Il marchio del Gruppo Renault conferma che non bloccherà le vendite di veicoli termici per rientrare nei target sulle emissioni. Intanto la nuova Dacia Bigster parte forte, ridisegnando gli equilibri interni della gamma. Al contrario di altri brand,
Dacia non ha alcuna intenzione di limitare le vendite delle sue auto a benzina e ibride per restare sotto gli stringenti limiti di Unione Europea e Regno Unito riguardanti le emissioni dei veicoli prodotti. A confermarlo ai microfoni dei colleghi inglesi di
Autocar è
Frank Marotte, Vicepresidente Vendite e Marketing del marchio romeno, che ha spiegato la particolare strategia pensata dalla Casa di Mioveni per non incorrere nelle salatissime sanzioni previste per i trasgressori.
Come abbiamo visto in altre occasioni, infatti,
Dacia è, paradossalmente, vittima del suo stesso successo. Grazie alla sua natura di marchio accessibile e a buon mercato ed essendo uno degli ultimi costruttori generalisti a proporre una gamma di modelli termici valida e variegata,
Dacia vende tantissime vetture termiche e molte meno elettriche, con la sola Spring a fare da contraltare alle decine di migliaia di vetture a benzina, GPL o Full Hybrid. Il futuro della Casa del Gruppo Renault, quindi, vedrà come una delle principali sfide quello di bilanciare ciò che è la sua natura e il suo punto di forza con la necessità di evitare le pesantissime sanzioni previste per chi non rispetta le quote europee e nazionali sulle emissioni.
I nuovi limiti in UE e UK per i Costruttori: cosa sta succedendo?
Il mondo dell'auto sta diventando sempre più complesso. Se, infatti, troviamo da un lato vetture elettriche che stentano a decollare, dall'altro i costruttori sono paradossalmente costretti a limitare le vendite dei propri modelli con motore termico per rimanere all'interno dei tetti per le emissioni totali della gamma posti sia dall'Unione Europea che dai singoli mercati, come quello britannico.
Proprio nel Regno Unito è entrato in vigore nel 2026 un nuovo mandato per regolare le immatricolazioni delle vetture a zero emissioni, dette ZEV (Zero Emission Vehicle), che richiede a tutti i costruttori di rispettare un bilancio di vendite imposto. Ogni Casa automobilistica deve vendere almeno il 33% di veicoli a batteria sul mercato, pena una multa molto salata. Lo stesso avviene in Europa, dove la soglia è posizionata a 93,6 grammi al km di CO2 per l'intero totale di auto vendute da un singolo costruttore.
Questa strategia, pensata per incentivare e incanalare le vendite su vetture elettriche o ibride Plug-In, non sta però ottenendo i risultati sperati, con situazioni paradossali e contro la logica stessa dell'economia di mercato. Negli scorsi anni, ad esempio,
abbiamo assistito all'"eutanasia" di modelli di successo, rei soltanto di non essere elettrici e di alzare troppo le quote di emissioni e di sbilanciare il rapporto tra vetture ZEV e termiche vendute. Qualche esempio?
Le Suzuki Jimny e Ignis, con quest'ultima salutata nel 2025 proprio per i suoi numeri di vendita fin troppo alti per non evitare sanzioni, la vendita in numeri già prestabiliti di vetture ad alte emissioni come la
Toyota GR86 oppure l'addio all'
importazione di declinazioni sportive come successo per Hyundai con le sue i20 e i30 N. Parlando di
Dacia, i numeri parlano chiaro:
il marchio romeno è nei primi posti di tutta Europa con i suoi modelli termici, e il suo modello di punta, la Sandero, non è ancora dotata di una motorizzazione ibrida. Gli altri modelli bestseller del marchio come Duster, Jogger o la nuova Bigster, fanno i numeri maggiori con le versioni Mild Hybrid o alimentate a GPL, aumentando di conseguenza le emissioni totali della gamma.
