Dopo aver presentato la
ID.Polo, la nuova era delle elettriche della Casa tedesca continua con l’inedita
Volkswagen ID.Cross. Dopo il buon successo della T-Cross, il SUV più compatto della Casa di Wolfsburg,
per la prima volta Volkswagen affianca al suo SUV più piccolo una variante 100% elettrica. L’obiettivo posto per questo nuovo B-SUV da 4,15 metri è ambizioso: democratizzare la mobilità a zero emissioni nel segmento più combattuto del mercato, con un
prezzo d’attacco inferiore ai 30.000 euro.
Come per la ID.Polo e per la cugina Skoda Epiq, presentata qualche settimana fa e che ho visto in anteprima, anche la Volkswagen ID.Cross è realizzata sulla nuova piattaforma elettrica MEB+ nella sua versione a trazione anteriore,proponendo due tagli di batteria e tre livelli di potenza, per autonomie della gamma comprese, secondo i dati Volkswagen, tra i 300 e i 430 km.
Come per la sorellina, con questa ID.Cross VW è voluta tornare ai suoi pilastri: stile semplice, maturo ma simpatico, interni ben fatti e razionali, con tanta tecnologia ma altrettanta ergonomia, tanto spazio e una dinamica di guida piacevole, con tecnologie di bordo da vettura di segmento superiore. Sono andato ad Amburgo per scoprire la nuova Volkswagen ID.Cross, com’è fatta e quali sono le sue caratteristiche peculiari.
Quanto costa?
La strategia di Volkswagen per la ID. Cross punta fortemente sull'accessibilità, posizionando il SUV a un prezzo di partenza del tutto simile all’attuale T-Cross termico. Se, infatti, il più piccolo dei SUV della Casa tedesca parte da 27.200 euro in versione base con motore 1.0 TSI da 95 CV e cambio manuale, il listino ufficiale della Volkswagen ID. Cross (che non è ancora stato divulgato, ndr.) dovrebbe partire da poco meno di 28.000 euro per la versione d’accesso, la Trend con batteria da 37 kWh LFP. Come visto su altre neonate elettriche del brand, infatti, anche la ID.Cross ha riaccolto gli allestimenti storici della Casa, e si articolerà su tre livelli di equipaggiamento: Trend, Life e Style.
Nello specifico, la versione d'accesso Trend non prevede grandi compromessi, includendo di serie la ricarica rapida in corrente continua (DC) a 90 kW. Salendo di livello con gli allestimenti Life e Style, si aggiungono dettagli come i cerchi in lega da 18 pollici, il climatizzatore automatico bi-zona, i fari LED Matrix IQ.Light, e sistemi avanzati di assistenza alla guida come il Connected Travel Assist, ora in grado di riconoscere e reagire anche ai semafori rossi. La più completa è, sicuramente, la top di gamma Style, proposta inizialmente con il motore più potente da 211 CV e la batteria da 52 kWh, che riesce ad offrire la guida autonoma di Livello 2, i fari Matrix e la tecnologia di bordo ad un prezzo inferiore ai 40.000 euro.
A livello di allestimenti, la Trend è proposta unicamente con il powertrain da 115 CV e batteria LFP da 37 kWh, mentre sia le più ricche Life e Style sono disponibili sia con il motore più potente da 135 CV e la batteria più piccola che con la batteria NMC e il motore da 211 CV. Su tutte le varianti, infine, sono di serie il display dell’infotainment da 12,9 pollici e il quadro strumenti digitale da 10,25 pollici.
Com'è fatta fuori
Esteticamente, la ID.Cross introduce il nuovo linguaggio stilistico del marchio denominato Pure Positive, che segna un vero e proprio ritorno al passato per la Casa di Wolfsburg. Se, infatti, con la prima generazione delle sue elettriche VW aveva scelto un’estetica più simpatica, tondeggiante e originale, con questa seconda “infornata” di elettriche tornano delle linee più spigolose, rigorose, più vicine alla tradizione delle grandi Volkswagen del passato.
A livello dimensionale, la ID.Cross è leggermente più grande della T-Cross che affianca: dai 4,14 metri della T-Cross, qui si sale a 4,15 metri, mentre la larghezza sale di 2 cm (1,78 metri) e l’altezza da terra rimane sostanzialmente invariata a 1,58 metri. Dalla cugina a benzina, la ID.Cross riprende un look squadrato e muscoloso, ma sempre piuttosto compatto, capace di dare un senso di robustezza e durabilità senza sembrare troppo serioso.
Il frontale è dominato da una firma luminosa a LED orizzontale che unisce i fari sottili al logo VW centrale. Come sulle altre Volkswagen, il logo è illuminato quando sono presenti i fari Matrix LED IQ.Light, ma anche sulle altre versioni prive di questa soluzione il frontale è sempre simpatico e riconoscibile. Il paraurti anteriore è quasi interamente carenato, con solamente delle prese d’aria nella parte inferiore per raffreddare i pacchi batteria, ed è piuttosto verticale. Unito all’altezza del cofano generosa e alle forme squadrate dell’anteriore, questa ID.Cross appare come un B-SUV maturo, “da grande”.
