Addio Diesel? In Germania i camion si ricaricano mentre viaggiano in autostrada

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20 gennaio 2026, 15.15
camion elettrici
Cover: RWTH Aachen
Come saranno i mezzi pesanti del futuro? È una domanda che il settore automotive, e in particolare quello dei trasporti industriali, si pone da anni, senza ancora una risposta definitiva. Il Diesel resta oggi il punto di riferimento per l’autotrasporto a lunga percorrenza, non tanto per mancanza di alternative teoriche, quanto per l’assenza di soluzioni realmente scalabili, sostenibili e compatibili con i ritmi della logistica moderna. Eppure, qualcosa si sta muovendo. E la Germania, ancora una volta, sta provando a indicare una possibile direzione.
Negli ultimi anni, in tutta Europa si sono moltiplicati i progetti sperimentali per consentire a veicoli elettrici (auto e mezzi pesanti) di viaggiare senza le attuali limitazioni legate all’autonomia. In Italia, ad esempio, si è lavorato sulla ricarica wireless dinamica: tratti autostradali modificati per trasferire energia ai veicoli in movimento, eliminando o riducendo le soste alle colonnine. Sul fronte dei camion, una delle soluzioni più discusse è stata il Battery Swapping, ovvero la sostituzione rapida del pacco batterie in stazioni dedicate, con tempi dichiarati intorno ai 10 minuti.
Ma c’è anche un’altra strada, forse più radicale e allo stesso tempo sorprendentemente “classica”: portare l’elettricità direttamente sull’autostrada.

L’idea tedesca per i camion elettrici

La RWTH Aachen University, l’Università Tecnica di Aquisgrana, sta lavorando da anni a un sistema di ricarica dinamica per camion elettrici basato su una tecnologia tutt’altro che nuova: quella dei filobus. Il progetto, finanziato dal Ministero Federale dell’Ambiente tedesco con circa 5,9 milioni di euro, si è svolto dal 2022 fino alla fine del 2025 e ha avuto l’obiettivo di testare la fattibilità di una rete elettrica sospesa lungo le autostrade.
Il principio di funzionamento è semplice, almeno sulla carta. Lungo le corsie dedicate vengono installate linee elettriche aeree; i camion, equipaggiati con un pantografo simile a quello dei treni o dei filobus urbani, possono “agganciarsi” alla rete mentre viaggiano a velocità autostradale. In questo modo il motore viene alimentato direttamente dalla linea elettrica e, contemporaneamente, la batteria di bordo più piccola rispetto a quella di un camion elettrico tradizionale si ricarica.
Il risultato? Durante la marcia in autostrada, la necessità di fermarsi per ricaricare viene praticamente eliminata.
Uno degli aspetti più interessanti di questo sistema è la sua flessibilità. Quando il camion deve uscire dall’autostrada, affrontare un sorpasso o semplicemente percorrere tratti non elettrificati, il pantografo si abbassa automaticamente e il veicolo continua a viaggiare sfruttando la batteria. Ed è proprio qui che entrano in gioco i progressi dell’elettrico: le autonomie stanno crescendo rapidamente e non mancano esempi concreti di camion elettrici che hanno percorso fino a 50.000 km, dimostrando che il trasporto a zero emissioni è già oggi tecnicamente possibile, anche senza ricarica dinamica.
In questo scenario, l’eHighway non sostituisce completamente la batteria, ma la ridimensiona e la affianca, riducendo peso, costi e tempi morti.

Questa soluzione è realistica per il futuro?

La domanda, a questo punto, è inevitabile: sarà davvero questo il futuro dei mezzi pesanti? L’adozione su larga scala di una simile tecnologia comporterebbe investimenti enormi. Bisognerebbe elettrificare le principali arterie europee, coordinare standard comuni tra i vari Paesi e ripensare la progettazione dei camion, che dovrebbero essere tutti dotati di pantografo e sistemi compatibili.
D’altra parte, i vantaggi potenziali sono difficili da ignorare: riduzione drastica delle emissioni, minore dipendenza da batterie di grandi dimensioni, continuità operativa per il trasporto a lunga distanza. In un settore dove ogni minuto fermo costa denaro, poter “fare il pieno” mentre si viaggia non è solo un sogno tecnologico, ma un’idea estremamente concreta.
Il mercato, come sempre, avrà l’ultima parola. Ma una cosa è certa: il futuro dei mezzi pesanti non sarà una semplice evoluzione del passato. Potrebbe passare, ancora una volta, da fili sopra le nostre teste.
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