Lo Scorpione ritrova la voce: Abarth studia il grande ritorno al motore termico

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08 luglio 2026, 10.18
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La transizione verso la mobilità elettrica non segue una linea retta, ma un percorso complesso fatto di accelerazioni e, talvolta, di ponderati ripensamenti strategici. L'ultimo segnale in questo senso arriva da Abarth, lo storico marchio dello Scorpione controllato dal gruppo Stellantis. A seguito delle recenti dichiarazioni rilasciate dai massimi vertici aziendali, emerge l'ipotesi concreta di un parziale riposizionamento della gamma, che potrebbe vedere il ritorno di motorizzazioni a combustione interna da affiancare all'attuale offerta a zero emissioni.
Il dibattito è stato formalmente aperto da Olivier François, amministratore delegato di FIAT e Chief Marketing Officer globale di Stellantis. In un'intervista concessa alla testata specializzata francese Auto Infos, il manager ha delineato uno scenario in cui l'identità più profonda del brand necessita di essere preservata attraverso elementi che vadano oltre la mera velocità o la reattività dell'erogazione elettrica. Al centro della riflessione vi è la natura stessa del marchio fondato da Carlo Abarth, storicamente radicata nel carattere meccanico, nel sound d'eccezione e nella connessione diretta tra pilota e macchina.
«Resto convinto di una cosa: Abarth ha bisogno di almeno un modello con motore a combustione nella sua gamma», ha dichiarato François, riaprendo una discussione rimasta latente tra gli addetti ai lavori e le comunità di appassionati dopo il recente focus del brand sui modelli full-electric.

Il peso economico del coinvolgimento emotivo

L'affermazione di François tocca un punto nevralgico dell'industria automotive contemporanea. Se da un lato l'elettrificazione ha ampiamente dimostrato di poter garantire prestazioni pure eccellenti (in termini di coppia e accelerazione nello scatto breve), dall'altro fatica a replicare il bagaglio emozionale – fatto di vibrazioni, acustica dello scarico e progressione del cambio – che costituisce il valore intangibile, ma economicamente rilevante, dei brand sportivi di nicchia.
Per una parte consistente della clientela tradizionale di Abarth, le simulazioni artificiali del rumore e della dinamica endotermica non hanno rappresentato una risposta pienamente soddisfacente alla transizione a batteria. Da qui la necessità, per il management, di rivalutare le strategie di medio termine.

Le ipotesi industriali e i nodi normativi

Dal punto di vista industriale, la fattibilità di questa parziale inversione di tendenza si giocherà sulle sinergie di piattaforma all'interno del portafoglio Stellantis. Tra le opzioni esaminate dai tecnici figura l'impiego della base tecnica legata ai futuri sviluppi della FIAT 500. Tuttavia, François ha tenuto a precisare che il progetto si trova ancora in una fase embrionale di studio e che "altre opzioni restano aperte". Ad oggi non sono state deliberate decisioni definitive, né sono stati ufficializzati cronoprogrammi, specifiche tecniche o mercati di sbocco.
La prudenza dei vertici è dettata dalle severe barriere d'ingresso regolamentari che caratterizzano il mercato europeo. Sviluppare e omologare propulsori termici conformi ai rigidi standard sulle emissioni richiede investimenti ingenti, che devono poi essere ammortizzati su volumi di vendita fisiologicamente ridotti, tipici delle compatte ad alte prestazioni.
La vera sfida per Abarth non sarà dunque l'evocazione nostalgica del passato, bensì la capacità di ingegnerizzare una vettura economicamente sostenibile, che rispetti i vincoli di leggerezza, accessibilità finanziaria e divertimento di guida fissati dal suo stesso DNA storico.

Un pragmatismo dettato dal mercato

La svolta pragmatica ipotizzata da Stellantis fotografa una tendenza macroeconomica più ampia: la necessità per i costruttori globali di flessibilizzare le proprie strategie industriali in una fase di transizione energetica in cui la domanda di veicoli elettrici manifesta un andamento non uniforme nei diversi mercati mondiali.
Mantenere un'opzione endotermica o ibrida in parallelo permette ad Abarth di presidiare segmenti di mercato consolidati, salvaguardando la redditività complessiva del marchio e la fidelizzazione della clientela storica. Se l'operazione dovesse ricevere il via libera definitivo, il futuro dello Scorpione si profilerà come una convivenza duale: l'avanguardia tecnologica delle versioni a batteria da un lato, e un presidio termico dedicato ai puristi della meccanica dall'altro. Una formula che potrebbe ridefinire l'equilibrio tra innovazione e tradizione industriale.
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