Lateralmente, il profilo è caratterizzato da un generoso passo di 2,60 metri, merito della furba piattaforma modulare MEB+. Il montante anteriore è scuro, facendo apparire il tetto flottante quando scelto in tonalità bicolore, mentre il montante C riprende il profilo a L ripreso dalla stessa Polo e dalla mitica Golf. C’è poi spazio per una citazione ai modelli con motore raffreddato ad aria del passato: qui, infatti, trovano sempre posto tre feritoie orizzontali, che richiamano proprio le prese d’aria presenti, ad esempio, sul mitico “Bulli”, il pulmino reincarnato dal divertente ID.Buzz.
In coda, invece, la ID.Cross continua la tradizione di un posteriore squadrato come la cugina T-Cross. Qui non ci sono lunotti inclinati o linee simil-coupé, quanto un look “boxy”, molto rigoroso, che viene interrotto da una banda rossa trasversale. Sugli allestimenti d’accesso, la barra è catarifrangente come sulla T-Cross, mentre sulle ID.Cross più ricche c’è una barra luminosa continua e si integra anche in coda il logo Volkswagen retroilluminato in rosso, un altro dettaglio che certifica un certo family feeling con le ultime creazioni del Centro Stile VW. Quando sono presenti le barre sul tetto, queste non hanno solamente un ruolo estetico: sono vere e proprie barre rigide, in grado di reggere anche una tenda da tetto.
Com'è fatta dentro
A livello di interni, la Volkswagen ID.Cross ha due scogli da superare. Il primo è rappresentato dalla qualità costruttiva non eccelsa della T-Cross termica, migliorata (ma non “aggiustata”) con il restyling del 2024. Il secondo e più grande ostacolo è, o meglio era, il layout delle elettriche di prima generazione di Wolfsburg, criticate per un’ergonomia inferiore alle aspettative e una qualità costruttiva lontana dai livelli a cui Volkswagen ci aveva abituato.
Su questa ID.Cross, in realtà, c’è ancora spazio per qualche materiale rigido, soprattutto su pannelli porta e parte alta della plancia. In Volkswagen, però, hanno lavorato bene come sulla ID.Polo, utilizzando materiali differenti per sensazione ed estetica rispetto alla classica plastica. Parte di plancia e pannelli porta, ad esempio, utilizzano un tessuto tecnico dal feeling più che buono, e tutto ciò che è a portata di mano è bello da vedere e da utilizzare. Derivata pesantemente dalla ID.Polo, la ID.Cross condivide con la cugina il layout di quadro strumenti e infotainment, entrambi a sbalzo e “appoggiati” su un pannello in plastica dal colore e dalla finitura differenti dal resto della plancia, almeno sulla versione top di gamma Style.
A differenziare la ID.Cross dalla ID.Polo sono i dettagli: le bocchette del clima ai lati della plancia, ad esempio, sono a sviluppo verticale (sono orizzontali sulla ID.Polo), e lo spazio sopra la testa è superiore sul B-SUV di Wolfsburg. Per il resto, le due vetture sono sostanzialmente sovrapponibili, con gli stessi punti di forza e limiti. L'abitacolo della ID. Cross smentisce le dimensioni esterne da compatta, offrendo un'abitabilità superiore a quella della controparte termica, la T-Cross. La plancia ha uno sviluppo orizzontale molto pulito, dominata al centro da un display touch per l'infotainment da ben 12,9 pollici. Il conducente ha davanti a sé un cruscotto digitale da 10,25 pollici, che nasconde una divertente chicca: la vista Rétro, che replica la grafica degli strumenti della storica Golf I. L’interfaccia Retro non è un’esclusiva della ID.Cross, in quanto è presente su tutte le altre elettriche Volkswagen di nuova generazione, ma è una trovata divertente per rendere più personale la vettura.
Al centro della consolle centrale, poi, troviamo dei pratici e piacevoli tasti fisici a pianoforte per gestire il climatizzatore, le luci di emergenza e, più in basso, persino un rotore per gestire il clima. Niente più cursori capacitivi, né alla base del display né sul volante, a due razze e dallo stile più caldo e classico. Anche i pannelli porta sono stati rivisti con alzacristalli fisici per tutti e quattro i finestrini, e una maniglia per l’apertura della portiera piuttosto originale. Bene anche la visibilità del quadro strumenti, mentre il nuovo sistema MIB3 è più moderno, più rapido e privo di lag e incertezze, per lo meno in questi esemplari di preserie.
