La società del Gruppo Enel elimina le fasce orarie sul
contactless e punta sulla trasparenza del prezzo unico. La semplificazione del
servizio si scontra con i costi della ricarica rapida: per un'auto da 60 kWh
servono quasi 50 euro per percorrere meno di 450 km reali.
Prezzo unico, ma il conto resta salato
Dal 1° agosto 2026, Ewiva — l'operatore del Gruppo Enel
dedicato alle infrastrutture ad alta potenza (HPC) — ha introdotto un
aggiornamento del proprio piano tariffario. Per gli utenti che scelgono la
modalità di pagamento diretto alla colonnina tramite carta di credito, debito o
dispositivi digitali, la tariffa viene unificata a 0,80 €/kWh (IVA inclusa)
senza più vincoli orari.
L'iniziativa, presentata come un passo avanti verso la
trasparenza e l'accessibilità del servizio, solleva dubbi sull'effettiva
convenienza economica per chi viaggia su lunghe percorrenze e deve affidarsi
alla rete di ricarica pubblica ultraveloce.
I conti in tasca agli e-driver: la matematica della colonnina
Analizzando l'impatto economico reale di questa tariffa
sulla quotidianità degli automobilisti, l'ipotetico risparmio della mobilità a
zero emissioni mostra limiti evidenti quando si abbandona la ricarica
domestica:
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Parametro
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Valore / Impatto
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Tariffa contactless diretta
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0,80 €/kWh (IVA inclusa, senza fasce orarie)
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Capacità batteria media (Segmento C/SUV)
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60 kWh
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Costo totale per un rifornimento completo (0-100%)
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48,00 €
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Autonomia reale media stmata
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< 450 km (variabile in base al percorso
autostradale)
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Costo per 100 km
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~10,70 € – 12,00 €
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A queste cifre, un «pieno» da quasi 50 euro per
un'autonomia effettiva che raramente supera i 400–450 km (specialmente nei
trasferimenti autostradali a velocità di codice) posiziona la ricarica ad alta
potenza su livelli di spesa del tutto equiparabili — e in taluni casi superiori
— a quelli dei tradizionali motori termici ad alta efficienza.
Rete in espansione e nodo interoperabilità
Contestualmente al listino retail diretto, Ewiva ha
confermato un adeguamento delle tariffe dedicate ai Mobility Service
Provider (MSP) interoperabili, ossia le app e le piattaforme di gestione di
terze parti.
"L'obiettivo è offrire agli e-driver un'esperienza di
ricarica sempre più semplice, trasparente e accessibile, continuando al tempo
stesso a investire nell'ampliamento della rete." — Ewiva, Nota
Ufficiale
Con oltre 1.800 punti di ricarica distribuiti in circa
500 stazioni sul territorio nazionale, l'operatore continua a potenziare la
propria presenza infrastrutturale. Se da un lato la possibilità di pagare al
POS (con circuiti Visa, Mastercard, VPay, Maestro, Apple Pay e Google Pay)
abbatte la barriera delle applicazioni mobili e della registrazione
obbligatoria, dall'altro la soglia di 0,80 €/kWh conferma che la
ricarica ultraveloce sulla rete di grande viabilità resta un servizio di fascia
premium dal costo non trascurabile.