Pieno da incubo: 15 euro in più per il Diesel. Si muove il Governo: ecco cosa cambia ora

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27 luglio 2026, 11.16
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Le associazioni dei consumatori lanciano l'allarme sugli effetti a cascata per l'economia. Sul tavolo dell'esecutivo l'ipotesi di uno sconto differenziato per mitigare i rincari record registrati da inizio luglio.
Il progressivo aumento dei prezzi dei carburanti torna al centro del dibattito economico e politico italiano, trainato da un'impennata che sta colpendo duramente i bilanci di famiglie e imprese. A far suonare il campanello d'allarme sono i nuovi dati diffusi dal Codacons, che certificano un aggravio di oltre 15 euro per un singolo pieno di gasolio rispetto ai valori di inizio luglio, periodo in cui è venuta meno l'efficacia del precedente taglio delle accise.
In un contesto di forte preoccupazione per la tenuta del potere d'acquisto, la pressione sull'esecutivo si intensifica. Le associazioni dei consumatori chiedono interventi immediati e strutturali, suggerendo di attingere agli extra-profitti delle grandi società per finanziare un nuovo alleggerimento fiscale.

I numeri della crisi: l'impennata del gasolio

L'analisi del Codacons scatta una fotografia chiara delle dinamiche dei prezzi alla pompa a partire dal 3 luglio scorso. Le cifre evidenziano una penalizzazione particolarmente severa per i proprietari di veicoli alimentati a gasolio.
Nel dettaglio, gli incrementi registrati nell'ultimo mese sono i seguenti:
  • Gasolio (Rete ordinaria): +30,3 centesimi di euro al litro, equivalente a un balzo del +16%.
  • Gasolio (Autostrada): +28,7 centesimi di euro al litro.
  • Benzina: +17,9 centesimi di euro al litro.
Traducendo questi rincari al momento del rifornimento, un pieno di gasolio costa oggi 15,15 euro in più sulla rete ordinaria e 14,35 euro in più in autostrada. L'impatto sul pieno di benzina, seppur significativo, si ferma a un aumento di 8,95 euro.

L'ipotesi dello sconto differenziato

Alla luce della sproporzione tra gli aumenti del Diesel e quelli della benzina (la cosiddetta "verde"), il Codacons si è dichiarato favorevole a un taglio differenziato delle accise, una misura che potrebbe essere discussa a breve in Consiglio dei Ministri.
L'associazione ha elaborato diverse proiezioni per calcolare l'effettivo beneficio per i consumatori, includendo nel calcolo anche l'impatto dell'IVA. Di seguito, le simulazioni sugli effetti di un potenziale taglio per il gasolio sulla rete ordinaria:
Ipotesi di taglio accise Risparmio stimato (sul pieno) Prezzo stimato alla pompa
- 8 centesimi 4,88 € 2,087 €/litro
- 10 centesimi 6,10 € 2,063 €/litro
- 15 centesimi 9,15 € 2,002 €/litro
- 24 centesimi 14,64 € 1,892 €/litro
L'applicazione dello sconto massimo da 24 centesimi riporterebbe i costi quasi in linea con i valori di inizio estate, a patto che — come sottolinea l'associazione — la riduzione fiscale venga interamente e trasparentemente traslata sul prezzo finale esposto dai distributori.

Il nodo risorse e il rischio del "effetto domino" sull'economia

A rincarare la dose interviene Assoutenti, che pone l'accento sulle conseguenze macroeconomiche del caro-carburanti. Il presidente Gabriele Melluso avverte del rischio di un effetto domino: l'aumento dei costi logistici e di trasporto si tradurrà inevitabilmente in "rincari a cascata in tutti i settori", deprimendo ulteriormente i consumi di un Paese già in difficoltà.
Le richieste di Assoutenti al Governo si articolano su tre punti cardine:
  1. Tempistiche: Estendere il taglio delle accise almeno fino al 6 settembre, per coprire integralmente la fase dei rientri estivi.
  2. Coperture finanziarie: Reperire le risorse necessarie tassando gli extra-profitti accumulati durante la crisi non solo dalle società energetiche e petrolifere, ma anche dai settori bancario e assicurativo.
  3. Riforma strutturale: Avviare un percorso di revisione complessiva della tassazione sui carburanti, considerata eccessiva, per arrivare a una riduzione strutturale e definitiva delle accise.
La palla passa ora all'esecutivo, chiamato a bilanciare le esigenze di bilancio dello Stato con la necessità urgente di proteggere il tessuto economico e sociale del Paese da una nuova ondata inflazionistica.
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