Lo spostamento della leva del cambio sul piantone dello sterzo ha liberato spazio sul tunnel centrale, con generosi portaoggetti e portabicchieri e, sulle versioni più ricche, il pad per la ricarica wireless. Sorprendente la capacità di carico: il bagagliaio posteriore offre 475 litri (con un ampio pozzetto inferiore), a cui si aggiunge un inedito frunk anteriore da 22 litri, alla prima applicazione su una Volkswagen, perfetto per riporre i cavi di ricarica. Per chi cerca il massimo, sono disponibili chicche uniche per il segmento, come l'impianto audio Harman Kardon da 425 Watt con 10 altoparlanti e subwoofer sotto il pianale di carico (che riduce un po’ lo spazio nel pozzetto) e i sedili anteriori con funzione massaggio pneumatico a 12 vie. Lo spazio, infine, è generoso sia davanti che dietro, con una posizione di guida più alta e rialzata rispetto alla ID.Polo. La personalità della ID.Cross, quindi, non è marcatissima, in quanto l’abitacolo è del tutto simile alla cuginetta “rasoterra”, ma lo spazio in più e la ottima dotazione tecnologica può far dimenticare l’assenza di una spiccata unicità.
Meccanica e motori: due batterie e tre livelli di potenza
Anche a livello meccanico, la ID.Cross è pesantemente derivata dalla cugina ID.Polo, con la quale condivide quasi interamente pianale e soluzioni tecniche. La principale differenza, oltre all’altezza da terra maggiorata a 14 cm, è la presenza di una sospensione posteriore leggermente differente. Lo schema della piattaforma meccanica MEB+ sulla quale questa ID.Cross è realizzata è uguale per tutti i modelli di segmento B: motore anteriore, trazione anteriore, sospensioni McPherson all’anteriore e a ponte torcente dietro. Sulla ID.Cross, Volkswagen ha adottato un ponte rigido posteriore leggermente diverso rispetto alla ID.Polo, un po’ più ricercato (e utilizzato, per questo, anche dalla ID.Polo GTI). Questa discrepanza si vede nelle dimensioni del passo, che variano di soli 2 millimetri: 2.599 mm la Polo, 2.601 mm la ID.Cross.
A parte questa leggerissima differenza, il resto è condiviso con tutte le vetture con piattaforma MEB+ e trazione anteriore. Sotto il cofano anteriore, infatti, troviamo il nuovo motore APP290, sviluppato internamente e capace, su tutte le versioni, di una coppia massima di picco di 290 Nm (da cui deriva, tra l’altro, il nome).
Come per le cugine Skoda Epiq, Cupra Raval e VW ID.Polo, anche la ID.Cross è proposta con tre livelli di potenza e due batterie. La batteria d’attacco (che, come per tutte le sorelle, andrà in produzione solamente nel corso del 2027) ha una capacità di 37 kWh e utilizza chimica LFP, una prima assoluta per il marchio Volkswagen. La versione d’accesso Trend ha una potenza di 115 CV, che le consente, secondo i dati iniziali divulgati da Volkswagen, di percorrere 316 km. La stessa autonomia è attribuita alla variante da 135 CV, offerta con gli allestimenti Life e Style, leggermente più vivace e con la stessa batteria LFP da 37 kWh.
La versione più potente, nonché la prima ad arrivare sul mercato, è quella con batteria da 52 kWh e chimica NMC e motore anteriore portato a ben 211 CV. Le prestazioni dovrebbero essere molto vivaci, con un’accelerazione 0-100 km/h inferiore agli 8 secondi, mentre l’autonomia è decisamente superiore. Secondo i dati VW, la ID.Cross con batteria più grande può fare fino a 436 km con una singola ricarica. Numeri alla mano, la ID.Cross ha un’autonomia sostanzialmente paragonabile a quella della ID.Polo: il merito è anche del peso, pressoché identico tra le due compatte (siamo, per entrambe, a cavallo tra i 1.550 e i 1.650 kg).
Per quanto riguarda la ricarica, le versioni da 37 kWh hanno una potenza massima in corrente continua di 90 kW, per un passaggio dal 10 all’80% in 27 minuti, mentre quella da 52 kWh alza la potenza in DC a 105 kW, non esagerata, per un tempo di 24 minuti tra il 10 e l’80%. Non manca la tecnologia V2L Vehicle-to-Load, che permette di ricaricare o alimentare veicoli o dispositivi attraverso la presa di ricarica dell’auto, mentre è molto importante per il marchio VW la capacità di traino, che per la versione da 52 kWh è di 1.200 kg.
Come per le altre vetture su base MEB+ a trazione anteriore, vista l’assenza del motore posteriore fanno il loro ritorno i freni a disco sull’asse dietro, assenti sulle MEB a trazione posteriore, mentre non manca la funzione One-Pedal, che permette all’auto di rallentare con vigore fino a fermarsi semplicemente lasciando l’acceleratore, recuperando energia in rilascio e nei rallentamenti.
Come successo per la cugina Epiq e per la sorellina ID.Polo, anche in questo caso questa Volkswagen ID.Cross non sostituisce in toto un modello a benzina, ma lo affianca, proponendo al mercato la scelta tra un modello ancora apprezzato (seppur, va detto, non più giovanissimo) e la nuova vettura 100% elettrica. La competizione, in questo segmento, si fa sempre più agguerrita: tra i B-SUV elettrici ci sono le vetture del Gruppo Stellantis, gli ottimi prodotti di Renault e le sempre più credibili cinesi, con modelli come la BYD Atto 2 e la Leapmotor B03X in continua ascesa. Riuscirà la ID.Cross a convincere e a rimettere Volkswagen sulla giusta strada?