Le
recenti
Renault 5,
4 e
Twingo, presentate come
elementi centrali del progetto dell’ex
CEO Luca de Meo, non rappresentano il
primo esempio di
retrodesign nella storia della
Casa francese. Già
nel
1996, infatti, quando il revival di modelli del passato era ancora
considerato una semplice curiosità,
Renault svelò al
66° Salone di
Ginevra la
Fiftie Concept. Questo prototipo
celebrava i
50 anni della
Renault 4CV del 1946, la prima vettura
prodotta dal marchio nel
secondo dopoguerra.
L’idea della Fiftie Concept
nacque nel 1995 all’interno del reparto comunicazione e
marketing di Renault. La proposta fu influenzata dal grande successo
di critica e pubblico ottenuto dalla Volkswagen Concept
One,
il prototipo che avrebbe poi dato origine alla New Beetle del 1998.
Questo successo, unito all’importante anniversario della Renault 4CV, modello
fondamentale nella storia del costruttore francese, offrì un’occasione ideale per
sperimentare un’auto dallo stile rétro e valutare la
reazione del pubblico.
Prime resistenze
Nonostante
l’interesse
iniziale, il progetto incontrò alcune resistenze. Il centro stile Renault,
allora diretto da Patrick Le Quément, espresse infatti un
parere negativo. La principale obiezione riguardava la presunta incoerenza con
il linguaggio stilistico dell’epoca, fortemente orientato verso forme futuristiche
e innovative, come dimostrato dalla prima generazione della Twingo del
1993 e dalla Mégane del 2002. Nonostante queste
perplessità, la direzione Renault decise di approvare comunque il
progetto, affidandone lo sviluppo al giovane designer Benoit
Jacob,
all’epoca
membro del centro stile.
La Renault Fiftie non era una semplice
replica della 4CV, ma una reinterpretazione contemporanea pensata per il
tempo libero. Il designer riprese alcuni elementi distintivi del modello
originale, come le linee tondeggianti e i dettagli stilistici, ma li
rielaborò in chiave moderna. A differenza della berlina a quattro porte degli
anni Quaranta, Jacob progettò una piccola coupé
sportiva tipo Targa a due porte,
caratterizzata da proporzioni insolite ma equilibrate e da uno stile dinamico,
giovane e fresco.
Citazioni storiche e
personalità
Dal
punto di vista estetico, la Fiftie si distingueva per soluzioni
originali. Il padiglione era composto da quattro pannelli smontabili,
che potevano essere riposti in un apposito vano sotto il lunotto posteriore,
anch’esso
ripiegabile. Numerosi erano i richiami alla 4CV: i fregi cromati
anteriori, il cofano anteriore rialzato,
le feritoie
di raffreddamento
sul cofano posteriore e le forme arrotondate e giocose. La carrozzeria
in fibra di carbonio integrava elementi innovativi, come le prese d’aria
laterali
che nascondevano le serrature delle portiere e i fari posteriori a clessidra,
un disegno poi ripreso sulla Renault Avantime del 2001, con prototipo
nel 1998.
La
concept car era verniciata in giallo metallizzato, un omaggio al
soprannome “piccolo panetto di
burro”
attribuito alla 4CV negli anni Quaranta. Anche gli interni
riflettevano questa combinazione di tradizione e innovazione. L’abitacolo utilizzava
materiali come lino, cotone e rattan. La plancia era dominata da
un grande display centrale, sovrastato da una strumentazione
analogica rétro. Il volante e
la pedaliera regolabili si contrapponevano ai sedili fissi.
Un’auto fatta e
finita
Dal
punto di vista tecnico, la Fiftie era tutt’altro che un semplice
esercizio di stile. La vettura era costruita sul telaio in alluminio della
Renault Spider, con cui condivideva anche le sospensioni e lo schema
a motore centrale e trazione posteriore. Il motore era montato tra i due
assi, a differenza della 4CV originale. Nonostante fosse una concept, la
Fiftie era perfettamente funzionante grazie al motore D7F 1,2 litri, 4
cilindri in linea, 8 valvole e 60 CV, poi utilizzato su Twingo
e Clio.
Accolta
favorevolmente al Salone di Ginevra,
la Fiftie Concept non entrò mai in produzione. Renault
non mostrò interesse per il segmento neo-vintage, limitando il
progetto a un omaggio alla 4CV. Solo molti anni dopo il marchio avrebbe
riscoperto il valore del retrodesign. Oggi la Fiftie rappresenta un
esempio di anticipazione stilistica e dimostra come la storia dell’automobile sia fatta
di corsi e ricorsi.