Dopo il curioso episodio che ha visto
un’auto in
bilico nel vuoto,
Milano è stata nuovamente protagonista di un episodio quasi da film. Nelle scorse notti, infatti, si è
svolto un inseguimento ad alta velocità, degno di
un film d’azione ma drammaticamente reale che ha trasformato le strade
cittadine in un circuito.
Tutto è iniziato con un controllo di routine. Una
pattuglia della Polizia ha notato un SUV BMW (con ogni probabilità una X1) procedere a velocità anomala,
ignorando senza esitazione l’alt intimato dagli agenti. Da quel momento,
la situazione è precipitata: il conducente ha premuto sull’acceleratore, dando
vita a una fuga sfrenata che ha raggiunto picchi di 200 chilometri orari,
attraversando zone densamente abitate e mettendo a repentaglio l’incolumità di
chiunque si trovasse lungo il percorso.
Il cuore dell’inseguimento si è concentrato nella
zona di via Novara, dove la corsa del SUV ha assunto contorni ancora più
allarmanti. Alla guida c’era un ragazzo di soli diciassette anni, di
origine cubana, già noto alle forze dell’ordine per precedenti legati a furti e
reati contro il patrimonio. Una giovanissima età, un mezzo potente e una totale
assenza del senso del pericolo.
Necessario lo speronamento della Polizia per fermare il SUV
Il momento più critico è arrivato quando il SUV
ha speronato frontalmente una volante della Polizia. Solo la prontezza
degli agenti ha evitato conseguenze irreparabili. L’impatto ha confermato
quanto un veicolo di grandi dimensioni, se usato in modo criminale, possa
diventare un’arma in movimento nel contesto urbano.
La fuga si è conclusa poco dopo, quando il
conducente ha perso il controllo del mezzo, finendo contro alcune colonnine di
ricarica per auto elettriche e uno spartitraffico. Il SUV, ormai distrutto, ha
costretto i quattro occupanti a tentare la fuga a piedi. Solo uno di loro è
stato fermato: proprio il minorenne alla guida, immediatamente indagato per
resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e ricettazione. Gli altri tre sono
riusciti a far perdere le proprie tracce e sono tuttora ricercati.
Determinante per le indagini è stato ciò che gli
agenti hanno trovato all’interno del veicolo: attrezzi da scasso come
piede di porco, cacciaviti e tronchesi. Un dettaglio che lascia pochi dubbi
sulle intenzioni del gruppo e suggerisce che la notte non fosse iniziata con
una semplice bravata, ma con un progetto criminale ben più articolato.
Il SUV noleggiato a Pescara potrebbe non essere in regola
Ulteriori accertamenti riguardano la provenienza
del SUV, risultato noleggiato da una società con sede a Pescara. Gli
investigatori stanno ora verificando le modalità di affidamento del veicolo
e le eventuali responsabilità della società di noleggio, aprendo un fronte che
potrebbe avere sviluppi anche sul piano amministrativo e penale.
L’episodio ha riacceso il dibattito sull’uso dei
SUV e delle auto ad alte prestazioni nei centri urbani. Mezzi concepiti per
garantire comfort e sicurezza possono diventare estremamente pericolosi se
finiscono nelle mani sbagliate. La domanda che emerge con forza è se le attuali
strategie di controllo e gestione degli inseguimenti siano sufficienti o
se sia necessario ripensare profondamente il modello di sicurezza stradale
nelle grandi città.
Nel frattempo, la Polizia di Milano continua a
lavorare per identificare i complici in fuga, affidandosi anche al
supporto delle telecamere di sorveglianza disseminate sul territorio cittadino.
Ogni fotogramma potrebbe risultare decisivo.