"Il nostro obiettivo? Convincere tutti": intervista a Giuseppe Graziuso di Changan Italia

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13 febbraio 2026, 10.22
Graziuso Compagnoni Fumagalli Changan su sfondo innevato
In occasione della Winter Experience di Changan che ha portato al debutto sulla neve del SUV Deepal S05, abbiamo intervistato Giuseppe Graziuso, direttore vendite e sviluppo rete di Changan Italia.
L’occasione ci ha permesso di approfondire la strategia del marchio cinese in Italia e di testare direttamente il SUV S05. Abbiamo verificato trazione, stabilità e risposta dei sistemi di assistenza alla guida, variando il set-up fino all’esclusione totale dei controlli elettronici.
A dare ulteriore visibilità all’evento è stata la presenza di Deborah Compagnoni, leggenda dello sci alpino italiano. La scelta della campionessa come testimonial del brand si inserisce appieno nel piano di lancio di Changan in Italia.
Attualmente sono aperte le preconsegne di duecento vetture dedicate ai primi clienti italiani che diventeranno dei “Brand Ambassador” ma la strategia punta a lungo termine, con l’obiettivo di aumentare le quote di mercato grazie a un’offerta sempre più ampia di modelli che si baserà non solo sull’elettrico ma su diverse tipologie di motorizzazioni volte a lasciare la massima libertà di scelta al cliente.
Changan Deepal S05 grigia su sfondo neve a Courmayeur
Dopo il primo evento a Rivoli, ora a Courmayeur si è tenuto il vero e proprio battesimo dove abbiamo potuto mettere alla prova S05 sulla neve. Grazie al centro per il design di Changan vi è un forte legame tra il vostro brand, il territorio piemontese e quello italiano. Ci saranno nuovi investimenti? Pensate di espandervi anche nel resto d’Italia e d’Europa?
«Il cuore del design mondiale di Changan è Rivoli. All’interno del centro lavorano oltre 300 designer che disegnano le vetture non solo per l’Italia ma per tutto il mondo. Changan ha quindi il suo cuore estetico a Rivoli, vicino a Torino: ci sono, inoltre, molti designer e ingegneri italiani nell’R&D, insieme a persone provenienti da altri Paesi. Occorre ricordare che Changan è arrivata in Italia 23 anni fa e proprio Rivoli è stato il primo centro di ricerca e sviluppo europeo, proprio perché si voleva partire dall’estetica italiana per poi portarla nel resto del mondo. Oggi si è deciso di fare un ulteriore passo avanti con la commercializzazione delle vetture e per questo stiamo costruendo una rete di vendita. Abbiamo già oltre 44 concessionari e stiamo valutando circa 80 proposte con l’headquarter per arrivare ad avere un dealer in ogni provincia o, almeno, un punto di riferimento nelle principali aree urbane. Torino, ad esempio, avrà almeno due punti vendita. Ogni concessionario disporrà del servizio dell’after sales, perché le vetture sono disegnate a Torino ma devono avere una rete capillare in tutta Italia. L’ufficio commerciale sarà a Milano, ma Torino resta centrale non solo per il design: ci sono le persone dell’R&D, i fornitori che stanno crescendo e anche tutta la parte commerciale. Infine, è già presente un magazzino ricambi a Verona per sviluppare il post-vendita. Stiamo assumendo in Changan Italia e molti candidati arrivano proprio dall’area torinese, che resta storicamente legata all’auto.»
Con la Winter Experience abbiamo avuto modo di testare di vicino il SUV S05 in condizioni non proprio ideali per le elettriche con basse temperature e condizioni di aderenza complesse vista la neve. Come mai avete scelto di organizzare questo evento proprio a Courmayeur?
