Per la 50ª edizione del salone francese, la Fondazione
Gino Macaluso schiera i capolavori che hanno scritto la storia del motorsport.
Dalla Lancia Stratos alla Renault 5 Turbo di Ragnotti: un viaggio tra tecnica
ed emozione.
I motori si sono accesi, seppur metaforicamente, al
Padiglione 7.2 di Paris Expo Porte de Versailles. Oggi, mercoledì 28 gennaio
2026, si alza il sipario sulla 50ª edizione di Rétromobile, il salone di
auto storiche più prestigioso al mondo. E per celebrare mezzo secolo di storia,
la kermesse parigina ha scelto un partner d'eccezione, dall'anima profondamente
torinese: la Fondazione Gino Macaluso per l’Auto Storica.
La mostra principale dell'evento, intitolata "L'Âge
d'Or du Rallye" (L'Epoca d'Oro del Rally), non è una semplice
esposizione statica, ma una vera e propria cronistoria tridimensionale delle
sfide che hanno infiammato le strade di mezzo mondo negli ultimi decenni del
Novecento. Quindici vetture iconiche, selezionate dalla collezione della
Fondazione, raccontano l'evoluzione tecnica e umana di questa disciplina.
La sfida tra le nazioni: Italia, Francia e Germania
Il percorso espositivo è studiato per evidenziare le grandi
rivalità dell'epoca. Giocando "in casa", l'omaggio alla Francia è
potente e nostalgico: i riflettori sono puntati sulla Renault 5 Turbo
del 1981, l'esatto esemplare che portò Jean Ragnotti alla vittoria nel Rally di
Monte-Carlo, affiancata dalla Alpine A110 (1973) e dalla brutale Peugeot
205 Turbo 16, quest'ultima arrivata grazie a un prestito eccezionale del
museo L’Aventure Peugeot.
Ma è nel confronto internazionale che la mostra tocca
l'apice emotivo. I visitatori potranno rivivere il duello tecnico che ha
segnato gli anni '80: da una parte l'Audi Quattro (1981), la vettura che
cambiò le regole del gioco introducendo la trazione integrale nel mondiale, e
dall'altra l'ultima regina a due ruote motrici, la Lancia Rally 037
(1984) nella celebre livrea Martini, simbolo dell'ingegno italiano contro la
potenza tedesca.
Il mito Lancia e l'eredità di Gino Macaluso
L'egemonia tricolore è ben rappresentata dalle vetture che
hanno reso il marchio Lancia leggendario. Oltre alla 037, sono presenti la Stratos
del 1976 e le invincibili Delta: la Integrale 16v (1990) di Didier
Auriol e la HF Evoluzione "Safari" (1992) portata in gara da
Juha Kankkunen. Non mancano le pioniere come la Lancia Fulvia Coupé HF 1.6
(1970), affiancata dalle storiche Mini Cooper S e Ford Cortina Lotus
del 1966.
Tra i pezzi più rari ed evocativi portati a Parigi spicca la
Fiat X1/9 Abarth Prototipo del 1974. Un'auto dal valore affettivo
inestimabile per la Fondazione: fu infatti sviluppata personalmente da Gino
Macaluso e partecipò al Giro d'Italia del 1974 guidata dal compianto Clay
Regazzoni. A chiudere la rassegna temporale, la Toyota Celica GT-4 (1990) di
Carlos Sainz e la Fiat Punto S1600 del 2000, testimone dell'era più recente.
Un parterre di leggende
L'esposizione non si limita al metallo e alla meccanica. Nei
giorni della fiera, lo stand della Fondazione diventerà un punto di incontro
per i piloti che quelle auto le hanno domate. Sono attesi nomi del calibro di Ari
Vatanen, Bruno Saby, Didier Auriol e Jean-Claude Andruet.
Il momento istituzionale clou è previsto per venerdì 30
gennaio alle ore 14:00, quando Monica Mailander Macaluso, Presidente
della Fondazione, interverrà per illustrare la genesi della collezione. "Essere
a Rétromobile per il 50° anniversario è un onore, ma vedere queste vetture
tutte insieme, nel contesto per cui sono nate, è un'emozione unica,"
ha anticipato la Presidente. "Portiamo a Parigi non solo dei capolavori
meccanici, ma le storie di coraggio e innovazione di uomini e donne che hanno
reso il rally uno sport epico."
La mostra resterà aperta al pubblico fino a domenica 1°
febbraio, offrendo un'occasione irripetibile per vedere riunito il gotha del
rallismo mondiale sotto lo stesso tetto.