Amsterdam compie un altro passo deciso verso la mobilità
sostenibile e lo fa colpendo direttamente l’immaginario urbano: la pubblicità
delle auto a benzina e Diesel verrà progressivamente eliminata dagli spazi
pubblici cittadini. Cartelloni, pensiline degli autobus, maxischermi e
affissioni stradali non potranno più ospitare messaggi che promuovono veicoli
alimentati da combustibili fossili, così come avviene già per aviazione e
crociere.
Una scelta che posiziona la capitale olandese tra le città
europee più aggressive sul fronte della transizione ecologica, in un contesto
dove l’auto elettrica cresce rapidamente, ma i modelli tradizionali restano
ancora fortemente presenti nelle campagne pubblicitarie.
Il provvedimento è stato promosso dal partito ecologista
GroenLinks e dal Partito per i Diritti degli Animali, che hanno sostenuto una
tesi semplice ma potente: non ha senso fissare obiettivi climatici ambiziosi se
poi si continua a promuovere prodotti notoriamente inquinanti nello spazio
pubblico.
Amsterdam segue così l’esempio di altre città olandesi come
Utrecht, Haarlem e Nimega, che già da tempo hanno limitato la pubblicità legata
ai combustibili fossili. Tuttavia, per una capitale europea, la portata
simbolica è decisamente più forte.
Già in passato la città olandese aveva portato avanti iniziative simili
In realtà, il tema non è nuovo per Amsterdam. Già nel 2020
si era cercato di ridurre la presenza di pubblicità “fossile” nella
metropolitana, con un accordo volontario con il gestore degli spazi
pubblicitari. Ora però si passa a una regolamentazione vera e propria, che
dovrebbe essere recepita nei regolamenti comunali ed entrare in vigore – almeno
sulla carta – dal 1° maggio 2026.
Ma i tempi potrebbero allungarsi. La vicesindaca Melanie van
der Horst ha spiegato che un’applicazione immediata sarebbe problematica a
causa dei contratti già in essere con gli inserzionisti. Si parla quindi di un
periodo di transizione, per evitare contenziosi legali e garantire un’uscita
graduale dal sistema attuale.
Secondo i dati del Comune, la pubblicità legata ai
combustibili fossili rappresenta oggi solo il 4,3% delle affissioni esterne.
Una percentuale piuttosto bassa, che fa sorgere una domanda legittima: il
provvedimento avrà un impatto reale o resterà soprattutto un gesto simbolico?
Dal punto di vista pratico, le case automobilistiche non
saranno certo silenziate: potranno continuare a promuovere i loro modelli
termici in TV, online, sui giornali, alla radio e al cinema. Il divieto
riguarda esclusivamente la pubblicità esterna, cioè quella che accompagna
quotidianamente cittadini e turisti nello spazio urbano.
E proprio qui sta il punto: non tanto ridurre le vendite
nell’immediato, quanto cambiare il messaggio che una città trasmette
visivamente ai suoi abitanti. Meno SUV a benzina sui cartelloni, più coerenza
tra politiche ambientali e comunicazione pubblica.
Non solo auto, i motivi del bando alla carne
Amsterdam non si ferma alle auto. La città è diventata anche
la prima capitale al mondo a vietare la pubblicità della carne negli spazi
pubblici. Anche in questo caso si tratta di numeri minimi (solo lo 0,1% delle
affissioni), ma il significato politico è chiaro: ridurre l’impatto climatico
passa anche dalle scelte di consumo e da ciò che viene normalizzato nello
spazio urbano.
Per l’industria automobilistica il messaggio è
inequivocabile: le città stanno iniziando a usare la comunicazione come
strumento di politica ambientale. Non solo zone a basse emissioni, divieti di
circolazione e incentivi all’elettrico, ma anche una progressiva
“decarbonizzazione” dell’immaginario visivo.
Oggi è la pubblicità esterna, domani potrebbero arrivare
restrizioni più ampie. Amsterdam lancia così un segnale forte al resto
d’Europa: la transizione ecologica non passa solo dai motori, ma anche dai
messaggi che scegliamo di mostrare per strada.
E per il settore auto, potrebbe essere l’ennesimo campanello
d’allarme: il futuro si gioca sempre di più su elettrico, ibrido e mobilità
alternativa. Anche sui cartelloni.