"Non smetteremo di fare auto a benzina, ma arriveranno le elettriche"
Interpellato dai colleghi di
Autocar sull'argomento,
Frank Marotte ha tracciato il percorso del futuro di Dacia, in UK e in Unione Europea. Essendo, infatti, il marchio più focalizzato all'interno del Gruppo Renault sulla produzione di modelli termici, nonché uno dei più forti a livello europeo,
sarà inevitabile vedere "un trade-off tra alcuni modelli termici che potremmo vendere e i BEV che non riusciamo a piazzare". Tuttavia, il manager ha escluso categoricamente l'ipotesi di contingentare le auto a benzina per migliorare artificialmente il mix di vendita.
"Non significa che limiteremo le vendite ICE,", ha spiegato Marotte,
"ma che dobbiamo aumentare le nostre vendite di EV. Alla fine, dobbiamo essere conformi al mandato ZEV britannico perché le sanzioni sono troppo alte e nel Gruppo Renault non abbiamo alcuna intenzione di pagarle".Al momento, la gamma elettrica di
Dacia si compone della sola
Spring, vettura dal discreto successo ma che, da sola, non può "salvare" l'intera produzione termica della Casa. Per riuscire a non limitare le vendite della gamma termica, quindi, è necessario lanciare dei modelli elettrici inediti, appetibili e abbordabili, riproponendo la stessa ricetta delle vetture termiche senza snaturarle.
Come vi abbiamo anticipato negli scorsi giorni, il futuro di Dacia passa dalla Evader, una piccola elettrica realizzata sulla piattaforma della nuova Renault Twingo E-Tech. Come avevamo poi scoperto, inoltre, la Evader non sostituirà la Spring, ma si affiancherà alla piccola elettrica
Dacia di produzione cinese, offrendo così due soluzioni differenti in un segmento chiave per la riduzione dei consumi.
Marotte, poi, ha confermato come siano in fase di sviluppo nuovi modelli di elettriche, sottolineando come sia necessario avere
"più offerte elettriche in gamma, così da non incorrere in sanzioni in Regno Unito.".
Perché ci deve interessare di ciò che succede in Regno Unito
Può sembrare di poco interesse per noi europei, ma le limitazioni in atto in UK sono davvero salate: per ogni vettura che supererà la soglia del 33%, infatti, le Case dovranno pagare una multa di 12.000 sterline (circa 14.300 euro), e questo schema anticipa solamente alcune delle proposte in discussione nel Parlamento Europeo.
Lo stesso modus operandi, anche se con limiti per il momento più blandi, è del resto già in vigore, e nei prossimi mesi potrebbe abbassarsi la soglia limite anche per l'intera Unione, rendendo necessario il lavoro di riduzione delle emissioni totali della gamma. Lo stesso Marotte descrive questa strategia dettata dalla "consapevolezza che il mercato brittannico è solo un precursore di schemi simili che arriveranno presto nel resto d'Europa".
I numeri di Dacia in Europa: la Sandero resta la più venduta, sorpresa Bigster?
Dacia è, infatti, uno dei brand più amati in Europa, con un totale di 697.408 unità vendute in tutto il continente nel 2025.
La
Sandero resta ancora l'auto più venduta d'Europa con quasi
290.000 unità vendute, mentre è da segnalare la
crescita della Bigster. Nonostante, infatti, le vendite siano iniziate solo a fine giugno, la prima C-SUV della Casa romena ha chiuso il secondo semestre con quasi 68.000 unità vendute, segnando un ottimo risultato per un modello completamente nuovo. Il risultato della Bigster potrebbe aver penalizzato la più pratica
Jogger (-23,6% rispetto al 2024) come ammesso dallo stesso Marotte, che ricorda però che serve almeno un intero anno per confermare questo trend.
A stupire, però, è la quota di mercato della motorizzazione Full Hybrid, che valgono oltre 6 Bigster vendute su 10, più del doppio delle altre vetture più piccole della Casa. Secondo le attuali proiezioni di
Dacia, la Bigster potrebbe addirittura superare le vendite della Duster durante il 2026.
Chiude bene il 2025 anche la Spring, che con 35.000 unità vendute è cresciuta del 53% a livello europeo rispetto il 2024. Il merito è anche del mercato britannico, uno dei più vivaci per le auto elettriche, che ha accolto la Spring solo alla fine del 2024.