Il Maltempo che ha messo in ginocchio Sardegna, Calabria e, soprattutto, Sicilia ha fatto oltre due miliardi di euro di danni, con il Ciclone Harry che ha colpito duramente le Regioni interessate. Sebbene l'emergenza sia ormai passata, il passaggio della devastante perturbazione ha lasciato segni permanenti nei territori colpiti, soprattutto in Sicilia.
Tra le città sicule più colpite c'è la Niscemi, comune di quasi 25.000 abitanti in provincia di Caltanissetta, che trova posto nella piana di Gela e si sviluppa su un altopiano a oltre 330 metri sul livello del mare. Proprio questo altipiano è stato interessato da un'enorme frana che sta isolando la cittadina dal resto della Sicilia. Interi quartieri sono stati evacuati, e il fronte dell'altopiano si sta sgretolando sotto le case, dando vita a immagini impressionanti.
Le immagini incredibili della frana a Niscemi: l'auto in bilico sulla frana
Le immagini dell'imponente frana di Niscemi stanno facendo il giro del mondo, colpendo per le dimensioni di questo fronte che sta lentamente sgretolando l'altopiano sul quale è fondata la città siciliana. Tra le immagini più impressionanti, si possono vedere a fondo valle dei camion e dei furgoni crollati insieme ad un cantiere, irraggiungibili fino alla fine della frana.
Foto presa da servizio TG5
Ci sono, poi, strade ora interrotte, con automobili e case "bloccate" senza apparente via d'uscita. La più impressionante è forse quella che si può vedere in cima alla pagina: una piccola Ford Fiesta è ora in bilico sullo strapiombo creatosi sotto di lei, in quanto il casolare dentro il quale era parcheggiata è crollato dopo le enormi piogge cadute negli scorsi giorni.
Il destino della Fiesta è purtroppo segnato, così come quello delle case che si trovano attorno a lei: se le piogge non continuano, anche le case intorno finiranno per crollare, continuando una situazione di emergenza che perdura da diversi giorni.
Mille persone evacuate, due strade su quattro sono bloccate: cosa sta succedendo a Niscemi
La cittadina di Niscemi, a 22 km da Gela e a circa 100 da Catania, è stata interessata da una frana con un fronte di quasi 4 km, che ha sconvolto Niscemi e la sua popolazione. Per il momento, infatti, sono oltre 1.000 le persone che sono state costrette ad abbandonare attività commerciali, uffici e abitazioni poste a ridosso di una zona rossa che, visto l'inizio di un nuovo fenomeno piovoso nelle ultime ore, potrebbe aumentare in ampiezza e numero di sfollati.
La città è quasi isolata: tre quartieri sono stati interamente evacuati (nel dettaglio i quartieri di Sante Croci, Trappeto e via Popolo), e sono state chiuse due delle strade principali che danno accesso alla città, interessate o bloccate dalla frana. Non è, purtroppo, la prima volta che Niscemi è interessata da un fenomeno simile. Già nel 1997 c'era stata una frana di portata importante, ma questa del 2026 è di gran lunga la più imponente.
Dietro questa situazione ci sono fattori geologici, climatici e antropici, comuni del resto a gran parte della Sicilia centro-meridionale, che rendono i terreni su cui sono costruiti città e villaggi instabili e proni a frane di questo tipo.
Gran parte del suolo della Sicilia meridionale è costituito da argille plioceniche che, senza andare troppo nel tecnico, hanno una bassa permeabilità e una tendenza all'assorbimento dell'acqua, che in caso di piogge copiose ma, soprattutto, persistenti nel tempo ne riduce la resistenza del 50/70%. Se a questo, poi, si aggiunge l'impronta dell'uomo, che indebolisce il terreno costruendo case, strade e reti idriche, ci si trova di fronte ad una delle aree più franose d'Italia.
"Chi è sfollato, non potrà rientrare più?"
Il vero problema è che, sebbene sia possibile ridurre gli impatti dell'acqua su questo tipo di terreni, un suolo argilloso tenderà naturalmente a scivolare verso valle, soprattutto se continua a piovere come sta facendo da una settimana a questa parte in Sicilia.
Per questo, la situazione a Niscemi è legata direttamente alla pioggia. Finché l'acqua resta nel pendio, il movimento non si arresterà. Per questo, c'è stata una mobilitazione massiva della Protezione Civile Nazionale e regionale, e della prefettura di Caltanissetta.
"Gli sfollati aumentano perché la frana non è ferma, quindi continuando a franare il fronte entra sempre più dentro la città, e diventa fondamentale aumentare il numero di evacuati", ha spiegato il capo dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano. "Se l'abitazione è sulla frana", ha spiegato, "non solo non possono rientrarci ora, ma non potranno rientrare più. Questo è uno degli elementi importanti che si accompagna alla compromissione della viabilità." .
Nel pomeriggio ha fatto un sopralluogo il presidente del Parlamento regionale Gaetano Galvagno. "A Niscemi la situazione è estremamente delicata", dice il governatore Renato Schifani. "Stamattina sono scesi gli specialisti della prevenzione nazionale, e la monitoriamo".