Questo Paese sta vietando la pubblicità di auto termiche nelle sue città

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28 gennaio 2026, 10.50
cartello stop auto termiche ad amsterdam sfondo canali
Amsterdam compie un altro passo deciso verso la mobilità sostenibile e lo fa colpendo direttamente l’immaginario urbano: la pubblicità delle auto a benzina e Diesel verrà progressivamente eliminata dagli spazi pubblici cittadini. Cartelloni, pensiline degli autobus, maxischermi e affissioni stradali non potranno più ospitare messaggi che promuovono veicoli alimentati da combustibili fossili, così come avviene già per aviazione e crociere.
Una scelta che posiziona la capitale olandese tra le città europee più aggressive sul fronte della transizione ecologica, in un contesto dove l’auto elettrica cresce rapidamente, ma i modelli tradizionali restano ancora fortemente presenti nelle campagne pubblicitarie.
Il provvedimento è stato promosso dal partito ecologista GroenLinks e dal Partito per i Diritti degli Animali, che hanno sostenuto una tesi semplice ma potente: non ha senso fissare obiettivi climatici ambiziosi se poi si continua a promuovere prodotti notoriamente inquinanti nello spazio pubblico.
Amsterdam segue così l’esempio di altre città olandesi come Utrecht, Haarlem e Nimega, che già da tempo hanno limitato la pubblicità legata ai combustibili fossili. Tuttavia, per una capitale europea, la portata simbolica è decisamente più forte.

Già in passato la città olandese aveva portato avanti iniziative simili

In realtà, il tema non è nuovo per Amsterdam. Già nel 2020 si era cercato di ridurre la presenza di pubblicità “fossile” nella metropolitana, con un accordo volontario con il gestore degli spazi pubblicitari. Ora però si passa a una regolamentazione vera e propria, che dovrebbe essere recepita nei regolamenti comunali ed entrare in vigore – almeno sulla carta – dal 1° maggio 2026.
Ma i tempi potrebbero allungarsi. La vicesindaca Melanie van der Horst ha spiegato che un’applicazione immediata sarebbe problematica a causa dei contratti già in essere con gli inserzionisti. Si parla quindi di un periodo di transizione, per evitare contenziosi legali e garantire un’uscita graduale dal sistema attuale.
Secondo i dati del Comune, la pubblicità legata ai combustibili fossili rappresenta oggi solo il 4,3% delle affissioni esterne. Una percentuale piuttosto bassa, che fa sorgere una domanda legittima: il provvedimento avrà un impatto reale o resterà soprattutto un gesto simbolico?
Dal punto di vista pratico, le case automobilistiche non saranno certo silenziate: potranno continuare a promuovere i loro modelli termici in TV, online, sui giornali, alla radio e al cinema. Il divieto riguarda esclusivamente la pubblicità esterna, cioè quella che accompagna quotidianamente cittadini e turisti nello spazio urbano.
E proprio qui sta il punto: non tanto ridurre le vendite nell’immediato, quanto cambiare il messaggio che una città trasmette visivamente ai suoi abitanti. Meno SUV a benzina sui cartelloni, più coerenza tra politiche ambientali e comunicazione pubblica.

Non solo auto, i motivi del bando alla carne

Amsterdam non si ferma alle auto. La città è diventata anche la prima capitale al mondo a vietare la pubblicità della carne negli spazi pubblici. Anche in questo caso si tratta di numeri minimi (solo lo 0,1% delle affissioni), ma il significato politico è chiaro: ridurre l’impatto climatico passa anche dalle scelte di consumo e da ciò che viene normalizzato nello spazio urbano.
Per l’industria automobilistica il messaggio è inequivocabile: le città stanno iniziando a usare la comunicazione come strumento di politica ambientale. Non solo zone a basse emissioni, divieti di circolazione e incentivi all’elettrico, ma anche una progressiva “decarbonizzazione” dell’immaginario visivo.
Oggi è la pubblicità esterna, domani potrebbero arrivare restrizioni più ampie. Amsterdam lancia così un segnale forte al resto d’Europa: la transizione ecologica non passa solo dai motori, ma anche dai messaggi che scegliamo di mostrare per strada.
E per il settore auto, potrebbe essere l’ennesimo campanello d’allarme: il futuro si gioca sempre di più su elettrico, ibrido e mobilità alternativa. Anche sui cartelloni.
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