Il rialzo delle quotazioni internazionali del petrolio si
sta abbattendo con violenza sulle tasche degli automobilisti italiani,
innescando una nuova e pesante ondata di rincari alla pompa su tutta la rete
viaria nazionale. A lanciare l'allarme è il Codacons, che ha elaborato
un monitoraggio dettagliato basandosi sui dati ufficiali pubblicati oggi, 4
marzo, dall'Osservatorio carburanti del Mimit (Ministero delle Imprese e del
Made in Italy).
La situazione appare particolarmente critica sulla rete
autostradale, dove i listini hanno raggiunto picchi che non si registravano da
tempo, abbattendo la soglia psicologica dei 2,5 euro al litro per il diesel.
I picchi massimi: la mappa dei rincari in modalità "servito"
Sebbene gli aumenti stiano interessando capillarmente tutta
la rete stradale stradale e autostradale, è proprio sui tratti a lunga
percorrenza che si registrano le cifre più allarmanti. Analizzando la modalità servito,
i dati mettono in luce una situazione di forte criticità per chi viaggia:
- A21
Torino-Piacenza: si registra il record negativo con il gasolio venduto
a 2,519 euro al litro e la benzina verde a 2,389 euro al litro.
- A4
Milano-Brescia: un litro di diesel tocca quota 2,464 euro,
mentre la benzina si attesta a 2,329 euro.
- Altre
tratte principali: in ben otto impianti distribuiti lungo arterie
nevralgiche come la A1 Milano-Napoli, la A11-A12 Viareggio-Lucca, la A12
Genova-Sestri Levante, la A14 Bologna-Bari-Taranto e ancora la A21
Torino-Piacenza, il gasolio si posiziona sui 2,449 euro al litro.
In questi stessi distributori, la benzina supera agilmente la soglia dei 2,3
euro al litro.
Anche il "self-service" vola oltre i 2 euro al litro
Il risparmio garantito dalla modalità fai-da-te non è
sufficiente ad arginare la stangata. Se si sposta l'attenzione sul prezzo del
gasolio in modalità self-service, i listini restano ben al di sopra dei
2 euro al litro in diverse tratte autostradali.
I prezzi più elevati per il self-service si riscontrano
attualmente sulla A5 (2,133 euro al litro), seguita dalla A14
(2,109 euro/litro), dalla A23 (2,079 euro/litro) e infine dalla A1 e
A21 (2,069 euro/litro).
L'ombra dei rincari sui viaggi di Pasqua
Pur sottolineando che i picchi massimi rilevati non
rappresentano la media nazionale, il Codacons evidenzia come questi listini
destino forti preoccupazioni. Il timore principale dell'associazione dei
consumatori riguarda il ben noto fenomeno della doppia velocità dei prezzi: a
un repentino incremento dei listini alla pompa causato dalle tensioni sui
mercati petroliferi, non corrisponde quasi mai un'altrettanto rapida e
proporzionale diminuzione in caso di deprezzamento del barile.
Una dinamica speculativa che risulta ancor più pericolosa
per i bilanci familiari se si considera l'avvicinarsi del periodo di Pasqua,
momento in cui, tradizionalmente, si concentrano gli spostamenti in auto di
milioni di italiani.