«Changan sta organizzando le “Winter Experience” in tutto il mondo. La prima è stata in Cina, il debutto in Europa (il primo fuori dal mercato di casa per il brand) di questa iniziativa è avvenuto proprio qui a Courmayeur. In questa località abbiamo avuto l’occasione di far provare le vetture in pista: vogliamo che giornalisti, dealer e clienti testino la S05 a quattro ruote motrici, un SUV compatto pensato per l’uso quotidiano ma anche per una guida sportiva e stabile in condizioni difficili. Si è sfruttato questo circuito, con neve, tecnologia e guida in condizioni complesse. Tutti ci hanno confermato di essere rimasti colpiti dalle modalità di guida, dalla stabilità e dalla tecnologia. Il motore elettrico arriva a 435 cavalli, con trazione integrale. Alla fine, nel corso di una presentazione puoi raccontare tutto quello che vuoi, ma il vero punto è quando una persona prova l’auto e dice: “Mi piace”, quello è il nostro obiettivo.»
Quali sono i prossimi passi previsti per il 2026 e a che punto siamo con l’avvio degli ordini?”
«Sono circa 200 le vetture in Italia in pronta consegna. La rete si è sviluppata più velocemente del previsto e dopo la prima conferenza stampa del 12 dicembre abbiamo ricevuto molte richieste. Anche se il lancio ufficiale non è ancora avvenuto, è possibile preordinare la vettura: per l’occasione proponiamo una “special offer” per i primi clienti, i nostri Ambassador. Nello specifico alcune opzioni che al lancio ufficiale saranno a pagamento ora sono incluse nel prezzo, proprio per premiare chi crede subito nel marchio. Stiamo valutando il lancio commerciale con novità di gamma tra marzo e aprile, con una rete già ben strutturata. Oltre all’elettrica avremo una PHEV, i ricambi, l’after sales e la formazione dei dealer. Intanto premiamo i clienti che si avvicinano con curiosità: abbiamo già firmato qualche contratto e siamo sorpresi dalla rapidità della risposta. Il cliente italiano oggi è pronto ad accogliere una novità che arriva dal mercato cinese: tre anni fa non era così. Partiamo con l’elettrico, ma nel 2026 lanceremo anche le PHEV della S05 e S07 e tra fine 2026 e inizio 2027 arriverà un B-SUV full hybrid.»
In un contesto in cui la percezione dei marchi cinesi è cambiata rispetto al passato, quanto pesa oggi la concorrenza degli altri costruttori cinesi per Changan?
«Negli ultimi anni ho già lanciato un altro brand cinese osservando quindi da vicino l’evoluzione del mercato e oggi il cliente associa la Cina ad affidabilità, tecnologia e value for money. Marchi come BYD, Chery, MG stanno costruendo un’immagine solida e di conseguenza i dealer arrivano più rapidamente e, di conseguenza, anche i clienti. Rispetto ad altri costruttori cinesi vogliamo posizionarci in una nicchia di mercato diversa. Non puntiamo al prezzo più basso né a essere aggressivi, vogliamo costruire un progetto di lungo termine basato sulla qualità. Le nostre vetture hanno oltre 120 adattamenti per il mercato europeo: sono disegnate in Italia e sviluppate da oltre 20.000 ingegneri nel mondo. Ci distinguiamo per tecnologia, qualità, sostenibilità e sicurezza. Non a caso offriamo una garanzia sulle vetture di 7 anni o 160.000 km, e 8 anni o 200.000 km sulle parti elettriche ma stiamo pensando anche a ulteriori estensioni. Siamo molto sicuri dei nostri prodotti».
Quando pensate di entrare davvero a pieno regime tra proposta di modelli, rete di vendita e di assistenza?
«Con l’esperienza da me maturate nel mondo cinese, so che i tempi vengono compressi al massimo. Changan è tra i top player ed è un’azienda statale con grandi investimenti. Il nostro programma è entrare a regime entro il 2026, con l’arrivo delle PHEV e almeno 50 showroom operativi per coprire le principali regioni italiane. Ogni showroom avrà assistenza dedicata e personale formato, soprattutto per l’elettrico, che richiede competenze specifiche.»
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