia di volume
I frutti di quel drastico "no" alla Punto e della
successiva integrazione in Stellantis sono visibili nella gamma attuale. Al
posto di un modello tradizionale, FIAT ha potuto sviluppare vetture come la 600
e, soprattutto, la nuova Grande Panda.
Grazie alle economie di scala permesse dalla nuova
piattaforma Smart Car, la casa torinese è oggi in grado di produrre
vetture compatte, dotate di motorizzazioni sia ibride che elettriche, a prezzi
competitivi e, soprattutto, generando profitti. Quello che sembrava il tramonto
di un'epoca si è trasformato nella più grande operazione di rilancio del brand
negli ultimi vent'anni, dimostrando che, a volte, per salvare un marchio è
necessario avere il coraggio di uccidere i suoi miti.