Traguardo importante per il progetto di recupero
dell’originalità dei veicoli d’epoca. Il Ministro Salvini sottolinea il valore
culturale del collezionismo: «Un servizio unico al mondo, tra industria e
artigianato».
Il recupero della memoria storica automobilistica italiana
passa per lo stabilimento foggiano dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello
Stato (IPZS). Nella giornata di lunedì 27 aprile, è stata ufficialmente
prodotta la targa storica numero 4.000, un risultato che certifica il
successo di un’iniziativa attesa per decenni dal mondo del collezionismo e
divenuta operativa nel febbraio 2024.
Alla cerimonia di stampa hanno preso parte i vertici delle
istituzioni e degli enti certificatori, a testimonianza di una sinergia che
punta a tutelare un asset fondamentale del Made in Italy.
Il valore della custodia: le parole del Ministro Salvini
Il Vicepremier e Ministro delle Infrastrutture e dei
Trasporti, Matteo Salvini, presente allo stabilimento, ha voluto
ringraziare direttamente i collezionisti, definendoli «custodi di un patrimonio
che appartiene al passato, ma parla al presente e al futuro».
Secondo il Ministro, il rilascio di 4.000 targhe in poco più
di un anno rappresenta un numero rilevante, frutto di una produzione che
definisce «quasi artigianale», nonostante l'impatto industriale. «Abbiamo
migliorato le modalità di presentazione delle istanze – ha aggiunto Salvini – e
siamo certi che la domanda continuerà a crescere grazie alla semplificazione
dei processi».
La sinergia tra Enti e Istituzioni
L'Automotoclub Storico Italiano (ASI) ha partecipato
attivamente all'evento con una delegazione guidata dai Vicepresidenti Ugo
Gambardella e Agnese Di Matteo. Gambardella ha evidenziato come il
traguardo odierno sia il frutto di un impegno corale: «Il lavoro di tutti gli
organi competenti è stato fondamentale per mettere a regime un servizio che non
ha eguali a livello internazionale».
L’occasione è stata utile anche per guardare alle
prospettive future del settore. Il Vicepresidente ASI ha infatti auspicato
l’estensione della certificazione di interesse storico anche ai ciclomotori,
categoria che attualmente non può ancora accedere al rilascio delle targhe
storiche.
Un processo in evoluzione
Il successo dell'iniziativa è legato a una complessa
macchina burocratica e tecnica che vede coinvolti, oltre all'IPZS guidato dal
Presidente Paolo Perrone e dall'Amministratore Delegato Michele
Sciscioli, anche il Dipartimento per i Trasporti e la Motorizzazione
Civile.
Proprio la recente revisione delle procedure burocratiche,
curata dal Capo Dipartimento Stefano Fabrizio Riazzola e dal Direttore
Generale Gaetano Servedio, ha permesso di snellire il servizio,
rendendolo più efficiente per l'utente finale. Un ringraziamento particolare è
stato rivolto anche al supporto politico-normativo garantito dall'Onorevole Giovanni
Battista Tombolato e dal Senatore Stefano Corti, figure chiave sin
dalle fasi embrionali del progetto.
Con il raggiungimento della quota 4.000, l'Italia conferma
la propria leadership nella valorizzazione del motorismo storico, trasformando
un semplice accessorio amministrativo in un tassello fondamentale per la
conservazione dell'identità tecnica e culturale del Paese.