La transizione verso una micromobilità urbana più
regolamentata subisce una modifica in corsa. Accogliendo le richieste dell'Ania
(Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici), il ministero delle
Imprese e del made in Italy (Mimit) in concerto con il ministero delle
Infrastrutture e dei trasporti (Mit) ha posticipato l'entrata in vigore
dell'obbligo assicurativo per i monopattini elettrici, spostando la scadenza
dal 16 maggio al 16 luglio. Una decisione improvvisa che ha innescato la
reazione immediata delle associazioni dei consumatori e dei professionisti
dell'infortunistica, evidenziando una serie di criticità strutturali non ancora
risolte.
Il caos delle scadenze e il timore sulle tariffe
Per Assoutenti, la proroga dell'ultimo minuto rischia di
disorientare i cittadini. Il presidente dell'associazione, Gabriele Melluso,
sottolinea in particolare il disallineamento temporale tra gli adempimenti
burocratici: molti proprietari si erano già mossi per ottenere la targa in
vista di maggio. Questo sfasamento creerà il paradosso temporaneo di veicoli
regolarmente targati ma privi di copertura assicurativa obbligatoria per altri
due mesi.
La preoccupazione maggiore, tuttavia, riguarda l'aspetto
economico. Assoutenti teme che l'ulteriore finestra temporale concessa alle
compagnie assicurative possa tradursi in un ritocco al rialzo dei premi a danno
degli utenti. A tal proposito, l'associazione ha lanciato un appello al governo
chiedendo la massima vigilanza contro possibili speculazioni e, soprattutto,
contro il rischio di discriminazioni tariffarie su base territoriale,
ritenute ingiustificate per una tipologia di mezzo la cui storicità statistica
sui sinistri è ancora agli albori.
L'allarme dei periti: targhe personali e dinamiche complesse
Sul fronte tecnico e operativo, l'Associazione italiana
periti estimatori danni (Aiped) accoglie con favore l'obbligo come passo verso
una mobilità più sicura, ma evidenzia lacune normative di difficile gestione.
Il nodo principale, come spiegato dal presidente Luigi Mercurio, riguarda
l'identificazione del mezzo: a differenza delle automobili, la targa dei
monopattini è nominale, ovvero associata alla persona e non al telaio.
Questa impostazione rende tecnicamente ostica l'applicazione dei tradizionali
strumenti assicurativi, quali l'attestato di rischio e il sistema bonus-malus.
A questo ostacolo normativo si aggiunge una sfida
squisitamente tecnica legata alla gestione dei sinistri. L'ingresso dei
monopattini nel circuito assicurativo comporterà un aumento di pratiche
caratterizzate da dinamiche d'urto atipiche e non standardizzate, inserite in
contesti urbani complessi. I periti dovranno confrontarsi con incidenti che
spesso offrono pochissimi elementi oggettivi, richiedendo competenze tecniche
ancora più affinate per la corretta valutazione delle traiettorie, l'analisi
del comportamento dei conducenti e l'esatta attribuzione delle responsabilità.