Il
panorama della mobilità urbana su quattro ruote, seppur piccole, si arricchisce di una nuova, sorprendente protagonista:
Linktour Alumi. Distribuita in Italia in esclusiva da ATFlow (società del Gruppo Autotorino), questa minicar elettrica si distingue nettamente dalla concorrenza grazie a scelte ingegneristiche all'avanguardia e a una
qualità costruttiva di stampo spiccatamente automobilistico.
La vera rivoluzione parte dallo scheletro del veicolo. Abbandonando le tradizionali strutture in tubi d'acciaio saldati, Linktour ha adottato la filosofia "From Can to Car", realizzando un'innovativa scocca portante in alluminio rigenerato (equivalente a circa 7.000 lattine); se ci fai il caso, il nome è un chiaro riferimento al tredicesimo elemento della tavola periodica. Questa soluzione permette una riduzione del peso del 45% rispetto all'acciaio e un notevole risparmio energetico nella lavorazione. A ciò si unisce, in anteprima mondiale per la categoria L-Series, l'architettura Cell-to-Body (CTB), che integra il pacco batteria direttamente nel telaio, abbassando il baricentro e ottimizzando gli spazi. L'offerta si articola su due modelli: la Alumi L6e (guidabile dai 14 anni con patentino AM, max 45 km/h) e la più performante Alumi Elite L7e (guida a 16 anni, max 90 km/h).
Analizziamo subito i prezzi, estremamente competitivi, per poi passare a una descrizione di cosa propone la Alumi fuori e dentro. Infine, le impressioni di guida dopo questo primo contatto sull'asfalto, caldo, milanese.
I prezzi per l'Italia subito competitivi
In un segmento che vede sempre più player competere, con fasce di prezzo eterogenee, Linktour Alumi si posiziona con un listino trasparente e dotazioni di serie che giustificano la spesa, allineandosi alle proposte premium del settore. La gamma sarà disponibile entro il mese di settembre presso i concessionari selezionati in sei allestimenti.
Per i modelli della gamma L6e:
- Alumi: 9.450 euro
- Alumi Plus (disponibile a partire da fine 2026): 11.990 euro
- Alumi Pro: 12.990 euro
Per i modelli della gamma L7e:
- Alumi Elite: 12.990 euro
- Alumi Elite Plus (disponibile a partire da fine 2026): 13.990 euro
- Alumi Elite Pro: 14.990 euro
La messa su strada ha un importo di 600 euro, mentre la
colorazione esterna metallizzata (Nero Stellato, Verde Germoglio, Grigio Roccia) ha un prezzo al pubblico di 500 euro, Iva inclusa. Al momento non sono attive promozioni per il lancio, ma conviene tener monitorato il
sito ufficiale specialmente a ridosso del fine estate.
Com'è fatta fuori e dentro
Esteticamente, la Linktour Alumi sfoggia un design aerodinamico e slanciato. Con i suoi 2,68 metri di lunghezza, vanta porte frameless (senza cornice), un elegante lunotto integrato con tetto panoramico continuo e fari LED Matrix 3D che impreziosiscono il frontale. Molto originale l'idea della "Gallery on Wheels", una superficie esterna intercambiabile che permette una forte personalizzazione del fianco della vettura in base ai propri gusti o all'umore. Le colorazioni di lancio rendono omaggio ai paesaggi italiani: dal Bianco Luna al Verde Germoglio. C'è un modo molto rapido per distinguere la L6e dalla più performante L7e: sopra l'abitacolo della seconda, infatti, c'è un piccolo spoiler ceh denota una cura aerodinamica che non ci si aspetta da un costruttore di microcar.
È, però, aprendo le portiere che si resta maggiormente sorpresi: l'abitacolo Eco-Friendly non ha nulla da invidiare a un'utilitaria, con materiali soft-touch e sedili ampiamente regolabili con un angolo di reclinazione fino a 169°. Lo spazio è ottimo e il bagagliaio stupisce con i suoi 320 litri di capacità, perfetti per ospitare fino a 2 trolley di medie dimensioni. Il tasso tecnologico è da prima della classe: cruscotto digitale da 5 pollici e, sugli allestimenti Plus e Pro, display centrale touch da 10,25" con Apple CarPlay e Android Auto wireless. Immancabile la comodità dell'aria condizionata (caldo/freddo) e le prese USB-C da 60W per la ricarica rapida, un lusso raro in questa categoria. Sull'aria condizionata, però, non tutte le versioni ne sono dotate. Anche lo schermo centrale è ad appannaggio delle versioni medio e alto di gamma. Rispetto ad Ami e Topolino, è comunque un vantaggio: le sfidanti di Stellantis non offrono questi accessori neanche a pagamento.
L'ho guidata nel traffico di Milano, che differenza tra le due "omologazioni"
La vera prova del nove è arrivata calandosi nel caotico traffico milanese. Sin dai primi metri, la rigidità strutturale e la leggerezza garantita dall'alluminio si fanno sentire positivamente: la vettura risulta maneggevole e reattiva.
Al volante della versione L6e (batteria LFP da 7,2 kWh), si apprezza immediatamente la risposta fluida e la silenziosità del motore elettrico al semaforo. I 45 km/h di punta sono perfetti per la cerchia cittadina, e il raggio di sterzata di appena 4,5 metri trasforma la ricerca del parcheggio o le inversioni di marcia in passaggi stretti in manovre di una semplicità disarmante. Con un'autonomia di 120 km nel ciclo WMTC, la ricarica diventa un'esigenza saltuaria e si completa in circa 4 ore in corrente alternata.
Passando alla Alumi Elite (L7e), il ritmo cambia decisamente. Il motore da 10 kW nominali (con picchi fino a 23 kW in modalità Sport) e la batteria da 12,96 kWh offrono uno scatto vibrante: lo 0-50 km/h viene coperto in soli 5,5 secondi in modalità Sport. L'allungo fino a 90 km/h, che chi scrive non ha avuto modo di provare girando prevalentemente in città, la rende ideale per imboccare strade di scorrimento veloce o affrontare percorsi extraurbani senza alcun timore, anche grazie alla capacità di superare pendenze fino al 35%. Infine, la dotazione di sicurezza avanzata (ABS, EBD, Brake Assist e servosterzo elettrico EPS) restituisce un'esperienza di guida matura e confortevole.
Di entrambe, infine, ho apprezzato il sentirsi a bordo di una vera automobile, seppur mini. Le tasche delle portiere permettono di ospitare anche una bottiglietta, cosa non scontata, e già alla chiusura si ha quella sensazione tipica di un'auto...normale. Mi è piaciuta la pulsantiera per la regolazione fisica della temperatura e, pur essendo salito su due versioni al top della dotazione, trovare rivestimenti così morbidi al tatto e senza troppi scricchiolii non può che essere sinonimo di prova superata. Con questi prezzi, e con una gamma che si sta evolvendo, non stupirti se ne vedrai circolare un numero sempre maggiore nei congestionati centri cittadini sempre più allergici alle auto...quelle che si guidano con la patente B.