Con l’auto elettrica da Imola a Roma: il test che mette in crisi l’elettrico in Italia

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08 aprile 2026, 8.50
Una bmw ix a roma in piazza parcheggiata di lato e di colore beige
Un viaggio reale tra costi e contraddizioni: le auto sono pronte, ma il sistema italiano non lo è.
Siamo partiti convnti che il futuro fosse già qui. Non lo è. L’auto era pronta. La strada molto meno. Pensavamo di guidare nel futuro. Ci siamo scontrati con il presente. Tra Imola e Roma abbiamo scoperto che il problema non è l’elettrico. Il futuro esiste. Ma non è dove pensavamo di trovarlo. Ci sono due Italie. Non serve una cartina per capirlo. Basta mettersi al volante e guidare.

Due Italie, un solo viaggio

La prima parte da Imola. Terra di motori, di tecnica, di cultura automobilistica vera. Qui l’elettrico non è una promessa: è qualcosa che funziona. Le colonnine ci sono, sono libere, erogano quello che devono. Nessuna attesa, nessuna tensione. Semplicemente, tutto gira. Non è un caso se il sindaco Marco Panieri insiste su un concetto chiave: “L’elettrico non è solo una tecnologia, è un ecosistema. E quando l’ecosistema funziona, diventa normale.” La seconda Italia arriva dopo. Si manifesta chilometro dopo chilometro. E diventa chiarissima quando entri a Roma.
sindaco imola panieri con la bmw ix uno accanto all'altro

BMW iX: il futuro è già pronto

In mezzo c’è il viaggio. E lo facciamo a bordo della BMW iX. Una macchina che, da sola, basterebbe a chiudere qualsiasi discussione sull’elettrico. Silenziosa, piena, immediata. Non accelera: scatta. Non vibra: scivola. È comoda, stabile, costruita con una qualità che non ha bisogno di spiegazioni. È un oggetto riuscito, maturo, contemporaneo. E infatti da Imola si parte leggeri. Il consumo reale si assesta tra i 19 e i 20 kWh per 100 km. Un dato corretto, concreto.

Quanto costa davvero viaggiare elettrico

Poi arrivano i numeri. Quelli veri. In autostrada la ricarica costa circa 0,80 €/kWh. Tradotto: 16 euro ogni 100 km. Un Diesel moderno, con i prezzi attuali — gonfiati anche dalle tensioni internazionali — arriva a circa 12–12,5 €/100 km. La benzina si muove tra i 14 e i 15 €/100 km. E questi sono valori già alti, destinati — almeno in parte — a ridimensionarsi. Quando accadrà, la forbice si allargherà ancora. Perché il punto non è la macchina. La macchina è avanti. Il punto è tutto il resto.

Infrastrutture: il vero nodo

colonnine enel x occupate roma
Lungo il viaggio troviamo colonnine fuori servizio. A Orte inutilizzabili. Appena sbarcati nella Capitale, la stazione ultrafast di Corso di Francia parzialmente fuori gioco. Ma non è nemmeno questo il vero problema. Il problema è quello che trovi quando funzionano. Stalli occupati da auto termiche.
Stalli occupati da auto elettriche già cariche, lasciate lì perché — banalmente — parcheggi non ce ne sono. E allora succede questo:  conviene pagare qualche centesimo per occupare lo stallo piuttosto che girare alla ricerca dell’arca perduta. Non è inciviltà. È sistema.

Ricarica: tra teoria e realtà

Durante il viaggio abbiamo trovato una sola colonnina davvero “ultrafast”. Per il resto, sempre meno. Fino al paradosso. A Roma, nella ZTL, una colonnina che erogava 2 kW. Facciamo un conto reale. La BMW iX ha una batteria da circa 100 kWh. Dal 10% al 100% significa circa 90 kWh da ricaricare. Alla velocità di 2 kW? 45 ore. Due giorni. Non è mobilità. È immobilità. Vero che in città il costo scende a 0,66 €/kWh. Ma il tempo diventa il vero prezzo da pagare.
colonnina-lenta che sta erogando 2 kw ora come una ricarica domestica ma al prezzo di una ricarica da colonnina

Roma e la ZTL: una scelta che fa discutere

Poi, alla difficoltà tecnica — che può essere quella di una grande città — si aggiunge quella normativa. Dalla prossima estate, le auto elettriche non residenti dovranno pagare circa 1000 euro l’anno per accedere alla ZTL. E pagheranno anche le strisce blu. La motivazione declamata dalla Giunta capitolina? Decongestionare il traffico. Ma allora viene spontanea una domanda. Se l’obiettivo è ridurre il traffico, perché non limitare l’accesso ai soli residenti? Perché far pagare? Così sembra un’altra cosa. Sembra una delle tante tasse mascherate.

Il grande equivoco

E qui si rompe qualcosa. Perché ai cittadini era stato detto altro. Passate all’elettrico. Entrerete ovunque. Pagherete meno. Avrete vantaggi. E molti lo hanno fatto. Non solo per l’ambiente, ma anche per convenienza. Una FIAT 500e costa sensibilmente più di una FIAT Panda termica. Parliamo di differenze che possono superare i 10.000 euro a causa della tecnologia EV. Un investimento. Fatto anche sulla base di promesse. Oggi quei vantaggi, semplicemente, non ci sono più.

Le auto sono pronte. Il sistema no

bmw ix alla colonnina di ricarica a roma parcheggiata di lato con al fianco una colonnina di ricarica super fast
Si paga per entrare. Per parcheggiare. Per ricaricare. E spesso si aspetta. Troppo. E allora il punto va detto. Non è colpa delle auto. La BMW iX — come molte altre elettriche — è la dimostrazione di quanto le Case abbiano lavorato bene. In pochi anni hanno trasformato una tecnologia futuristica in qualcosa di reale, concreto, utilizzabile ogni giorno. Le auto ci sono. Funzionano. Sono pronte. È il sistema che per mille motivi - spesso dovuta all’incapacità di dialogare tra i diversi player che dovevano attrezzare l’Italia - non è stato capace di tenere il passo.

Una transizione a metà

E quando si rompe la fiducia, la transizione si ferma. Perché il cittadino non è un laboratorio. E nemmeno un salvadanaio da cui attingere. Se gli cambi le regole mentre sta giocando, smette di giocare. E allora sì, il rischio è concreto. Non che l’elettrico non funzioni. Ma che le persone smettano di crederci.ì Tra Imola e Roma non cambia solo la strada. Cambia l’idea stessa di futuro. A Imola l’elettrico è normale. A Roma rischia di fermarsi. E quella, più che una difficoltà, rischia di essere una pietra tombale sulla transizione. Meditate gente, meditate….
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