Monopattini elettrici: slitta al 16 luglio l'obbligo di assicurazione tra rischio rincari e nodi tecnici

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24 aprile 2026, 10.25
donna su monopattino
La transizione verso una micromobilità urbana più regolamentata subisce una modifica in corsa. Accogliendo le richieste dell'Ania (Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici), il ministero delle Imprese e del made in Italy (Mimit) in concerto con il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti (Mit) ha posticipato l'entrata in vigore dell'obbligo assicurativo per i monopattini elettrici, spostando la scadenza dal 16 maggio al 16 luglio. Una decisione improvvisa che ha innescato la reazione immediata delle associazioni dei consumatori e dei professionisti dell'infortunistica, evidenziando una serie di criticità strutturali non ancora risolte.

Il caos delle scadenze e il timore sulle tariffe

Per Assoutenti, la proroga dell'ultimo minuto rischia di disorientare i cittadini. Il presidente dell'associazione, Gabriele Melluso, sottolinea in particolare il disallineamento temporale tra gli adempimenti burocratici: molti proprietari si erano già mossi per ottenere la targa in vista di maggio. Questo sfasamento creerà il paradosso temporaneo di veicoli regolarmente targati ma privi di copertura assicurativa obbligatoria per altri due mesi.
La preoccupazione maggiore, tuttavia, riguarda l'aspetto economico. Assoutenti teme che l'ulteriore finestra temporale concessa alle compagnie assicurative possa tradursi in un ritocco al rialzo dei premi a danno degli utenti. A tal proposito, l'associazione ha lanciato un appello al governo chiedendo la massima vigilanza contro possibili speculazioni e, soprattutto, contro il rischio di discriminazioni tariffarie su base territoriale, ritenute ingiustificate per una tipologia di mezzo la cui storicità statistica sui sinistri è ancora agli albori.

L'allarme dei periti: targhe personali e dinamiche complesse

Sul fronte tecnico e operativo, l'Associazione italiana periti estimatori danni (Aiped) accoglie con favore l'obbligo come passo verso una mobilità più sicura, ma evidenzia lacune normative di difficile gestione. Il nodo principale, come spiegato dal presidente Luigi Mercurio, riguarda l'identificazione del mezzo: a differenza delle automobili, la targa dei monopattini è nominale, ovvero associata alla persona e non al telaio. Questa impostazione rende tecnicamente ostica l'applicazione dei tradizionali strumenti assicurativi, quali l'attestato di rischio e il sistema bonus-malus.
A questo ostacolo normativo si aggiunge una sfida squisitamente tecnica legata alla gestione dei sinistri. L'ingresso dei monopattini nel circuito assicurativo comporterà un aumento di pratiche caratterizzate da dinamiche d'urto atipiche e non standardizzate, inserite in contesti urbani complessi. I periti dovranno confrontarsi con incidenti che spesso offrono pochissimi elementi oggettivi, richiedendo competenze tecniche ancora più affinate per la corretta valutazione delle traiettorie, l'analisi del comportamento dei conducenti e l'esatta attribuzione delle responsabilità.
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