Il 2026 si preannuncia come l'anno della verità per
Stellantis.
Dopo dodici mesi complessi, segnati da un deciso calo di valore e da una
profonda riorganizzazione interna, il presidente esecutivo
John Elkann
traccia la rotta per il futuro del gruppo automobilistico. Lo fa attraverso la
consueta lettera agli azionisti di
Exor e durante la conference call sui
risultati finanziari della holding, delineando un netto cambio di paradigma
rispetto alla precedente gestione.
La critica al passato: l'eredità di Carlos Tavares
Senza mai citarlo direttamente, le parole di Elkann
rappresentano una severa disamina dell'operato dell'ex CEO Carlos Tavares.
Il presidente di Stellantis ha definito il 2025 appena trascorso come un
"anno da resa dei conti", scaturito da decisioni strategiche che
necessitavano di una profonda rivalutazione.
Il nodo centrale riguarda le performance finanziarie del
biennio precedente. «Nel 2023, Stellantis ha registrato ricavi netti record
pari a 189,5 miliardi di euro e un utile netto di 18,6 miliardi di euro», si
legge nella lettera agli azionisti. Tuttavia, l'ammissione di Elkann è
tranciante: «Con il senno di poi, quella performance si è rivelata
insostenibile». Un monito su quanto rapidamente possano mutare gli scenari
in un'industria complessa se vengono meno due pilastri fondamentali: la
disciplina operativa e la vicinanza alle reali esigenze dei clienti.
Il nuovo corso targato Antonio Filosa e l'attesa per il piano industriale
A raccogliere la sfida del rilancio è l'attuale CEO Antonio
Filosa, incaricato di guidare una profonda trasformazione interna.
L'obiettivo dichiarato dai vertici è il ripristino del "rigore sulla
qualità", riportando l'attenzione sugli aspetti fondamentali
dell'ingegneria, della produzione e delle vendite.
La data da segnare in rosso sul calendario degli investitori
è il 21 maggio 2026. In quell'occasione, durante il Capital Markets
Day, Stellantis presenterà il suo nuovo piano industriale. «Il 2026 sarà
cruciale – ha sottolineato Elkann –. L'azienda presenterà il suo futuro con
l'intenzione di essere molto chiara su come intende migliorare e assicurarsi di
rimanere uno dei leader in un settore in continua evoluzione». La nuova
filosofia aziendale punta a ricostruire i rapporti con gli stakeholder e a
creare un ambiente lavorativo orientato alla risoluzione costruttiva dei
problemi.
Le grandi manovre di Exor: da Iveco a Gedi
Le dichiarazioni su Stellantis si inseriscono in un contesto
di ampio riassetto per l'intero portafoglio di Exor. La holding sta infatti
ridisegnando il proprio perimetro industriale ed editoriale con mosse di peso:
- Il
dossier Iveco: Dopo aver scorporato e ceduto il business della Difesa
all'italiana Leonardo, il gruppo è ormai destinato a passare sotto il
controllo del colosso indiano Tata Motors.
- L'uscita
dall'editoria: Si è concretizzata in queste ore la vendita del gruppo Gedi
(che controlla il quotidiano la Repubblica e diverse emittenti
radiofoniche nazionali) al conglomerato mediatico greco Antenna.
Ferrari: la "macchina da utili" scalda i motori per l'elettrico
Se Stellantis e le altre partecipazioni affrontano fasi di
profonda ristrutturazione, le certezze per Exor continuano ad arrivare da
Maranello. Ferrari si conferma un asset solido e una macchina
generatrice di utili e dividendi.
Anche per il Cavallino Rampante, tuttavia, il 2026
rappresenterà uno snodo storico: a fine maggio è infatti previsto il lancio
ufficiale della Luce, la prima supercar 100% elettrica della casa
modenese. Un debutto che, secondo Elkann, permetterà al marchio di
"crescere restando unico".