Monterey le aste e il mercato, sono stati
termometro di come sta cambiando la fisonomia dell’acquirente di automobili con
prezzi a sei zeri: sempre più giovani, spesso imprenditori che hanno costruito il
loro patrimonio in settori fino a vent’anni inesistenti e non necessariamente
desiderano le stesse automobili dei collezionisti che li hanno preceduti.
Jens Sverdrup, Executive Chairman di Zenvo,
ce lo spiega alla Zenvo House, davanti alle due Aurora: «I clienti più giovani
sono decisamente orientati verso la Agil, mentre i collezionisti e i driver più
maturi guardano soprattutto alla GT». Così, invece di cercare un compromesso,
il costruttore danese ha scelto di costruire due interpretazioni profondamente
diverse della stessa hypercar.
La Aurora Agil è quella estrema: 1.360 kg
di peso a secco, 1.450 CV, aerodinamica attiva e 800 kg di carico a 250 km/h. È
omologata per la strada, ma nasce pensando soprattutto alla pista.
La Tur cambia filosofia: è una GT da 1.850
CV e 1.700 Nm capace, secondo i dati dichiarati, di raggiungere i 420 km/h e
passare da 0 a 400 in 17 secondi. Numeri da prototipo da record dentro
un'automobile pensata anche per affrontare lunghi viaggi.
Alla base c'è lo stesso V12 Mjølner di 6,6 litri,
quattro turbo, sviluppato con Mahle Powertrain. Da solo eroga 1.250 CV e arriva
a 9.800 giri. Sulla Tur lavora insieme a tre motori elettrici, uno integrato
nella trasmissione e due sull'asse anteriore, portando la potenza complessiva a
1.850 CV. Ma la cosa più curiosa si scopre sedendosi nell'abitacolo.
Qui la tecnologia sembra quasi chiedere il
permesso prima di mostrarsi. Davanti al driver c'è un display digitale che,
quando servono navigazione, telefono o Apple CarPlay, offre tutto quello che ci
si aspetta da un'auto del 2026. Poi lo si può ruotare. Lo schermo scompare e
davanti rimane una configurazione completamente analogica.
Non è un'hypercar analogica perché rinuncia alla
tecnologia. È analogica perché cerca di nasconderla.
Il life motive che racconta bene anche l'estetica della Aurora. Superfici
pulite, elementi sovrapposti, carbonio, pelle e un'atmosfera che ricorda quella
di un cockpit aeronautico. L'abitacolo può inoltre cambiare radicalmente
carattere attraverso materiali e finiture, dall'Alcantara agli elementi rose
gold.
Dietro tutto questo, però, non c'è solo passione.
«Prima di tutto c’è amore, certamente, è un passion project. Ma deve anche essere
monetizzato», spiega Sverdrup.
Il progetto è stato concepito nel 2022 ed è
entrato realmente a pieno regime nel 2024. Zenvo ha investito molto sulla nuova
piattaforma proprio perché tecnologie e soluzioni sviluppate per Aurora possano
essere utilizzate anche sui modelli futuri, abbassandone i costi di sviluppo.
Aurora, insomma, non vuole essere soltanto
un'altra hypercar costruita in pochissimi esemplari. È la base sulla quale
Zenvo vuole costruire la propria prossima fase industriale.
La produzione rimarrà comunque per pochi: 50
Tur e altrettante Agil, tutte assemblate a mano in Danimarca, con un prezzo
che parte da 2,95 milioni di euro. Le prime consegne sono previste nella
seconda metà del 2027.
Cento automobili in tutto, ma rivolte a clienti
che stanno cambiando. Da una parte il collezionista che vuole una GT capace di
attraversare un continente a velocità impossibili, dall'altra la new generation
che cerca soprattutto emozioni e pista.
Due modi diversi di spendere quasi tre milioni di
euro. Zenvo, nel dubbio, ha costruito un'auto per ciascuno.