Pedaggi autostradali, il 2026 inizia con nuovi rincari: ecco la mappa delle tratte più care

Notizie
20 gennaio 2026, 11.55
AUTOSTRADA con segnale luminosoto con scritta autostrade per l'italia partner di milano cortina 2026
Gennaio è nuovamente sinonimo di aumenti per quanto riguarda i pedaggi autostradali, in parte giustificati dall'adeguamento all'inflazione. Un'analisi di Altroconsumo svela l'impatto reale su pendolari e le forti disparità territoriali, con costi che in alcune aree superano i 14 euro ogni 100 chilometri.
L’inizio del nuovo anno porta con sé, per la quarta volta consecutiva, un aggiornamento al rialzo delle tariffe autostradali italiane. Puntuali a gennaio, i rincari sono scattati anche nel 2026. La motivazione ufficiale fornita dal Ministero dei Trasporti riguarda il necessario adeguamento all’inflazione, stimando un incremento medio generale intorno all'1,5%. Tuttavia, un'analisi dettagliata condotta da Altroconsumo su 38 tratte nazionali rivela un quadro complesso e disomogeneo, che penalizza in modo particolare specifiche categorie di viaggiatori.

I rincari in cifre: dove si paga di più

L'indagine dell'associazione di consumatori ha calcolato un aumento medio dell'1,1% sulle tratte esaminate, un dato leggermente inferiore alle stime governative ma che si somma agli incrementi degli anni precedenti. Sebbene in circa un terzo dei casi le tariffe siano rimaste invariate, in altri i ritocchi sono sensibili.
In termini assoluti, gli aumenti più consistenti, pari a 30 centesimi per singolo viaggio, si registrano sull’autostrada A1 nel tratto tra Firenze Sud e Roma Nord, e sull’A14 tra Napoli e Bari Nord. Seguono rincari di 20 centesimi su snodi nevralgici per il traffico: l'allaccio A14-A1 tra Bologna Casalecchio e Firenze Nord, la A4 Torino Rondissone-Novara Ovest, la A14 tra San Lazzaro di Savena e Ancona Nord, e la direttrice A1-A24 Napoli Nord-Roma Est.

Il peso sui pendolari: fino a 50 euro l'anno in più

L'impatto economico diventa più evidente se si analizza la frequenza di utilizzo, specialmente per i pendolari che percorrono quotidianamente tratte brevi ma intense. L'esempio emblematico è quello della A4 Agrate Brianza-Milano: qui l'aumento è di soli 10 centesimi, una cifra apparentemente irrisoria che però, su base annua, può tradursi in un aggravio di circa 50 euro per un lavoratore medio.
In termini percentuali, si segnalano rincari superiori al 2% su collegamenti molto frequentati del Nord Italia, come le tratte Dalmine-Milano Est, Bergamo-Milano Est e Trento Nord-Bolzano Sud.

Il costo per chilometro: un sistema disomogeneo

L'analisi utilizza anche l'indicatore del costo ogni 100 chilometri per confrontare tratte di diversa lunghezza, evidenziando forti disparità. Alcune autostrade italiane si confermano tra le più costose in assoluto: la tratta Novara Est-Milano Ghisolfa, ad esempio, supera i 14 euro ogni 100 km.
Si viaggia stabilmente sopra i 10 euro ogni 100 km anche in diverse zone del Lazio, della Campania e lungo la dorsale adriatica. Il quadro generale che ne emerge è quello di un sistema tariffario nazionale poco uniforme, con differenze territoriali marcate che non sempre appaiono giustificate da una corrispondente qualità dell'infrastruttura.
loading

Loading