"Troppo cattiva per nascere": l’antenata della Alfa Junior era un SUV Coupé da 250 CV bloccato da Marchionne (e da Abarth)

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13 febbraio 2026, 10.43
Alfa Romeo Junior Project 955 dinamica anteriore grigia della vettura
Render di Juan Manuel Diaz
L'ex designer del Biscione apre ancora gli archivi segreti: ecco la versione "Cross" della MiTo che avrebbe anticipato le mode di 15 anni. Ma il progetto fu fermato per non danneggiare il rilancio dello Scorpione.
Se la MiTo Cabrio è un rimpianto "romantico", quello che Juan Manuel Diaz ha svelato nelle scorse ore ha il sapore amaro dell'occasione strategica mancata. L'ex designer di Alfa Romeo ha pubblicato sui social, grazie all'ausilio delle moderne ricostruzioni con Intelligenza Artificiale, le immagini di una Cross Coupé su base MiTo. Un progetto radicale, sviluppato tra il 2006 e il 2008, che avrebbe potuto cambiare le sorti del segmento B premium molto prima dell'esplosione della moda dei SUV sportivi.

Il "Progetto 955 Junior" e la famiglia mai nata

Alfa Romeo Junior Project 955 suv cross coupé modellino posteriore
Tutto nasce nel 2006, quando il board del design chiese a un ristretto team di creativi di immaginare una vera e propria "famiglia" di veicoli basata sulla piattaforma della futura MiTo (codice interno Project 955 "Junior"). L'idea era quella di non limitarsi alla sola compatta a tre porte, ma di espandere la gamma con declinazioni più audaci.
Tra le proposte emerse, spiccava questa Cross Coupé: una vettura che Diaz descrive come una "reskin" completa della carrozzeria, caratterizzata da linee aggressive, sculture muscolari e un carattere "quasi ribelle". Non una semplice MiTo rialzata, ma un modello con una personalità propria, pensato per essere "piccolo nelle dimensioni, ma sfacciatamente audace".

I 250 CV e il problema dei "7 milioni"

alfa romeo mito gta concept 1
Il cuore pulsante di questo progetto era una piattaforma ad alte prestazioni capace di gestire fino a 250 CV. Questa architettura era la stessa destinata alla leggendaria MiTo GTA, un concetto che arrivò a un passo dalla produzione ma che fu cancellato all'ultimo miglio.
Diaz rivela un dettaglio finanziario inedito e cruciale: fu Sergio Marchionne in persona a fermare tutto. Le modifiche necessarie all'assale anteriore, l'allargamento delle carreggiate e i cambiamenti alla componentistica avrebbero richiesto un investimento extra di circa 7 milioni di euro. Una cifra che oggi appare irrisoria per lo sviluppo di un'auto, ma che all'epoca fu giudicata eccessiva per un modello di nicchia in un momento delicato per il gruppo.
Alfa Romeo Junior Project 955 suv cross coupé modellino anteriore

La "minaccia interna" ad Abarth

Ma non fu solo una questione di soldi. C'era un problema politico: il cannibalismo interno. Nel 2007, il Gruppo FIAT stava rilanciando in grande stile il marchio Abarth con la Grande Punto.
Secondo Diaz, una famiglia di piccole Alfa Romeo "iper-vitaminizzate" (la MiTo GTA e questa Cross Coupé da 250 CV) fu percepita come una "minaccia interna" per lo Scorpione, che stava appena iniziando il suo capitolo moderno. Avere in casa una cugina Alfa più potente, più aggressiva e tecnicamente più raffinata avrebbe potuto oscurare il debutto delle sportive torinesi.

Dal tavolo da disegno all'IA

Alfa Romeo Junior Project 955 dinamica laterale rossa
Render di Juan Manuel Diaz
Per quasi vent'anni, queste idee sono rimaste confinate in schizzi su carta e modelli in scala 1:4, nascosti negli uffici del Centro Stile. Oggi, grazie all'Intelligenza Artificiale, Diaz ha potuto dare a quel "sogno proibito" una forma visiva chiara e definita, mostrando un'auto che sembra pronta per entrare in concessionaria domani mattina.
"Alcune idee restano sul tavolo. Altre sono semplicemente rimaste nel tempo", conclude il designer. Ma guardando queste immagini, resta la sensazione che Alfa Romeo avesse in mano le carte per anticipare il mercato di un decennio, se solo la politica aziendale avesse avuto il coraggio di osare.
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