Entro il 2035, il settore dei trasporti pesanti sarà chiamato a un drastico cambio di rotta: le normative dell'Unione Europea impongono infatti una riduzione del 65% delle emissioni di CO2 per le flotte, delineando un inevitabile aumento della quota di veicoli commerciali elettrici. Nonostante ciò, i dati diffusi da ACEA evidenziano che la diffusione dei mezzi ricaricabili procede troppo lentamente, frenata da condizioni di mercato e quadri strutturali ancora insufficienti.
Oggi, l'ostacolo principale per gli operatori logistici verso la transizione elettrica è costituito proprio dall'infrastruttura di ricarica.
Le criticità del settore: dai depositi all'operatività
La transizione elettrica delle flotte professionali deve confrontarsi con problematiche che spaziano dalla potenza disponibile alla gestione energetica, passando per l'affidabilità (uptime) e l'integrazione dei software.
- L'ostacolo della rete: molti depositi logistici non sono strutturalmente progettati per gestire la ricarica simultanea di decine di veicoli. A questo si aggiungono le tempistiche burocratiche e tecniche, con allacci alla rete che possono richiedere fino a 18 mesi.
- Affidabilità e rischio di fermo: nel trasporto commerciale, una colonnina guasta equivale a un mezzo bloccato e, di conseguenza, a una potenziale mancata consegna. Per garantire l'operatività di una flotta, l'uptime dell'infrastruttura non può scendere sotto il 98%.
- Impatto economico: oltre agli investimenti per l'acquisto iniziale, pesano i costi occulti legati a picchi di potenza, penali energetiche e manutenzioni non ottimizzate. Senza validi sistemi di load management (gestione del carico), la spesa per l'energia può subire incrementi ingiustificati fino al 30%.
- Carenze digitali: l'integrazione tra i sistemi di ricarica e i software aziendali in uso (come Transport Management System e Warehouse Management System) risulta ancora acerba. Questo si traduce in una scarsa visibilità da parte delle aziende su consumi, effettivo utilizzo delle postazioni e monitoraggio dei guasti.
Soluzioni "chiavi in mano" per gestire la complessità
Per rispondere a queste sfide strutturali, il mercato si sta muovendo verso soluzioni integrate. Un esempio è
Spirii, azienda nata nel 2019 e attualmente parte del Gruppo Edenred. Con oltre 60.000 punti di ricarica attivi in 22 paesi e partnership strategiche (tra cui spicca quella con Daimler Truck), la società si propone come
piattaforma end-to-end per la ricarica dei veicoli elettrici.
L'obiettivo di questi nuovi ecosistemi è ribaltare il paradigma, trasformando l'infrastruttura da criticità operativa ad asset strategico. Tramite modelli "chiavi in mano", l'operatore logistico può esternalizzare la complessità tecnica (dallo studio di fattibilità al dialogo con i gestori di rete, fino alla scelta di hardware compatibile con il protocollo aperto OCPP e all'attivazione) concentrandosi unicamente sul proprio core business. Vengono così coperti tutti i passaggi, dalla progettazione all'installazione, includendo manutenzione e integrazione software.
A livello informatico, l'approccio adottato è di tipo fleet-first, ovvero disegnato attorno alle specifiche necessità della logistica aziendale. Questo si traduce in:
- Gestione avanzata delle code e priorità di ricarica
- Sistemi di prenotazione (reservation system) integrabili tramite API con i software di flotta
L'ultimo tassello riguarda la flessibilità economica e dimensionale. Le moderne piattaforme garantiscono scalabilità, permettendo di gestire da pochi veicoli fino a flotte estese su più nazioni e siti. Sul fronte finanziario, si affiancano ai tradizionali investimenti (CAPEX) anche formule di leasing, OPEX e canoni mensili in grado di coprire sia i veicoli che l'intera infrastruttura.