in

Tesla: dal culto al concessionario 

Tempo di lettura: < 1 minuto

Negli Stati Uniti, qualcosa si sta incrinando tra i consumatori e il Marchio Tesla. Secondo i dati di Edmunds, pubblicati da Reuters, nelle prime due settimane di marzo le permute di veicoli Tesla – cioè le auto date indietro ai concessionari – sono salite all’1,4% del totale dell’usato, rispetto allo 0,4% dello stesso periodo del 2024.

Un balzo che potrebbe sembrare marginale, ma che per gli analisti segnala una tendenza in crescita: quella di una parte degli americani che inizia a voltare le spalle alla creatura del Divino Elon.

I motivi? Diversi. La lealtà al brand scricchiola, dicono gli esperti, complice il crescente attivismo politico del fondatore e l’incertezza sul valore futuro delle vetture. A questo si aggiunge una domanda in calo: solo l’1,8% degli intervistati a febbraio ha dichiarato di voler acquistare una Tesla, il minimo da ottobre 2022.

Il Divino, intanto, rassicura i dipendenti su X: non vendete, tenete duro, il futuro sarà “incredibilmente brillante”. Intanto, però, la Borsa racconta altro: -50% in tre mesi.

Sarà anche vero che le Tesla in fiamme sui notiziari creano una narrazione tossica, ma resta il fatto che, per molti, quell’auto non è più un sogno. È una permuta.

Gentlemen driver

Federico Ferrero

Direttore Autoappassionati.it

Autore
Autovelox omologati

Autovelox cambia tutto: omologati tutti i modelli dal 2017. Addio ricorsi

FIAT Panda Hybrid 2023

Che auto cercano gli italiani?