Il costruttore sudcoreano
KGM, marchio specializzato nella
produzione di SUV, torna sul piccolo schermo con una nuova campagna
pubblicitaria mirata al mercato italiano. Il volto scelto per rappresentare il
brand è quello dell'attore e comico Lillo, protagonista di uno spot in onda
sulle reti Mediaset per tre settimane, fino alla fine di maggio. L'obiettivo
della comunicazione è scardinare i luoghi comuni legati a questo segmento
automobilistico, affidandosi a un linguaggio ironico e contemporaneo.
"Sai davvero cosa vuol dire SUV?": il gioco narrativo
Al centro del commercial vi è una domanda diretta che
funge da filo conduttore: "Sai davvero cosa vuol dire SUV?". Alla
guida del nuovo modello KGM Actyon, Lillo scompone e gioca con il
celebre acronimo, fornendo una serie di interpretazioni personali, inusuali e
volutamente visionarie.
L'approccio narrativo dal ritmo serrato mira a trasformare
l'automobile da un concetto tecnico e standardizzato a una soluzione
flessibile. L'intento è mostrare come i veicoli della gamma KGM possano
adattarsi in modo versatile ai diversi stili di vita degli automobilisti,
accompagnandoli nelle sfide della quotidianità con un approccio meno formale e
più incentrato sulle reali esigenze di spazio e comfort.
La strategia e il posizionamento del brand
Il messaggio conclusivo della campagna, "KGM, la tua
definizione di SUV", sintetizza la strategia commerciale dell'azienda
in Italia. Il costruttore asiatico intende proporre la propria flotta come un
punto d'incontro equilibrato tra comodità e dinamismo, evidenziando la
disponibilità di motorizzazioni aggiornate e sistemi tecnologici di bordo di
ultima generazione. La promessa è quella di offrire vetture trasversali, in
grado di garantire affidabilità tanto nel congestionato traffico urbano quanto
nei viaggi a lunga percorrenza.
I dettagli della produzione
La campagna televisiva è stata declinata nei formati da 15,
30 e 60 secondi per coprire le diverse esigenze di palinsesto. Il progetto è
una produzione targata Rti, con la direzione affidata al regista Fabio Breccia,
supportato da Davide Manca per la direzione della fotografia e da Chiara Baliva
in veste di produttrice esecutiva. L'ideazione creativa porta la firma
dell'agenzia Yam, mentre le operazioni di produzione sul set sono state seguite
e supervisionate dal team di ATFlow.