Un mercato diviso esattamente a metà, sospeso tra il
desiderio di mobilità e l'incertezza economica. È questa la fotografia scattata
dall’Osservatorio Compass ("Speciale Auto 2026") e presentata
all'Automotive Dealer Day di Verona, che delinea uno scenario in cui il credito
al consumo non è più solo uno strumento di supporto all'acquisto, ma la vera e
propria chiave di volta per accedere al mercato automobilistico e gestirne le
spese.
Il passo indietro del consumatore
I dati raccontano di un rinnovo del parco auto sempre più
selettivo. Negli ultimi due anni, il 20% degli italiani è riuscito ad
acquistare una vettura, con picchi tra i Millennials (29%) e la classe media
(24%). Tuttavia, a fronte di chi ha finalizzato l'acquisto, vi è un altrettanto
significativo 21% che ha dovuto rinunciare all'investimento. Le ragioni di
questo stop sono prevalentemente di natura economica e colpiscono in modo
sproporzionato le fasce più fragili (31%) e le aree del Sud e delle Isole
(28%).
Il dato più rilevante per gli analisti del settore è il
"quando" avviene la rinuncia: ben il 49% di coloro che hanno
accantonato l'idea lo ha fatto nelle fasi finali del processo di acquisto,
ovvero dopo aver già avviato una trattativa con il concessionario o aver
richiesto un preventivo formale. È il cosiddetto ripensamento dell'"ultimo
miglio", dove il timore di un indebitamento eccessivo frena le intenzioni.
Nonostante ciò, il mercato mostra segnali di resilienza: il 34% degli
intervistati prevede di valutare l'acquisto di un'auto nei prossimi dodici
mesi, un dato in linea con il 2025.
"Il quadro che ci restituisce l’Osservatorio è
quello di un mercato auto nel quale ad ogni acquisto sembra corrispondere una
rinuncia, spesso maturata solo nella fase finale prima della decisione,"
commenta Luigi Pace, Direttore Centrale Marketing e Innovation di Compass.
"Il punto critico non è quindi il desiderio di mobilità, ma la
sostenibilità economica della scelta."
Il peso dei finanziamenti: un mercato da 24 miliardi
L'industria automobilistica si conferma il motore trainante
del credito finalizzato in Italia. Nel 2025, i prestiti erogati per l'acquisto
di vetture tramite i concessionari convenzionati hanno raggiunto la cifra di 23,9
miliardi di euro, rappresentando oltre l'80% del totale del credito al
consumo. Si registra una lieve flessione dei volumi (-2,68% sul 2024), segnale
di un anno caratterizzato da una maggiore selettività del credito più che da
una contrazione strutturale.
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Comparto (Dati 2025)
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Erogato Totale
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Numero Operazioni
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Ticket Medio
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Auto Nuova
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16,59 Mld € (-3,3%)
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840.000 (-5,1%)
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19.750 € (+1,9%)
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Auto Usata
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6,16 Mld € (-1,8%)
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396.000 (-1,2%)
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15.500 €
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Come si evince dai dati CRIF, sul mercato del nuovo cala il
numero delle operazioni ma aumenta l'importo medio finanziato, sintomo di un
rincaro generalizzato dei listini. A livello demografico, la fascia 51-64 anni
continua a guidare il mercato del nuovo, mentre gli under 40, mossi da budget
più ridotti e da una forte sensibilità al prezzo, si orientano decisamente
verso i finanziamenti per l'usato.
L'avanzata del "Buy Now Pay Later" per la manutenzione
Il credito non serve solo a mettere l'auto in garage. Una
delle evidenze più allarmanti dell'Osservatorio riguarda le spese di gestione,
che gravano pesantemente sul bilancio di 3 italiani su 4 (77%). Questo peso si
traduce in un rischio per la sicurezza stradale: nell'ultimo anno, un
automobilista su cinque (20%) ha dichiarato di aver posticipato interventi di
manutenzione per mancanza di fondi, percentuale che sale al 42% tra i ceti
più fragili.
In questo contesto subentra con forza la formula del Buy
Now Pay Later (BNPL). Originariamente diffuso nell'e-commerce, questo
strumento di dilazione dei pagamenti sta trovando terreno fertile
nell'after-sales automobilistico. Ben il 59% degli italiani (con punte del 74%
tra la Gen Z) lo considera essenziale per affrontare le spese ricorrenti:
tagliandi, rinnovo delle polizze assicurative, manutenzioni straordinarie e
cambio pneumatici.
Dilazionare le spese non è solo una toppa alle difficoltà
economiche, ma un incentivo alla cura del veicolo. Il 25% degli italiani
ammette infatti che la possibilità di usare il BNPL li spingerebbe a investire
di più e in modo più tempestivo nel mantenimento della propria vettura, con
evidenti ricadute positive sulla sicurezza generale del parco circolante
nazionale.