Caro-carburanti, la proposta dei benzinai è shock, ma potrebbe essere la soluzione definitiva

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04 agosto 2026, 10.36
sciopero benzinai
Di fronte al costante rialzo dei listini alla pompa e all'inefficacia dei tagli temporanei, la Federazione Italiana Benzinai chiede una svolta radicale: l'introduzione di un prezzo amministrato dallo Stato per azzerare le speculazioni.

L'attacco alle misure governative: "Il taglio è un'illusione"

Le misure adottate dall'esecutivo per calmierare i prezzi dei carburanti continuano a far discutere operatori del settore e consumatori. Al centro del dibattito vi sono le recenti dichiarazioni di Giuseppe Sperduto, presidente della Federazione Italiana Benzinai, che ha analizzato l'impatto dell'ultimo intervento statale — la riduzione temporanea delle accise sul gasolio pari a 17 centesimi al litro, in scadenza nei primi giorni di agosto.
Secondo la rappresentanza della categoria, gli interventi congiunturali sulle accise si sono rivelati del tutto inefficaci. Il progressivo e costante aumento delle quotazioni internazionali del greggio ha infatti assorbito in breve tempo i benefici dello sconto fiscalizzato, vanificandone la portata reale per gli automobilisti e lasciando margine a condotte speculative lungo la catena distributiva.

La proposta: prezzo fisso amministrato per bloccare la speculazione

Per interrompere quello che descrive come un circuito vizioso, Sperduto propone una soluzione di rottura: l'adozione di un prezzo amministrato direttamente dal Governo, uniforme su tutto il territorio nazionale.
«Lo sconto sulle accise è un'illusione: con il continuo rialzo del petrolio si finisce soltanto per rincorrere il mercato. Fissare un prezzo unico e deciso dalle Istituzioni permetterebbe di stabilizzare i listini, garantendo trasparenza, equità ed evitando speculazioni.»
Giuseppe Sperduto, Presidente della Federazione Italiana Benzinai
Rispondendo alle polemiche che spesso vedono i gestori degli impianti accusati di non applicare le riduzioni di prezzo, la Federazione ribadisce l'estraneità dei singoli benzinai nella determinazione dei prezzi finali alla pompa. Le decisioni tariffarie risalgono infatti a monte della filiera commerciale, in capo alle grandi compagnie petrolifere e alle quotazioni del greggio sui mercati internazionali.

I dati sui rincari: ad agosto stangata da un miliardo per le vacanze

A confermare la pressione economica sulle famiglie intervengono le rilevazioni del Centro di formazione e ricerca sui consumi (CRC), che evidenziano una forte disparità di aumento tra le diverse tipologie di carburante:
  • Diesel: è l'alimentazione più penalizzata, con un costo per il pieno aumentato del 26% su base annua, pari a circa 43 centesimi al litro in più.
  • Benzina: registra un incremento del 16,5% nel confronto con lo stesso periodo del 2025.
La coincidenza di questi picchi tariffari con il mese di agosto — periodo clou delle partenze estive — si tradurrà, secondo le stime del CRC, in un extra-costo complessivo di un miliardo di euro a carico dei cittadini italiani per i soli rifornimenti di viaggio, spinto dall'impatto delle tensioni geopolitiche sui mercati energetici.
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