Di fronte al costante rialzo dei listini alla pompa e
all'inefficacia dei tagli temporanei, la Federazione Italiana Benzinai chiede
una svolta radicale: l'introduzione di un prezzo amministrato dallo Stato per
azzerare le speculazioni.
L'attacco alle misure governative: "Il taglio è un'illusione"
Le misure adottate dall'esecutivo per calmierare i prezzi
dei carburanti continuano a far discutere operatori del settore e consumatori.
Al centro del dibattito vi sono le recenti dichiarazioni di Giuseppe Sperduto,
presidente della Federazione Italiana Benzinai, che ha analizzato l'impatto
dell'ultimo intervento statale — la riduzione temporanea delle accise sul
gasolio pari a 17 centesimi al litro, in scadenza nei primi giorni di agosto.
Secondo la rappresentanza della categoria, gli interventi
congiunturali sulle accise si sono rivelati del tutto inefficaci. Il
progressivo e costante aumento delle quotazioni internazionali del greggio ha
infatti assorbito in breve tempo i benefici dello sconto fiscalizzato,
vanificandone la portata reale per gli automobilisti e lasciando margine a
condotte speculative lungo la catena distributiva.
La proposta: prezzo fisso amministrato per bloccare la speculazione
Per interrompere quello che descrive come un circuito
vizioso, Sperduto propone una soluzione di rottura: l'adozione di un prezzo
amministrato direttamente dal Governo, uniforme su tutto il territorio
nazionale.
«Lo sconto sulle accise è un'illusione: con il continuo
rialzo del petrolio si finisce soltanto per rincorrere il mercato. Fissare un
prezzo unico e deciso dalle Istituzioni permetterebbe di stabilizzare i
listini, garantendo trasparenza, equità ed evitando speculazioni.»
— Giuseppe Sperduto, Presidente della Federazione
Italiana Benzinai
Rispondendo alle polemiche che spesso vedono i gestori degli
impianti accusati di non applicare le riduzioni di prezzo, la Federazione
ribadisce l'estraneità dei singoli benzinai nella determinazione dei prezzi
finali alla pompa. Le decisioni tariffarie risalgono infatti a monte della
filiera commerciale, in capo alle grandi compagnie petrolifere e alle
quotazioni del greggio sui mercati internazionali.
I dati sui rincari: ad agosto stangata da un miliardo per le vacanze
A confermare la pressione economica sulle famiglie
intervengono le rilevazioni del Centro di formazione e ricerca sui consumi
(CRC), che evidenziano una forte disparità di aumento tra le diverse tipologie
di carburante:
- Diesel:
è l'alimentazione più penalizzata, con un costo per il pieno aumentato del
26% su base annua, pari a circa 43 centesimi al litro in più.
- Benzina:
registra un incremento del 16,5% nel confronto con lo stesso
periodo del 2025.
La coincidenza di questi picchi tariffari con il mese di
agosto — periodo clou delle partenze estive — si tradurrà, secondo le stime del
CRC, in un extra-costo complessivo di un miliardo di euro a carico dei
cittadini italiani per i soli rifornimenti di viaggio, spinto dall'impatto
delle tensioni geopolitiche sui mercati energetici.